opinioni e commenti
due soldi di speranza
di Lf

Non è ancora arrivato il momento di fare i conti ed attribuire le responsabilità assegnando i voti finali in pagella. Possiamo però fare un esamino di metà corso, dal quale emergono enormi lacune circa le competenze. Pagheremo molto caro avere persone dai curricula inadeguati rispetto ai compiti che hanno accettato di svolgere. Comunque, restiamo ai fatti e procediamo con ordine anche sotto il profilo temporale.

Mentre sui televisori scorrevano le immagini che ci informavano sull’evolversi della drammatica crisi sanitaria cinese, con particolare riferimento alla città di Wuhan nella provincia di Hubei, eravamo nel mese di gennaio. A casa nostra la polemica politica si scatenava attorno alle misure da prendere e sulla possibilità che la Cina riuscisse a contenere l’espansione del virus. I talk show italiani ospitavano personaggi che si accapigliavano per far sì che la propria visione della situazione fosse percepita come l’unica possibile.

Il timore per gli effetti sull’economia sovrastava le preoccupazioni sulla salute delle persone. Per fortuna viviamo in una civiltà informatizzata dove è impossibile distruggere gli archivi e non è neanche disponibile “lo smacchiatore” tanto caro a Selina Kyle, personaggio interpretato da Anne Hathaway nel film “Il cavaliere oscuro- il ritorno”. Nessuno di costoro: politici, giornalisti e opinionisti, potrà negare quello che ha detto in TV e nei social network.

La posizione dei banchi del parlamento rispecchiava pedissequamente le posizioni sulle misure da prendere per evitare la pandemia, nonostante l’OMS avesse già posto il rischio a livelli alti. Stendendo un velo pietoso sulle comparsate televisive tipo #abbracciamoicinesi, #andiamoneiristoranticinesi e cosi via, ora possiamo dire che eravamo completamente fuori strada.

La dimensione dell’inadeguatezza della nostra classe politica l’abbiamo avuta quando l’inquilino del “palazzo” più importante d’Italia si è sentito in dovere di visitare le scuole dove frequentavano gli studi studenti cinesi. Ma stavamo veramente fuori strada, non serviva uno scienziato per capire che la linea del fuoco non era sulla discriminazione.

La linea del fuoco sarebbe ben presto delineata e non era simile a quella che abbiamo conosciuto nella guerra del 15-18: cioè una trincea ben identificata posta ad una certa distanza dalla trincea scavata dal nemico. Questa guerra si combatte casa per casa, stanza per stanza ed il ring dove la battaglia è più cruenta sono gli ospedali. In attesa dell’arrivo di un vaccino la priorità è tagliare i viveri e la capacità di muoversi al nemico. Quando penso ai “no vax” mi sento pervadere dalla rabbia; in questo Paese da troppo tempo abbiamo confuso la democrazia del diritto con l’anarchia dei diritti.

Il Governo dichiarò lo stato di emergenza il 31 gennaio 2020 e da quel momento possiamo fare una valutazione delle misure prese e degli effetti che hanno avuto sulla possibilità di contenimento della pandemia. Un disastro totale, che ha trasferito sulle spalle dei medici, infermieri ed addetti al trasporto dei malati l’intero peso della situazione. Si è affrontata la guerra senza un minimo di preparazione, senza sfruttare quel poco di tempo di vantaggio che avevamo avuto grazie alle notizie che arrivavano dalla Cina.

Approvvigionamenti di materiale necessario, formazione di addetti, ristrutturazione di siti capaci di contenere i pazienti bisognosi di terapia intensiva; niente di tutto questo. La ciliegina sulla torta è stata posta facendo giuocare la partita Atalanta-Valencia a porte aperte e quindi consentendo il trasferimento di 50.000 tifosi bergamaschi nello stadio di Milano. Mi sento il respiro corto, ma non per il covid-19; è per la rabbia e purtroppo non è ancora finita. I curricula inadeguati di coloro che si sono presi la responsabilità di Governo e nel Parlamento, faranno ancora molti danni che si ripercuoteranno sul nostro stile di vita.

Dopo aver perso la possibilità di vincere la prima battaglia con il virus, nella speranza di poter vincere la guerra, visto che in questa guerra non ci sarà possibile cambiare alleato, ci troveremo a combattere un altro scontro epico. Lo scontro per la tenuta dell’economia. Il nostro salvagente economico non solo è di pessima qualità, ma coloro che ci dovrebbero aiutare a rimanere a galla si sono armati di spilloni che non esitano a utilizzare per sgonfiare quel poco di compartimenti che ancora non si sono allagati. Gli indici di borsa sono l’evidente rappresentazione di ciò che accade ogni qual volta ci stiamo aggrappando ad un filo di speranza che viene dalle misure mirabolanti messe in campo dai “grandi della terra”: una manina europea si esprime nel rispetto del cerimoniale e i recuperi vengono vanificati in poche battute.

Rimarranno negli archivi anche le prese di posizione della Lagarde e di altri personaggi e si potrà senza ombra di dubbio dare una pagella anche a loro, con l’aggravante che i curricula sono sicuramente più che adeguati. Questo ci autorizza a pensare alla malafede. Riguardo all’economia, però, la guerra la possiamo vincere cambiando alleato, ricordandoci di coloro che ci hanno teso una mano e che solo qualche tempo indietro erano il bersaglio dei nostri attuali alleati che ci spingevano ad imporre sanzioni economiche e a rivedere i nostri rapporti commerciali. Per fare questo necessitano soggetti dai curricula adeguati, ma non ne vedo a portata di mano.

articolo pubblicato il: 25/03/2020 ultima modifica: 02/04/2020