arte e mostre
Kasimir Malevič: oltre la figurazione, oltre l'astrazione
di Manuela Mattei

Promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Roma, in collaborazione con il Museo di Stato Russo di San Pietroburgo, presso il Museo del Corso a Roma, una mostra realizzata e prodotta da ArtificioSkira su uno dei pi importanti pittori dellavanguardia russa ed in particolare del Suprematismo, Kazimir Malevič, con cinquantasei opere che ripercorrono le varie esperienze pittoriche dell'artista a cominciare dalle suggestioni futuriste per ritornare infine al classicismo.

Artista-filosofo, sono spesso i suoi scritti che meglio riescono a far comprendere le sue opere pittoriche, scritti che rivelano spesso una filosofia originale, di indiscutibile genialita' e quindi di completamento della sua espressione artistica: basti in proposito ricordare quanto Malevič scrisse nel Manifesto Suprematista del 1915, solo quando rimuoveremo dalla coscienza l'abitudine di vedere nei dipinti cantucci di natura, Madonne e Veneri, potremo fare l'esperienza di un mondo puramente pittorico. Io ho trasformato me stesso nello zero della forma, mi sono tirato fuori dalla fetida palude dell'arte accademica.

E cosi' dal Ritratto perfezionato di Ivan Kljun, 1913, un ritratto cubofuturista dal volto scomposto, e da opere che realizzano i principi del suprematismo dinamico, come in Suprematismo, 1915 e Supremus n.56, 1916, sino al famoso Quadrato Nero, 1923 ca., che rappresenta la prima fase dello sviluppo storico del suprematismo, riconducibile a tre stadi, nero, colorato e bianco: la prima, appunto, si ricollegava a tre forme, quadrato, croce e cerchio, in cui la croce era la moltiplicazione dello spostamento del quadrato ed il cerchio il passaggio dalla forma statica a quella dinamica, accentuata da un posizionamento eccentrico del cerchio stesso rispetto alla tela.

Quindi opere in cui volume e colore prendono corpo, come in Ragazza di campagna e Alla mietitura sino a Testa di contadino un volto austero su una campagna resa con linee geometriche, con altre contadine al lavoro, dai colori solari, ma su un cielo cupo alcuni aerei in volo, quasi una contrapposizione fra civilta' contadina e civilta' tecnologica.

Finche' poi, per varie vicissitudini personali, l'artista abbandonato il progetto suprematista, ritorna alla pittura figurativa, da Ritratto di donna con cappello giallo, 1930 ca., a Ritratto di un lavoratore dassalto, 1932, sino alle sue ultime tele la cui realizzazione risente dei dettami del Rinascimento italiano, come nel Ritratto della moglie dell'artista ed ancor piu' in Autoritratto, entrambi del 1933, due anni prima della sua morte, in cui l'uomo e' posto al centro del mondo.

Accompagna la rassegna un pregevole volume catalogo edito da ArtificioSkira, volutamente di forma quadrata per meglio rappresentare il celebre Quadrato Nero, l'opera piu' importante di MaleviČ, considerata l'icona del XX secolo, con la riproduzione delle opere, ledizione della sua maggiore opera letteraria suprematista, la Vittoria sul Sole, nella traduzione di Marina De Filippo, e vari saggi critici e filosofici sul pensiero e le opere dellartista.

Sino al 17 luglio, dalle ore 10.00 alle ore 20.00; chiuso il lunedi', Biglietto intero 7,50, ridotto 5,00.