
Dalla introduzione: Ci sono mani che tremano mentre afferrano la roccia e non è solo per lo sforzo fisico. Ci sono piedi che esitano a spingere verso l’alto, ma la paura che li trattiene ha spesso radici invisibili. Quando una persona si arrampica, porta con sé tutto ciò che è: corpo, emozioni, memoria, desiderio. Porta con sé la propria storia. La parete non è solo un ostacolo verticale da superare: è uno specchio, una soglia, a volte un compagno silenzioso. È da questo sentire che nasce la Climbing Therapy. Non da un’intuizione isolata o da una moda passeggera, ma dall’incontro profondo tra il corpo in movimento e la possibilità di cura. L’arrampicata, da disciplina sportiva e via di esplorazione, diventa strumento clinico, linguaggio sensibile per attraversare il dolore e trasformarlo. Il gesto verticale assume valore simbolico: salire diventa possibilità attraversamento e di rinascita, la caduta un’occasione per ridefinire il proprio rapporto con il fallimento, la sosta un tempo prezioso per imparare ad ascoltarsi
Marco Bruci (Livorno, 1968) è psicologo clinico, psicoterapeuta e analista bioenergetico. Da oltre vent’anni svolge attività clinica e formativa, lavorando con individui, gruppi e comunità terapeutiche. Responsabile della Comunità “La Tenda” di Roma, ha ideato e sviluppato la Climbing Therapy, una metodologia innovativa che integra corpo, emozioni e relazione per favorire processi di cura e crescita personale. Coordina progetti di prevenzione e riabilitazione delle dipendenze in collaborazione con il Dipartimento per le Politiche Antidroga e il Comune di Roma. Autore e formatore, partecipa a conferenze e iniziative volte a promuovere un approccio integrato e umano alla psicoterapia contemporanea.
Marco Bruci
Scalare nel profondo
Una metodologia di Climbing Therapy
Collana: Psicologia
Pagine: 240 - Prezzo: 23,00 €
Armando editore
dal 23 marzo
articolo pubblicato il: 05/03/2026