periodico di politica e cultura 13 aprile 2024   |   anno XXIV
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teatro: al Teatro dell’Aquila di Fermo

Destinazione non umana

Mercoledì 10 maggio con Destinazione non umana della drammaturga e regista Valentina Esposito, fondatrice nel 2014 della factory Fort Apache Cinema Teatro, si conclude al Teatro dell’Aquila di Fermo anche la sezione fuori abbonamento della stagione teatrale promossa dal Comune di Fermo con l’AMAT e il progetto di Scuola di platea, seguitissimo percorso di introduzione al teatro per gli studenti degli istituti superiori di Fermo in cui la partecipazione allo spettacolo è solo il momento centrale di un programma che prevede incontri propedeutici e un confronto con la compagnia che ha luogo giovedì 11 maggio alla Sala degli artisti (ore 12).

Fort Apache Cinema Teatro è l’unica compagnia stabile in Italia formata da attori ex detenuti e detenuti in misura alternativa, formatisi all'interno delle carceri di provenienza e oggi professionisti di cinema e palcoscenico.

Valentina Esposito descrive così il nuovo lavoro, vincitore del bando nazionale Visionari 2022 per MTM Teatro Litta di Milano: «Destinazione non umana è una favola senza morale, amara e disumana quanto può esserlo una fiaba, costruita sulle solitudini alle quali ci costringe il tempo che viviamo e sul pensiero della morte, sul vuoto lasciato da chi se n’è andato, sul dolore, la rabbia, la paura. Sullo sforzo bestiale di vivere contro e nonostante la certezza della morte. Il destino di ogni bestia è scritto prima di nascere. Ci sono i cavalli a “consumo umano”, quelli da allevamento, destinati sin dall’inizio alla macellazione, alla produzione di alimenti, allo squarto, allo sgozzo, al dissanguamento, alla carne. Corpi docili, domati, addomesticati, addestrati a procedere verso la morte. E poi ci sono quelli a “destinazione non umana”, quelli che nascono per le corse, le scommesse, i giri di soldi, le droghe, il doping, le medaglie, il plauso del pubblico, la scena. Sempre a rischio di cadere e di essere abbattuti. E di tornare comunque al macello, per via illegale e clandestina. Il gancio dell’”ammazzatora” pende su tutti, sia che si aspetti la morte nel box di un allevamento intensivo, sia che arrivi dopo un’esistenza da campione. Tutti con lo sguardo basso, chiuso dai paraocchi fra le linee della propria esistenza, a giocare a immaginare la vita per illudersi di dimenticare la morte».

Sette cavalli da corsa geneticamente difettosi condividono forzatamente la vecchiaia in attesa della macellazione. Nel gioco scenico e drammaturgico, l’immaginifica vicenda di bestie umane diventa pretesto per una riflessione profonda sul tema tragico della predestinazione, della malattia, della morte, della precarietà e brevità dell’esistenza, della responsabilità individuale rispetto alle scelte maturate nel corso della vita.

Regia e drammaturgia sono di Valentina Esposito, in scena ci sono Fabio Albanese, Alessandro Bernardini, Matteo Cateni, Chiara Cavalieri, Christian Cavorso, Viola Centi, Massimiliano De Rossi, Massimo Di Stefano, Michele Fantilli, Emma Grossi, Gabriella Indolfi, Giulio Maroncelli, Piero Piccinin, Giancarlo Porcacchia, Fabio Rizzuto, Edoardo Timmi. I costumi sono di Mari Caselli, ideazione scenografica di Valentina Esposito, scenografia di Edoardo Timmi, musiche di Luca Novelli e luci di Alessio Pascale.

Informazioni e prevendita: biglietteria del Teatro 0734 284295, AMAT 071 2072439 e biglietterie del circuito vivaticket anche on line. Inizio spettacolo ore 21.

articolo pubblicato il: 08/05/2023

La Folla del XXI Secolo - periodico di politica e cultura
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