
Il primo appuntamento del nuovo percorso – che si svilupperà nell’arco dell’anno in maniera itinerante nelle carceri italiane – ha visto un intenso momento di confronto con l’attrice Benedetta Porcaroli, protagonista della pellicola, in dialogo con la giornalista Laura Pertici e, a seguire, la proiezione del film Zvanì – Il romanzo famigliare di Giovanni Pascoli, diretto da Giuseppe Piccioni.
Un incontro partecipato e autentico, che ha messo al centro proprio i giovani detenuti, coinvolti in prima persona in uno scambio vivo di riflessioni, domande ed emozioni. Un dialogo diretto che ha trasformato la visione cinematografica in un’occasione di crescita e condivisione.
Significativa la testimonianza di Benedetta Porcaroli: «Nel film Zvanì sono Mariù, la sorella di Pascoli. C'era qualcosa di questo poeta che mi era sfuggito. Non conoscevo questo suo lato più personale e le dinamiche familiari. Mariù è innamorata di suo fratello e ha fatto sempre di tutto per restargli accanto fino all'ultimo. Rassegne del genere sono importanti, come anche approfondire certi autori letterari nelle scuole, perché danno la possibilità ai giovani di conoscere i poeti del passato. Con questo film ho capito perché la poetica di Pascoli viene definita del fanciullino, in quanto lui resta incastrato nel suo passato a causa della morte del padre avvenuta quando era bambino. È stato anche molto bello fare questo viaggio nel tempo. Il mestiere dell'attore riesce a farti vivere queste magiche esperienze. Il Cinema mi ha salvato e ho incanalato in questo mestiere il mio dolore».
All’appuntamento inaugurale hanno preso parte anche numerose figure istituzionali e rappresentanti del mondo della giustizia e della cultura: il ministro della Giustizia Carlo Nordio, il vicepresidente del CSM Fabio Pinelli, il procuratore capo di Roma Francesco Lo Voi, il capo del Dipartimento per la giustizia minorile Antonio Sangermano, il sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari, il presidente della Fondazione Lottomatica Riccardo Capecchi, sponsor non istituzionale del progetto oltre al presidente della Fondazione De Sanctis Francesco De Sanctis.
«Non bisogna avere paura della cultura», ha dichiarato il ministro della Giustizia Carlo Nordio, evidenziando come nel tempo si sia diffusa una percezione distorta: «Si è sedimentata l’idea che l’approccio alla cultura sia difficile, riservato a poche persone. In realtà le parti più importanti della letteratura, dell’arte, della musica e della poesia sono anche le più semplici e accessibili a tutti. Hanno un carattere universale». Poi rivolgendosi ai giovani in platea ha aggiunto: «La cultura vi aiuta a ritrovare, attraverso la curiosità intellettuale, In momenti difficili potete spendere il vostro tempo libero con la cultura. Siate curiosi. Date benzina al vostro cervello. Lo Stato vi è vicino». Il sottosegretario Andrea Ostellari, evidenziando il ruolo crescente dell’istituto come spazio culturale e di rieducazione, ha precisato che «lo strumento della cultura e dell’arte si affiancano alla scuola, alla formazione e al lavoro, diventando occasione per guardarsi dentro e imparare qualcosa che aiuti a sperare nel futuro».
Nel suo intervento, Antonio Sangermano ha ribadito: «Tutto ciò è fatto per i ragazzi. Un atto di gentilezza. L'arte, la cultura è vita e la vita è fatta anche di dolore. La vita senza speranza è morte. Il carcere deve essere un punto di passaggio».
Il presidente della Fondazione Lottomatica, Riccardo Capecchi, ha sottolineato: «Oggi si parla di libri e di libertà. Il libro è una finestra sul mondo e la lettura deve essere un momento di riabilitazione. Ho due film che amo molto, il primo è Le ali della libertà e il secondo è Invictus. Entrambi raccontano storie di detenzione e libertà. È fondamentale usare il proprio tempo nel modo più giusto e la cultura è lo strumento migliore per farlo e per aprire le porte della nostra mente prima e della nostra vita poi».
In questa prospettiva si inserisce pienamente “Libri Liberi”, come ha ribadito il promotore della rassegna: «Crediamo profondamente nelle potenzialità di questo progetto, che mette in dialogo il mondo della scrittura e quello del cinema per una missione sociale concreta».
La rassegna proseguirà con la prossima tappa in programma sull’Isola di Gorgona il 24 maggio, con Paolo Briguglia e Lorenza Pieri, e la discussione intorno al romanzo Amatissima di Toni Morrison. Poi sono previste le tappe a Roma, Firenze, Napoli e Milano con il coinvolgimento di personalità del mondo della cultura e dello spettacolo, tra cui Claudio Santamaria e Giovanna Botteri, Claudio Bisio e Daria Bignardi, Claudia Gerini e Diego De Silva, Giorgio Pasotti e Veronica Raimo, Alessandro Preziosi e Chiara Francini.
Promossa dalla Fondazione De Sanctis, con il patrocinio del Ministero della Giustizia – Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP) e Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità (DGMC) – della RAI, con il supporto di Poste Italiane e Fondazione Lottomatica e la media partnership de Il Sole 24 Ore, la rassegna si propone di offrire ai detenuti l’opportunità di esplorare mondi narrativi alternativi e di confrontarsi con i grandi temi dell’esistenza attraverso la letteratura.
Con questo primo appuntamento, “Libri Liberi” conferma la propria vocazione: trasformare i luoghi della pena in luoghi di incontro, di scoperta e di possibilità. Perché è proprio nella cultura, accessibile e universale, che può nascere il seme di una nuova libertà.
articolo pubblicato il: 10/04/2026