
libri Memorabile il balletto in strada, proprio in Via Teulada, con Loretta Goggi e tutto il corpo di ballo. Era la sigla della trasmissione Via Teulada 66, storico indirizzo della TV a Roma. Ed essendoci in quelle palazzine anche i telegiornali, ecco che un giornalista si trova coinvolto nello spettacolo: prima sorpresa in TV. Dal primo giorno al Tg1 alla direzione Rai Emilia-Romagna, passando per Linea Verde e per il centro di produzione di Milano, con oltre mille dipendenti: quarant’anni in TV in cui Fabrizio Binacchi, mantovano di Suzzara, ha incontrato persone e personaggi e ha organizzato trasmissioni ed eventi come lo Zecchino d’Oro e i due Festival di Sanremo di Fabio Fazio; e ancora Pavarotti and Friends e il rientro di Adriano Celentano con Francamente me ne infischio, sempre con sorprese dopo sorprese, retroscena e aneddoti con protagonisti, spesso a loro insaputa, personalità del calibro di Giuliano Amato, Bruno Vespa, Francesco Cossiga, Enrico Mentana. Via Teulada 66 non è solo un indirizzo, l’indirizzo della Rai per eccellenza, dove si facevano tg e insieme programmi, ma fu il mio primo indirizzo di lavoro a Roma. Via Teulada 66 era anche il titolo di uno spettacolo musicale, a metà via tra il rotocalco e il varietà, e andava in onda all’ora di pranzo con Loretta Goggi. Abituato fino a quel momento solamente a redazioni puramente giornalistiche, dove il massimo del varietà era l’intervista a uno scrittore, per me fu un vero salto nel mondo dello spettacolo, come si direbbe seppure con un bel luogo comune. Si viveva accanto agli studi dei programmi e quindi si incontravano comici, presentatori e presentatrici, soubrette e coreografi, registi famosi e agenti dello spettacolo, ballerine e cantanti, che fino ad allora avevo visto solo in televisione. Appunto. Dovevo farmene una ragione: perché anche io da quel giorno entravo a far parte della televisione. Al bar di via Teulada sembrava di stare costantemente nell’intervallo di uno spettacolo: attori e cantanti, presentatori e assistenti, truccatori e costumisti, registi e autori che stavano entrando o uscendo dagli studi ed era sempre un girotondo di vociare e dialetti Fabrizio Binacchi è nato a Suzzara, in provincia di Mantova, nel 1960. Giornalista di lungo corso, ha iniziato alla “Gazzetta di Mantova”, per poi entrare in Rai; tra le conduzioni ricordiamo almeno il Tg1, Linea Verde, Italia Agricoltura e, tra i tanti incarichi, quelli di direttore delle sedi Rai dell’Emilia-Romagna, di Trento e del Friuli-Venezia Giulia, nonché di caporedattore di Rai Vaticano. Docente universitario a contratto, insegna Conduzione fonetica al master di Giornalismo dell’università di Bologna e Giornalismo scientifico all’università di Parma. I suoi ultimi libri sono Luoghi comuni. Il potere della parola (Minerva 2021) e, per Oligo, Piccoli segreti mantovani (2023) e Piccoli segreti di provincia (2025). Scrive ancora su piattaforme e quotidiani locali, primo fra tutti “La Voce di Mantova”, per cui ha curato, insieme a Giancarlo Malacarne, il volume Don Costante Berselli. L’avventura di una vita tra fede, cultura, battaglie (2024). Fabrizio Binacchi
articolo pubblicato il: 22/04/2026 |