
"Due dozzine di rose scarlatte" è una di quelle pièce argute ed eleganti in cui il gioco delle coppie si mostra come un imprescindibile motore narrativo. Un testo umoristico e brillante, tra i più rappresentati in Italia, che funziona da più di settanta anni perché dispensa leggerezza, emozioni e risate coinvolgendo piacevolmente il pubblico. Sul palco del Teatro Prati il protagonista è lo stesso Gravina, nel ruolo di Alberto Verani, affiancato da Sara Religioso nel ruolo della moglie Marina, Antonio Conte nel ruolo dell'amico Tommaso Savelli e Francesca Antonucci nel ruolo di Rosina, la cameriera. Le scene e i costumi sono firmati da Francesco De Summa, mentre le musiche originali sono del M° Mariano Perrella.
La trama appassiona e tiene con il fiato sospeso. In un matrimonio fin troppo fedele, la moglie, forse trascurata, comincia a sentire voglia di evasione e organizza un viaggio da sola, il marito, complice l'amico avvocato, ne approfitta per tentare di avvicinare una bella contessa inviando due dozzine di rose scarlatte con lo pseudonimo mistero. Ma il mazzo per errore arriverà alla moglie. Da questo equivoco si sviluppa una storia parallela sul desiderio e la necessità di sognare, un percorso iniziatico che ci fa riflettere sulle nostre debolezze. Portare in scena "Due dozzine di rose scarlatte" a ridosso del 25 aprile significa ricordare che la libertà è anche la possibilità di sorridere delle proprie fragilità e, soprattutto, rappresenta il tributo ad un grande autore che ha saputo sconfiggere dittatura con l'arma più affilata di tutte: la sua elegantissima ironia. Teatro Prati, via degli Scipioni. Telefono: 06 3974 0503
Dal 24 aprile al 31 maggio 2026 Teatro Prati
articolo pubblicato il: 22/04/2026