periodico di politica e cultura 23 luglio 2024   |   anno XXIV
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teatro: a Teatri di Vita di Bologna

Alessandro

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Sono passati cinque anni dalla morte dello scrittore e giornalista Alessandro Leogrande, a soli 40 anni: una voce forte dalla parte degli ultimi e della verità, contro le mafie e le violenze della società contemporanea. A ricordarlo è lo spettacolo “Alessandro. Un canto per la vita e le opere di Alessandro Leogrande” di Gianluigi Gherzi e Fabrizio Saccomanno, in programma a Teatri di Vita (via Emilia Ponente 485, Bologna; tel. 333.4666333; teatridivita.it), giovedì 6 aprile, alle ore 21. Lo spettacolo, prodotto da Teatro Koreja, è diretto dallo stesso Fabrizio Saccomanno, che è in scena insieme a Barbara Petti, Emanuela Pisicchio, Maria Rosaria Ponzetta e Andjelka Vulic. Cura del progetto e consulenza artistica Salvatore Tramacere. Nell’ambito della stagione “Ouroboros” di Teatri di Vita, realizzata con il contributo del Comune di Bologna, della Regione Emilia Romagna, del Ministero della Cultura e della Fondazione Carisbo.

Alessandro è il racconto della vita, delle imprese, delle opere di un intellettuale straordinario. È il racconto di un giovane che sceglie di tenere gli occhi aperti sulla realtà che lo circonda, di dedicare la propria vita a donare luce a quello che rimane oscuro e nascosto nei luoghi più terribili, d’impegnarsi a smontare gli stereotipi e le frasi fatte con cui allontaniamo da noi i drammi che percorrono il nostro presente, di stare sempre e comunque dalla parte degli “ultimi”.

Alessandro è Taranto. Alessandro è viaggio nei ghetti dei migranti, persi nelle campagne. È viaggio infaticabile nei luoghi delle frontiere e dei muri. Alessandro è meraviglia di fronte a un quadro. È pratica altissima di una “pietas” dello sguardo. Alessandro è un compagno di viaggio in questi tempi difficili, una fonte inesauribile d’ispirazione. Alessandro è teatro pulsante, dove memoria, presente e utopia non sopportano mai, come in tutta la sua opera, di essere separati.

Alessandro Leogrande (Taranto, 1977 - Roma, 2017) è stato vicedirettore del mensile “Lo straniero”. Ha collaborato con il “Corriere del Mezzogiorno”, “Il Riformista”, “Saturno” (inserto culturale de “Il Fatto Quotidiano”), Radio Tre. Ha scritto Un mare nascosto, Le male vite. Storie di contrabbando e multinazionali, Nel paese dei viceré. L’Italia tra pace e guerra, Uomini e caporali. Viaggio tra i nuovi schiavi nelle campagne del Sud, Il naufragio. Morte nel Mediterraneo (premi Volponi e Kapuściński), Adriatico, Fumo sulla città, Katër i Radës, La frontiera, Haye. Le parole, la notte, e Dalle macerie. Cronache sul fronte meridionale, uscito postumo. Fabrizio Saccomanno ha realizzato diversi spettacoli di narrazione civile, affrontando temi legati al sud, come Iancu, Parole datee Via. Epopea di una migrazione.

Teatri di Vita Centro di Produzione Teatrale via Emilia Ponente 485 - 40132 Bologna - Italia tel & fax (+39) 051 6199900 http://www.teatridivita.it

articolo pubblicato il: 03/04/2023

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