teatro
"Conosci te stesso"

Sarà in scena il 24 e 25 Giugno al Teatro Tordinona, il primo Spettacolo Sublimante: Conosci te stesso di Valentina Ghetti, con Alessandra Paolucci, Bruno Iaria, Giusy Balzani, Luca Raimondi, Sabrina Milea, Walter Riga.

Valentina Ghetti, oggi regista teatrale e sceneggiatrice cinematografica attiva nel panorama nazionale, dopo un passato da attrice ha sviluppato un metodo creativo originale che assimila e rielabora i principali approcci della recitazione, da Stanislavskij fino alle tecniche contemporanee. Il METODO GHETTI® si fonda su esercizi mirati e onde musicali performative, attraverso cui l’allievo lavora su corpo ed emozioni secondo principi fisiologici, biomeccanici e psico-emozionali, affinché l’interpretazione diventi un atto vivo e organico. Centrale è anche lo studio della sceneggiatura come partitura psicologica ed emotiva, capace di rafforzare il processo di consapevolezza e identità tra attore e personaggio. Il Metodo nasce da un principio essenziale: conoscersi per interpretare. L’analisi del proprio vissuto diventa così lo strumento per riconoscere, trasformare e valorizzare le proprie attitudini artistiche ed emotive. La Ghetti ha sperimentato in prima persona il potere sublimante del teatro e della scrittura, portando in scena una vicenda personale traumatica: lo spettacolo è stato finalista al Fringe Italia 2014 e oggetto di un editoriale del TG1. Da questa esperienza nasce il METODO GHETTI®, che trasforma i mestieri dell’attore e del drammaturgo in strumenti concreti di consapevolezza e trasformazione.

La massima concretizzazione del Metodo sono i LABORATORI SUBLIMANTI®, percorsi di recitazione e scrittura rivolti a tutti gli adulti, ATTORI E NON, che consentono di trasformare un evento della propria vita, un’urgenza, in un monologo strutturato e professionalmente costruito da portare in scena. Gli step del processo sublimante sono 7, a partire dall’individuazione dell’urgenza espressiva, il materiale da trasformare. Successivamente, si cerca il PROTAGONISTA INTERIORE: un alter ego di sé ispirato a personaggi mitologici, storici, letterari, cinematografici o di finzione– la cui maschera permette di elevare il proprio vissuto a metafora universale. L’ingresso nel personaggio avviene attraverso un approccio orientato alla VERITÀ SCENICA e interiore. Allo studio performativo si affianca quello della DRAMMATURGIA, intesa come sviluppo dell’arco di trasformazione e della struttura in tre atti. Il racconto individuale si fonde con la sua dimensione archetipica dando forma a una scrittura scenica simbolica, originale e potente. Il percorso si conclude a teatro, dove il lavoro trova la sua forma definitiva e si apre al pubblico. Ma è proprio lì che qualcosa comincia: i monologhi, atti di verità, generano effetti che si rivelano nel tempo, lasciando tracce profonde in chi li attraversa e in chi li osserva. Attualmente la Ghetti insegna il suo metodo privatamente e agli allievi dell’Accademia Action Academy di Roma.

Conosci te stesso è molto più di uno spettacolo. È il risultato del processo di trasmutazione alchemica e creativa del vissuto dei partecipanti, un medley dalle tinte forti dove realtà, finzione, maschera e personaggi si intrecciano continuamente. Interpreti e spettatori vengono catapultati in una dimensione straniante, dove la verità viaggia libera e al contempo sospesa. Un avvocato, una sindacalista, un’educatrice d’infanzia, una regista di backstage, un addetto di call center e un amministratore di condomini sono i protagonisti che hanno avuto il coraggio di trasformare frammenti di sé, in arte. Sei, come i personaggi in cerca d’autore di pirandelliana memoria. Il primo spettacolo sublimante introduce un imperativo antico e radicale: conosci te stesso. L’epigrafe, incisa sull’ingresso del tempio di Apollo a Delfi, non è soltanto un monito filosofico, ma il centro di ogni autentica ricerca di felicità e di ogni possibile evoluzione. Eppure sembra così difficile. Crediamo di essere consapevoli ma spesso ignoriamo la nostra vera essenza. Appena la tenda si apre, il pubblico entra, viene accolto da un bizzarro staff che lo prepara a ciò che sta per prender vita. Ecco, sul palco apparire un’Arianna contemporanea che perde il suo Teseo per potersi ritrovare; un epico Edmond Dantès, chiuso nella cella del suo destino, dove scopre che la natura è perfezione e che tutto è scritto dentro di lei; un buffo addetto al call center, costretto per tutta la vita a risolvere i problemi di climatizzazione, ora perseguitato da un freddo stocastico; un’Alice nel Paese delle Meraviglie, in bilico tra realtà e finzione psichedelica, che vive la dipendenza come evasione dal dolore; una Lulù, che passa in rassegna le sue età, pezzo dopo pezzo, alla ricerca di un abbraccio d’amore. E infine un Faust che dopo aver fatto delle leggi la propria gabbia, scegli di assaporare la libertà. “Conosci te stesso” ci ricorda che il teatro è di tutti, che recitare è un atto profondamente legato alla propria identità e che il coraggio può trasformare il dolore in arte. Tutta la messa in scena converge verso la valorizzazione del protagonista: l’eroe che ha attraversato il proprio viaggio e che, nell’atto finale — il più difficile — chiede di essere visto, perché nessuna trasformazione esiste senza uno sguardo che la riconosca. Proprio sul finale, nel momento in cui questo sguardo, quello del pubblico, sembra aprirsi alla luce, viene però attraversato da un buio improvviso e spiazzante. La compagnia e lo staff che accoglieva in sala si ritrova dentro il finale di “Sei personaggi in cerca d’autore”, dove finzione e realtà si confondono e la sentenza arriva netta: senza conoscersi davvero si cammina sempre al buio.

Note di regia
L’esperienza di un Laboratorio Sublimante con persone comuni, che nella vita indossano altri ruoli e non hanno una formazione attoriale, è stata incredibile e profondamente intensa, per me e per tutti coloro che ne hanno preso parte. È stato un viaggio lungo e articolato, composto da diversi momenti, proprio come l’arco del personaggio nella scrittura cinematografica. I partecipanti del Laboratorio Sublimante 2026 si sono messi in gioco con dedizione e coraggio, e ho sentito il bisogno di rendere loro omaggio: esploratori di sé, protagonisti delle proprie storie, compagni di viaggio impavidi che, come sei personaggi in cerca d’autore, mi hanno affidato la propria memoria per trasformarla in nuova vita scenica. Il processo drammaturgico alla base dei Laboratori Sublimanti è l’aspetto più delicato e complesso dell’intero percorso, perché richiede un ascolto profondo dell’altro, delle sue necessità reali, delle sue fragilità, ma anche di ciò che desidera diventare, almeno per una volta, nello spazio scenico. Ogni partecipante attraversa un percorso in cui esperienze personali, immaginazione, desideri e memorie si fondono con repertori, figure mitologiche, letterarie o generate dall’immaginazione, dando vita a nuove figure contemporanee nelle quali potersi riconoscere. Perché la vita è teatro e il teatro è vita. Agiamo costantemente su un piano immaginativo: la realtà stessa è una costruzione collettiva fatta di proiezioni, pulsioni, desideri e del livello di coscienza della nostra epoca. Per questo ho cercato di valorizzare i partecipanti scegliendo una messa in scena minimale, con un cubo al centro dello spazio: una pietra simbolica, il primo elemento da cui ripartire dopo un processo di distruzione e dissolvenza dell’ego, perché è proprio da lì che può iniziare la ricostruzione. Il disegno luci è stato pensato per creare un linguaggio fortemente atmosferico, capace di far emergere le ombre attraverso la luce, mentre la musica, come mia consuetudine, attraversa i generi più disparati per restituire tutta la complessità e la potenza di questo linguaggio, che considero la guida, la regina indiscussa delle arti, elemento centrale tanto nel Metodo Ghetti quanto nelle mie regie. Il ruolo del pubblico è fondamentale, poiché è chiamato non solo a osservare, ma ad accogliere, sostenere, offrendo calore e presenza a interpreti che non sono attori. In un tempo dominato dalla virtualità e da una continua esposizione che rischia di depersonalizzarci ogni giorno di più, il teatro rimane uno dei pochi luoghi in cui potersi sentire protagonisti senza essere divorati dallo sguardo esterno.
Valentina Ghetti

Teatro Tordinona, Roma 24|25 Giugno 2026 Spettacolo Sublimante I Conosci te stesso Il primo spettacolo in cui persone comuni portano in scena la propria vita. di Valentina Ghetti con Alessandra Paolucci, Bruno Iaria, Giusy Balzani, Luca Raimondi, Sabrina Milea, Walter Virga Tecnico Luci E Reel: Marco Prato Elemento Scenografico: Giulia Bornacin Foto Locandine: Bruno Albi Marini Disegno Luci E Musiche: A Cura Di Valentina Ghetti Costumi: Valentina Ciaralli Foto Di Scena: Matteo Nardone

Teatro Tordinona Via degli Acquasparta, 16 00186 Roma Tel.: 06 7004932 Orario: ore 21 Email: teatrotordinona1@gmail.com - metodoghetti@gmail.com Biglietto: Biglietto unico €12 + €3 di tessera www.tordinonateatro.it

articolo pubblicato il: 02/06/2026