teatro
"Roman e il suo cucciolo"

Sabato 6 e domenica 7 marzo il Teatro Lauro Rossi di Macerata ospita in esclusiva regionale - nell'ambito della stagione promossa dal Comune e dall'AMAT - un beniamino del pubblico, Alessandro Gassman interprete e regista di Roman e il suo cucciolo. L'attore torna in scena dopo il successo ottenuto con La parola ai giurati con un altro testo - riscritto da Edoardo Erba - di forte valenza sociale ambientato nella Roma del Casilino. Dramma familiare e allo stesso tempo sociale, Roman e il suo cucciolo è uno sguardo neutrale e non ideologico sul presente: la presenza degli immigrati che ha cambiato la fisionomia delle città e le stesse relazioni interpersonali.

"Sono già passati quattro anni dal mio debutto nella regia con La forza dell'abitudine di Thomas Bernard - scrive Alessandro Gassman nelle note allo spettacolo - cui hanno seguito due stagioni ricche di successi e riconoscimenti con La parola ai giurati di Reginald Rose. Mi confronto ora con un altro testo contemporaneo che negli anni '80 ottenne un grande successo a New York e che ebbe come protagonista Robert De Niro. Si tratta di Cuba & His Teddy Bear di Reinaldo Povod, un testo che mi ha coinvolto fin dalla prima lettura per l'umanità dei suoi personaggi, per uno stile di scrittura tagliente, crudo, profondo, che mai indulge al sentimentalismo. Con Edoardo Erba, traduttore e adattatore del testo, abbiamo deciso di ambientare la vicenda in una periferia urbana del nostro paese, all'interno di una comunità rumena, dove confluiscono personaggi di altra radice etnica. Operazione che non tradisce il testo originale americano che fa appunto coesistere personaggi di diverse razze, culture, religioni. È un dramma familiare e al tempo stesso sociale, un attualissimo sguardo sul presente che è anche un preciso richiamo a uno dei fenomeni che negli ultimi tempi più ci coinvolgono: la presenza degli immigrati nella nostra vita, presenza che ha cambiato la fisionomia delle nostre città e il tessuto delle nostre relazioni. Uno sguardo neutrale, non ideologico, fuori dagli schemi del razzismo o della solidarietà di maniera. La prorompente forza drammatica dell'opera si basa sul rapporto irrisolto fra un padre semianalfabeta, spacciatore di droga, nevrotico, che alterna momenti di dolcezza a esplosioni di rabbia e un adolescente apparentemente schiacciato dall'autorità paterna, che vuole emanciparsi attraverso lo studio ma che nasconde al padre le sue illusorie prospettive di vita e la sua progressiva dipendenza dall'eroina. Un maldestro socio in affari del padre, un intellettuale tossicodipendente, un'altro spacciatore e la sua giovane prostituta sono gli altri personaggi che ruotano intorno alla drammatica vicenda umana di un uomo disposto a tutto pur di guadagnare denaro e garantire al figlio un futuro diverso dal suo e di un ragazzo consapevole del fatto che il padre potrà, a suo modo, amarlo ma non riuscirà mai a capirlo. Un rapporto toccante, crudo, a tratti sconvolgente, che troverà compimento solo attraverso un fatale, catartico epilogo. Ma è anche una storia di disperazione e di degrado che, attraverso il drammatico destino di un'umanità condannata all'emarginazione, rimanda a problematiche sociali di grande attualità. Una delle sfide più difficili del terzo millennio sarà quella di imparare a vivere in una società unita nella pluralità, ponendo come base quanto ci è comune: la nostra umanità."

Accanto ad Alessandro Gassman recitano nello spettacolo - prodotto da Teatro Stabile d'Abruzzo e Società per Attori - Manrico Gammarota, Sergio Meogrossi e Giovanni Anzaldo, Matteo Taranto e Natalia Lungu.

Informazioni: biglietteria dei Teatri tel. 0733 230735 - 0733 233508. Inizio spettacoli ore 21.

articolo pubblicato il: 03/03/2010