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la ricetta francese di collaborazione pubblico-privato

Il progetto di un ponte sullo Stretto di Messina ha trovato tanti detrattori, da chi prevede scenari terrificanti di terremoti e maremoti a chi gia’ vede le grinfie mafiose sugli appalti. Tutto puo’ essere, ma a fasciarsi la testa prima del tempo non ci si guadagna nulla.

C’e’ poi chi si oppone per motivi politici, solo per andare contro il governo, ed anche chi per piu’ o meno manifeste antipatie nei confronti della Sicilia che, con il ponte, vedrebbe finire il suo isolamento.

Francesi e spagnoli, invece, non la pensano cosi’ e nel ridurre le distanze vedono solo un fattore di progresso, come nel caso del viadotto di Millau.

Il viadotto di Millau, che ha visto iniziare la sua costruzione nel 2001 e finire nel 2004, ha dato alla Francia lo status di possedere sul proprio suolo il viadotto piu’ alto del mondo. L’opera e’ costata settecento milioni di dollari ed e’ stata costruita con un mix di tecnologie francesi, inglesi e spagnole. La sua altezza supera di circa venti metri la torre Eiffel.

Tutto l’investimento e’ stato fatto da un’impresa privata che, in cambio, ha ricevuto la concessione di gestire il pedaggio del ponte per settantacinque anni. Il contratto prevede inoltre l’appalto di manutenzione da parte dell’impresa per centocinquanta anni.

A 343 metri di altezza, nel suo punto piu’ alto, la megacostruzione possiede una tecnologia che le fa sopportare venti di 250 chilometri all’ora e, per la sua imponenza, prima di essere conclusa aveva gia’ attirato centinaia di migliaia di turisti.

Il privilegio di fatturare piu’ di trenta miliardi di dollari solo con il turismo non e’ solo dei francesi, perche’ anche gli spagnoli festeggeranno con cifre ancora maggiori. Non e’ per mera coincidenza che questi due Paesi sfruttano come nessun altro tutto il potenziale che il turismo puo’ offrire con l’appoggio di una super rete di linee ferroviarie ricche di treni veloci.

Il ruolo del governo francese in tutta questa operazione potrebbe apparire limitato alla semplice concessione della gestione, ma non e’ stato cosi’. L’autostrada che ha avuto il nuovo viadotto e’ quella che unisce Francia e Spagna fino a Barcellona. I due Paesi, intelligentemente, stanno formando tra di loro uno dei migliori circuiti turistici del mondo.

Nella stessa regione, gli stessi Paesi sono uniti da linee ferroviarie, una delle quali passa sotto il viadotto di Millau.

Il progetto e’ stato concepito non solo con l’obiettivo di ridurre il viaggio attraverso il sud della Francia di cento chilometri, ma anche per sviluppare nuovi affari, soprattutto turistici. La tranquilla citta’ di Millau e’ gia’ uno dei luoghi piu’ visitati della zona e cio’ si deve al gigantismo del viadotto, sia quando lo si osserva dal basso, sia se e’ utilizzato come belvedere.

Quando la Francia ha dato la concessione all’impresa costruttrice le ha concesso lo sviluppo di un’intera regione e le ha anche affidato il giusto orgoglio dei francesi.