editoriale
noi italiani e l'energia nucleare

pubblichiamo una lettera di un lettore relativa all'editoriale de "La Folla del XXI secolo" del numero scorso (leggi), con una risposta dell'autore dell'articolo



una lettera molto tipica
perchè siamo contrari alle centrali
di Marco Dalgisi

Spett.le Redazione de "La Folla",

vorrei esprimermi a proposito del vostro articolo "non tutti gli scienziati sono degli Einstein" (tale articolo era l'editoriale dello scorso numero. ndr).

L'autore cita l'aggettivo indispensabile a proposito delle risorse energetiche attualmente consumate nel nostro paese, basandosi sulla falsa posizine che tali siano poichè consumate.
Mi verrebbe più naturale pensare che il consumo energetico attuale è anche "figlio" della credenza di risorse energetiche inesauribili o incoscientemente ritenute tali, prima fra tutte l'industria automobilistica e il frenetico capovolgmiento storico dell'Italia alla conquista dei motori e dell'imborghesimento a caccia delle prime 600.

Inoltre denigra la "dabbenaggine" portando ad argomento l'ipocrisia dell'importazione dai paesi trans-alpini di energia nucleare, senza interrogarsi sulle motivazioni per cui, in occasione del recente protocollo d'intesa firmato dal governo italiano e da quello francese, il governo francese abbia invitato al reimpatrio delle scorie nucleari di nostra produzione.
Non si interroga inoltre, colpevolizzando chi su tale strumento ripone dubbi e timori tutt'oggi non infondati (a tal proposito si legga l'articolo "Sellafield: il più grave incidente nucleare degli ultimi anni" di Liliana Adamo, pubblicato su ReporterAssociati.org) in quanto i problemi non sussistono solo in fase di produzione, ma anche in fase di smaltimento.

La conoscenza scientifica moderna non consente ancora di capire o prevedere le conseguenze di un interramento delle scorie a grandi profondità. Se si sbagliasse la localizzazione sarebbe impossibile prelevare le scorie dalle cavità del sottosuolo per spostarle verso altri siti. Prevale pertanto il principio della precauzione e quello della reversibilità delle scelte.
A tutt'oggi i siti per il contenimento delle scorie sono di difficile individuazione sul territorio nazionale e rilevazioni complete non sono state ancora effettuate; nel caso del sito di Scansano sono state fatte in maniera frettolosa liddove la possibilità, seppur remota, di smottamenti potrebbe portare alla fuoriuscita di sostanze nocive.
Ogni più piccolo pericolo per la popolazione va sempre e comunque valutato e quest'ultima tutelata, poichè essa, e non l'energia nucleare, costituisce la primaria risorsa del paese.
Seppur tale sito dovesse risultare idoneo, mi interrogo sulla sua capacità e sui tempi necessari a colmarlo e a trovarne di nuovi, poichè una volta avviata, la produzione energetica tramite nucleare, non potrebbe essere certo interrotta di punto in bianco.
Perchè non individuarli allora in prossimità di aree militari già esistenti dove potrebbero essere, tra l'altro, maggiormente tutelati e tenuti a distanza dalla popolazione?

Certo che alla notizie dei metodi britannici di risoluzione del problema con cupole millenarie, i più siano allettati dalla possibilità di ricorrere a questa energia, poichè è nella natura di molti pensare nel breve periodo e soprattutto... nelle proprie tasche!
Tuttavia mi chiedo come reagirebbe ad altre notizie sulla produzione di energie alternative in paesi non distanti ne dalla Francia, ne dall'Italia.

Energie alternative inesistenti? Beh!
In Germania sono installati oltre 600MW di pannelli solari fotovoltaici (fonte PHOTON Int. marzo 2005), l'equivalente di una centrale nucleare.
In Italia soltanto 5 MW.
La causa di questo paradosso è di natura normativa.
In Germania ogni impresa e cittadino ottiene in cambio dell'energia prodotta dai pannelli solari una tariffa d'acquisto elevata, garantita per 20 anni.
Anche in Italia il Dlgs 387 del 2003 ha istituito un sistema simile detto "Conto Energia" cui doveva seguire entro un anno la determinazione delle tariffe tramite decreto di attuazione... mai realizzato.

Alcune mie argomentazioni potranno risultarvi forse deboli. Tuttavia gradirei che le argomentazioni e l'informazione fossero portate alla luce dei lettori, anzichè esprimersi con poco intelligenti prese di posizione e gratuite inventtive a chi, oltre a curarsi dei soldi che porta l'industria, si pone anche come elemento etico, la piena consapevolezza e salvaguardia della gente.
Se dopo essere stati informati, i cittadini si esprimeranno a favore del nucleare sarà stata una loro scelta ma cosciente e non disinformata.
Concordo che spesso tali battaglie vengono portate da una parte e dall'altra in maniera strumentale e con dei portavoce dalla valenza di avanspettacolo piuttosto che scientifica. Questo, tuttavia, non ci esime dalle nostre responsabilità.

la nostra risposta
siamo daccordo, ma in futuro come faremo?
di Ada

Caro amico.

Vogliamo considerarla tale nonostante le frasi quantomeno poco diplomatiche che lei ci rivolge o che possono apparire a noi rivolte.

Per dimostrarle la nostra piena consapevolezza che in qualche modo consideriamo importante e vitale, non solo per noi, ma soprattutto per chi ci seguirà su questo pianeta, facciamo un'eccezione pubblicando non solo la sua lunga lettera, ma anche il link all'articolo che l'accompagna.

Purtroppo, dobbiamo aggiungere, quanto lei scrive appoggia chiaramente il nostro assunto: nonostante il referendum l'Italia e' circondata da decine e decine di centrali atomiche (tra poco anche in Slovenia) e i nostri mari percorsi da navi colme di residui nucleari che nessuno vuole.

Che fare allora? C'e' a Ginevra un'agenzia dell'ONU che si occupa della materia, soprattutto per controllare l'eventuale proliferazione delle armi atomiche: nessun altro organismo internazionale e' chiamato a risolvere i problemi da noi e da lei sollevati. Sara' sempre così. Speriamo di no, ma non ci facciamo illusioni. Intanto i nostri fisici e i nostri ingegneri sono tagliati fuori anche dalla ricerca (per sperimentare qualcosa di nuovo in tema di energie occorre conoscere e bene l'esistente) come si e' abbondantemente detto durante la campagna referendaria sulla fecondazione assistita.

Quanto alle attuali energie alternative c'e' da dire che quella fotovoltaica mostra i suoi limiti se nella sola Germania non basta a sopperire ad una sola centrale atomica, mentre per l'eolica nessuno vuole sulle coste quei mastodontici mulini a vento: Infine stia tranquillo: non ci sarà, pensiamo, nessun altro referendum su questa materia: dopo il clamoroso fallimento di quello del maggio scorso, nessun politico un po' avveduto si lancera' in una avventura sicuramente perdente. I nostri problemi però restano.