
teatro Mariano Dammacco firma la regia de Il gobbo del Califfo di Franco Casavola al Teatro Petruzzelli: un ritorno significativo, per uno dei più rigorosi autori e registi della scena contemporanea italiana, nella sua Puglia, all’interno del massimo teatro lirico della regione. Mariano Dammacco ha costruito il proprio riconoscimento critico attraverso una grammatica scenica fondata sull’essenzialità del dispositivo teatrale, sulla centralità dell’attore e su una composizione del racconto intesa come sistema di relazioni e tensioni interne più che come illustrazione narrativa. Una pratica di sottrazione e di rigore formale che ha saputo rendere visibile la complessità dei legami scenici evitando ogni ridondanza interpretativa. Dentro la coerenza profonda di questa ricerca — sviluppata nel tempo anche attraverso il sodalizio artistico con Serena Balivo — il lavoro di Dammacco approda oggi in maniera organica a una struttura scenica più ampia e corale, come naturale estensione di una visione maturata negli anni. La scena si apre così a una composizione più stratificata, nella quale il corpo collettivo degli interpreti, la dinamica spaziale e la costruzione di paesaggi visivi assumono una nuova centralità. Emergono ambienti scenici sospesi, talvolta surreali, mai naturalistici, attraversati da una qualità favolistica e da una tensione lirica che ampliano il respiro della sua ricerca senza alterarne il rigore. Ne deriva una pratica della regia capace di articolare coralità, movimento e immaginazione mantenendo intatta quella precisione strutturale che costituisce, da sempre, una delle cifre più riconoscibili del suo teatro. L’allestimento di Il gobbo del Califfo si articola in una duplice destinazione di pubblico: le recite serali dal 21 al 24 maggio 2026 e un ciclo di matinée rivolte alle scuole in programma dal 19 al 28 maggio 2026, in una progettualità che tiene insieme dimensione istituzionale e formazione dello sguardo, con attenzione dichiarata a un pubblico giovane. Opera in un atto su libretto di Arturo Rossato, tratto dalle Mille e una notte, Il gobbo del Califfo si sviluppa come una buffa storia a concatenazione, dove un corpo creduto morto innesca una catena di spostamenti di responsabilità e ribaltamenti progressivi. L’intreccio procede per passaggi successivi di colpa e confessione, fino a una conclusione che riporta la scena alla dimensione del canto come principio condiviso e non appropriabile. Sul podio il direttore Matteo Dal Maso. Scene di Angelo Linzalata, costumi di Franca Squarciapino, disegno luci di Mariano Dammacco e Angelo Linzalata, maestro del coro Marco Medved. L’Orchestra e il Coro del Teatro Petruzzelli sostengono l’impianto musicale della produzione. Il cast vede Stefano Colucci (L’innamorato), Arturo Espinosa (Il Ciabattino), Aoxue Zhu (La Ciabattina), William Hernandez (Il gobbo del Califfo), Enrico Di Geronimo (Il Dottore), Oronzo D’Urso (Il Collerico), Dario Sogos (Il Mercante), Omar Cepparolli (Il Visir), Prisco Blasi (Il Barbiere / Il muezzin). La regia di Dammacco si inserisce in una traiettoria che attraversa da anni il suo lavoro: la centralità del dispositivo narrativo come struttura dinamica, e la costruzione di una scena in cui la coralità non è semplice presenza collettiva ma principio formale. In questo quadro la farsa diventa macchina conoscitiva, capace di interrogare la circolazione della verità e dei suoi slittamenti. Note di regia di Mariano Dammacco
Artista pugliese affermatosi su scala nazionale, Dammacco ha sviluppato un percorso che intreccia scrittura scenica, regia e pedagogia teatrale, costruendo un corpus coerente e riconoscibile. Il suo lavoro si consolida nel sodalizio con l’attrice Serena Balivo, con la quale dà vita al percorso Dammacco/Balivo, una delle esperienze più solide del teatro d’autore italiano contemporaneo. Insieme hanno realizzato otto spettacoli, tra cui L’ultima notte di Antonio, L’inferno e la fanciulla, Esilio, La buona educazione, Spezzato è il cuore della bellezza, Danzando con il mostro, La morte ovvero il pranzo della domenica e Arlecchino nel futuro, attraversando con continuità temi di fragilità, ironia tragica e tensione etica della scena. In questo percorso si colloca il riconoscimento del Premio Ubu 2020-2021 nella categoria Nuovo testo italiano/scrittura drammaturgica per Spezzato è il cuore della bellezza, a cui si aggiunge la candidatura come finalista al Premio Ubu 2024 per la stessa categoria per La morte ovvero il pranzo della domenica, a conferma di una traiettoria autoriale ormai stabilmente centrale nel panorama nazionale. La sua attività è inoltre segnata da una costante dimensione pedagogica e formativa in ambito universitario e teatrale, in Italia e all’estero, dove il teatro è inteso come pratica di pensiero e non solo di rappresentazione. IL GOBBO DEL CALIFFO | CASAVOLA 21 – 24 MAGGIO 2026 Recite serali Giovedì 21 maggio 2026 – 20:30 | Turno A Venerdì 22 maggio 2026 – 20:30 | Turno B Sabato 23 maggio 2026 – 18:00 | Turno D Domenica 24 maggio 2026 – 18:00 | Turno C Matinée per le scuole Dal 19 al 28 maggio 2026 (10:00 / 11:30 – con giornata speciale 23 maggio ore 11:00) ________________________________________ Conversazione sull’Opera Martedì 19 maggio alle ore 19.00, nel foyer del Teatro Petruzzelli, Jacopo Pellegrini presenta Il gobbo del Califfo di Franco Casavola. Ingresso con contributo simbolico di 2 euro. Biglietti disponibili al botteghino del Teatro e su Vivaticket. Gli incontri sono trasmessi anche in streaming sulle piattaforme social del Teatro Petruzzelli. Le recite del 21 e 22 maggio saranno introdotte da Gianrico Carofiglio; quelle del 23 e 24 maggio da Giordano Bruno Guerri. articolo pubblicato il: 19/05/2026 |