periodico di politica e cultura 20 luglio 2024   |   anno XXIV
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teatro: a Teatri di Vita di Bologna

La rabbia di Pasolini

È dedicata a “La rabbia” la nuova stagione autunnale di Teatri di Vita, che comprende 7 spettacoli di teatro e danza e 1 film, “La rabbia di Pasolini” appunto, che inaugura il programma il 28 settembre. Quella di Pasolini è la “rabbia” del poeta che non si arrende di fronte alle crisi, alle guerre, alle ingiustizie, e trova un modo per raccontare tutto, anche la bellezza. Da qui si sviluppa una stagione che attraversa le grandi crisi e ingiustizre internazionali, come la Palestina con “Nakba - I nosttri occhi sono i nostri nomi” di Enrico Frattaroli (3-8 ottobre), che rievoca la fuga di migliaia di profughi palestinesi nel 1948 con la costituzione dello Stato di Israele, e come l’Ucraina con “Beauty of the beast” del coreografo Anton Ovchinnikov (21-26 novembre; posti limitati), suggestivo spettacolo di danza che oscilla tra la bellezza del balletto russo e la bestialità dei suoi soldati, presentato in prima nazionale. Lo sguardo poetico sull’attualità continua con “Ok boomer” di Babilonia Teatri (12-16 dicembre), un affondo sulle dinamiche del consumismo e dello sfruttamento; e con la ripresa di “XYZ. Dialoghi leggeri tra inutili generazioni” di Andrea Adriatico (29 settembre), che vede un uomo politico (in questo caso Mattia Santori, ideatore delle Sardine e oggi consigliere comunale) confrontarsi con una dozzina di giovani attori in un gioco-spettacolo senza rete. Ma “La rabbia” si addentra, come nel film di Pasolini, anche nell’intimità. Sarà rappresentato per la prima volta in Italia il testo giovanile di Bernard-Marie Koltès “Le amarezze”, con la regia di Adriatico (2-6 novembre), che è stato il primo regista italiana ad affrontare Koltès in molti allestimenti. E sarà reso omaggio a Giovanni Testori, nel centenario della nascita e nel trentennale della morte, con una delle sue opere più intense, “Conversazione con la morte”, interpretato da Gaetano Callegaro per la regia di Mino Manni (24-29 otttobre; posti limitati). E infine, uno dei capolavori di Herbert Achternbusch, “Susn” (10-12 novembre), dedicato a una figura femminile in diverse fasi della propria vita, proposto da Akròama.

È tempo di rabbia, il sentimento che divora i nostri tempi, i nostri luoghi di confronto e scambio, i nostri rapporti interpersonali. È una rabbia aggressiva, sorda, che non accetta il dialogo e la comprensione. In questo tempo di rabbia, facciamo appello a un’altra rabbia. Quella del poeta, che osserva la crisi del suo mondo e non tace. Esattamente 60 anni fa, nel 1963, Pier Paolo Pasolini compone un film che unisce cinema, poesia e storia, “La rabbia”: un accorato flusso di immagini e parole additando le ferite del mondo e le sue grazie, portando lo spettatore in mezzo alle guerre e all’odio, e suggerendo immagini di amore e speranza. Oggi, ancora, è tempo di rabbia, della rabbia del poeta, della rabbia che accusa e consola.

La nuova stagione “La rabbia” è realizzata in convenzione con il Comune di Bologna, e con i contributi di Regione Emilia Romagna e Ministero della Cultura, e conclude un ricco 2023 in cui Teatri di Vita ha festeggiato il suo trentennale, anche con la pubblicazione, in queste settimane, del volume “Bologna 900 e duemila. Teatri di Vita nella città” (ed. Pendragon).

La stagione in abbonamento ha il costo di 60 euro. Il prezzo dei biglietti continua a essere bloccato: 15 euro intero, 13 ridotto, e 9 euro per i giovani under 30; 6 euro per il film.

articolo pubblicato il: 25/09/2023

La Folla del XXI Secolo - periodico di politica e cultura
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