cinema
Lady Henderson presenta
di Franco Olearo

Gran Bretagna 2005
Regia:
Stephen Frears
Sceneggiatura: Martin Sherman
Interpreti: Judi Dench, Bob Hoskins, Will Young, Christofer Guest
Genere: Commedia, Dramma
Durata: 103'

Il film è liberamente ispirato ad una storia vera. Nella Londra del 1937 Lady Henderson (Judi Dench) è una ricca vedova a cui è morto il suo unico figlio durante la prima guerra mondiale. Invece di rassegnarsi a passare le giornate a ricamare e prendere il tè con le amiche, Lady Henderson si lancia nell'avventura di aprire un teatro a Soho e trova in Vivian Van Damm (Bob Hoskins) un valido direttore. I due, pur tra continui litigi e un certo interesse sentimentale da parte di lei, introduce alcune idee innovative per il teatro dell'epoca : organizzare spettacoli non stop e realizzare sullo sfondo, durante le sequenze di ballo, tableaux vivant di ragazze nude, assolutamente immobili, per simulare un'opera d'arte (il massimo che poteva venir concesso dalla censura di allora). Nel '39 scoppia la guerra e Lady Henderson non ha nessuna intenzione di chiudere, anzi...

Questo film è molto English. Lo è nella bravura dei protagonisti: è un vero spettacolo vedere Judi Dench (Oscar 1999 per Shakespeare in love) e Bob Hoskins (Il viaggio di Felicia) quando si scontrano, litigano, si stimano, solidarizzano fra loro, mostrano una reciproca platonica, segreta, attrattiva. Lo è nel giusto orgoglio nazionalistico quando ricorda come i londinesi cercavano di condurre una vita il più possibile normale sotto i bombardamenti tedeschi. In una scena clou, gli attori che stanno recitando sul palcoscenico dello spettacolo serale al Windmill Theatre si arrestano per un momento: tutto il teatro sta tremando, squassato dalle esplosioni. Dopo un momento di esitazione e un gesto molto English di dileggio verso i tedeschi, lo spettacolo riprende fra gli applausi degli spettatori.

Il tema che è stato usato come pretesto per raccontare un pezzo di storia del glorioso teatro inglese è quello della decisone di esibire ragazze nude, a mo' di statue classiche, durante la rappresentazione. Il tema è comunque affrontato in modo serio, senza furbi compiacimenti.

In un paio di scene si cerca di dare una motivazione razionale all'impiego della nudità per fini artistici. Ci prova il direttore Van Damm a convincere le riluttanti ragazze che percepiscono uno spontaneo pudore: esse debbono diventare come "La primavera" del Botticelli: delle opere d'arte da contemplare. L'ipotesi addotta è discutibile: una cosa è un prodotto artistico su tela, un'altra cosa è un essere umano che si pone inevitabilmente, come persona nella sua integrità, di fronte ad altre persone, anche se l'attore si trova nella particolare condizione, mentre recita, di estraniarsi da se stesso per cercar di diventare il personaggio che rappresenta.

Più articolato è il discorso che fa Lady Henderson verso la fine del film, davanti alle autorità venute a chiudere il teatro per motivi di sicurezza: di fronte alla particolare condizione creatasi a causa della guerra che costringe giovani ragazzi a partire per il fronte con la prospettiva di non poter più tornare (come era successo a suo figlio, a 21 anni), la visione dello spettacolo costituisce, secondo la nostra lady, un momento rasserenante, un omaggio alla loro gioia e voglia di vivere. Anche apprezzare la bellezza femminile dal vero costituisce secondo lei un modello più sano di percepire la sessualità, piuttosto che portarsi nello zaino le cosiddette "cartoline francesi".

Il film complessivamente risulta costruito intorno a pretesti troppo fragili e finisce per non avere lo spessore che la storia del grande teatro inglese meriterebbe.

(per gentile concessione di www.familycinematv.it)