teatro
Giovanna d'Arco di Borgovecchio
di Sergio Gigliati

In scena a Roma presso il Teatro Tordinona la piece "Giovanna d'Arco di Borgovecchio" per la regia di Gianni Guardagli con Giampiero Ciccio'.

Lo spettacolo ha debuttato nell'ambito del Festival KALS'ART Palermo 2004 con grande successo di critica e di pubblico.

Successivamente è andato in scena in alcuni teatri siciliani fra cui il Vittorio Emanuele di Messina.

E' un monologo che ha per protagonista una donna anziana, che vive in una situazione di profonda solitudine, ossessionata dai messaggi dei mezzi di comunicazione.

Un suo nipote si è trasferito a Roma e sta tentando di intraprendere la carriera artistica.

Lei non ha ben chiaro in che cosa consista e continua a fantasticare e ad insistere sulle grandi doti professionali e umane del ragazzo.

I fraintendimenti e gli equivoci si susseguono e si intrecciano (il nipote è un travestito) creando un inevitabile tessuto di comicità involontaria.

Ma tutto questo agitarsi e "girare a vuoto" nasconde un dramma che la "signora" nasconde a se stessa.

Questo periodo della sua esistenza che lei, forse volutamente, forse inconsciamente, sta trascorrendo in maniera così "intensa" è l'ultimo poiché un referto medico l'ha inesorabilmente condannata a pochi mesi di vita.

La "signora" ha un ulteriore progetto: consigliata da una mortuaria Ecuba che tutte le notti le appare in sogno. Deve purificare la cucina siciliana dai detestati influssi arabi.

Come una Parca di oggigiorno divide i suoi pomeriggi a separare i "semi buoni" da quelli "cattivi" con una pignoleria degna di un personaggio mitologico.

"E' così che deve fare chi ha ricevuto il compito di purificare il mondo".

La colonna sonora onnipresente è il secondo protagonista della pièce, una specie di contrappunto che duetterà con le parole fino a costruire un tessuto unico.

L'ambiente sarà un interno astratto in cui la Signora troverà la disposizione delle sue "cose" con la sicurezza di chi conosce ogni centimetro a memoria, come una cieca.

Ma dal fluire del racconto lo spettatore intuirà che il mondo interiore che si è costruito la Signora, è una costruzione perfetta, un mosaico bizantino di verità costruite ad arte. Quelle verità che non hanno nessun legame con la realtà, ma che costituiscono una solida e incrollabile piramide che tiene in piedi tutta la sua esistenza.

In scena al Teatro Tordinona (via degli Acquasparta 16 Roma, tel.06/68805890) dal 10 al 22 gennaio. Orario spettacoli:
dal martedì al sabato ore 21, festivi ore 17.30 lunedì riposo.
Biglietto: intero euro 14, ridotto euro 10.