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mondo cane
di Teddy Martinazzi

L'AIDAA, Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente, da non confondere con l'altra AIDAA, la più nota Associazione Italiana di Aeronautica e Astronautica, ha pubblicizzato la propria iniziativa di bandire la parola "cane" dalle imprecazioni e dalle bestemmie, perché è un'offesa "del migliore amico dell'uomo il cui nome viene utilizzato per epiteti ed insulti".

L'associazione ritiene che occorra spiegare fin dalla scuola materna ed approfondire poi nella scuola dell'obbligo ai bambini che l'uso della parola cane dentro epiteti violenti e volgari non vada assolutamente usata.

L'AIDAA si augura che "le varie accademie che curano con amore e gelosia la purezza della nostra lingua prendano posizione in merito a questa nostra richiesta".

Nella stessa nota per la stampa si fa presente che è errato parlare del lupo come di un animale cattivo.

Con questa proposta l'associazione è balzata, come si diceva un tempo, agli onori delle cronache, in quanto numerosi organi di stampa hanno pubblicato la nota stampa. Giannino della Frattina, però, su "Il Giornale" si è chiesto ironicamente se dal "Decalogo consegnato dall'Onnipotente a Mosè andrà rivisto e al secondo comandamento andrà prescritto di «non nominare il nome del cane invano" e se, dicendo "porco cane" vengano coinvolti due animali "quindi il peccato sarebbe doppio, dando del porco al cane e del porco al porco, definendolo essere tanto disprezzabile da essere usato per l'epiteto con cui si infama il cane".

“È casomai il disorientamento di questa disgraziatissima società del politicamente corretto a tutti i costi (anche a costo del ridicolo) nella quale non si chiede - aggiunge Della Frattina - di togliere la parola «Dio» dalle bestemmie, ma la parola «cane»”.

Ora, siamo perfettamente d’accordo che il lupo non sia un animale cattivo, perché solo l’uomo, tra gli animali, conosce la cattiveria gratuita; i predatori seguono semplicemente il loro istinto e la loro fame.

Dove non siamo d’accordo è nel volere imporre l’ennesimo obbligo agli insegnanti della scuola primaria. Di qualsiasi argomento si parli, la scuola viene tirata dentro, dimenticando per prima cosa che la libertà di insegnamento è sancita nella Costituzione italiana e, secondariamente ma non tanto, che il primo obbligo dell’insegnante elementare è quello di insegnare a “leggere, scrivere e far di conto”. Giolitti diceva che “un sigaro ed una croce di cavaliere non si negano a nessuno”. Da diversi anni a questa parte sembra che questa spiritosaggine si applichi alla Licenza media, spesso regalata a gente che non ha la minima conoscenza dell’ortografia. Quindi sarebbe bene non tirare in ballo la scuola ad ogni piè sospinto.

Quanto all’augurio dell'AIDAA che le accademie “prendano posizione in merito a questa nostra richiesta" saremmo d’accordo se ci fosse in Italia chi effettivamente vigilasse sulla purezza della lingua. La marea di parole inglesi che ogni giorno invade anche la televisione per la quale siamo obbligati al balzello del canone fa che molti si chiedano dove stiano queste “varie accademie – come afferma l’AIDAA - che curano con amore e gelosia la purezza della nostra lingua”; se ci sono si mobilitino affinché, un esempio a caso, i TG parlino di “richiamo” e non di “booster”. Ma qualcuno in RAI ha fatto "copia e incolla", ricopiando anche gli errori linguistici contenuti nel comunicato originale dell'associazione.

articolo pubblicato il: 29/12/2021 ultima modifica: 29/12/2021