elzevirino
come il cacio sui maccheroni
di Carla Santini

L’appello che è giunto dal Quirinale a trovare quell’unità che ci fu nell’immediato dopoguerra per superare questo difficile momento, lasciando da parte le polemiche, non ha trovato consenzienti tutti i politici e gli amministratori.

Dopo la guerra c’era un governo di unità nazionale, con Togliatti ministro di Grazia, Giustizia e Indulto, come si diceva allora, repentinamente caduto nel ’47, quando gli americani dissero a De Gasperi che comunisti e socialisti dovevano stare all’opposizione. Oggi c’è un presidente del Consiglio che decide tutto da solo, nonostante non sia stato eletto da nessuno, che fa annunci per vie non istituzionali a tarda sera e che, con la scusa della pandemia, vuole dare l’ennesima mano all’Alitalia con i soldi degli italiani; un ministro, ma bisogna dire ministra, che con la stessa scusa vuole blindare i vertici dell’ANAS e delle ferrovie; un altro ministro che si fa beffe di chi in Lombardia sta combattendo una battaglia epica contro il virus, appendendosi una mascherina all’orecchio, come se fosse un “nonno” che sfotte le “spine”, solo che da tempo non ci sono più soldati di leva; politici che fanno finta di non aver mai fatto affermazioni che invece, grazie ad internet, stanno in rete a disposizione di tutti; vip che si improvvisano virologi e sparano sciocchezze in televisione con la stessa supponenza che manifestano quando parlano di gossip o di calciomercato; giornalisti politicamente corretti che si fanno beffe di chi si lamenta per gli orari assurdi delle comunicazioni del premier e non perdono occasione di attaccare l’opposizione perché osa parlare, quando i “fascisti” dovrebbero solo stare zitti; altre amene arroganze di cui è inutile tenere l’elenco. Per certi figuri, che siano imprenditori, faccendieri, pennivendoli, il coronavirus è come il cacio sui maccheroni.

Ma ci sono persone che esistevano e adesso non più, né, a meno che non si creda alla metempsicosi, mai più torneranno su questa terra. Per tanti giorni si è detto che erano vecchi e malati, quasi che ogni giorno di vita non sia importante per chi crede nella vita anche al tramonto; hanno avuto il pudore di non dire che sono pensioni che si risparmiano.

Che ci sarà dietro l’angolo? Nihil novi sub sole. Ci saranno tanti sacrifici per i soliti fessi (scusate la volgarità), un Paese sempre più succube di ciò che si decide a Berlino, ancora più giovani in gamba che se ne andranno lontano a cercare quella sicurezza economica e quella dignità professionale che in Italia non trovano.

Per anni, con la scusa dell’Europa, hanno tagliato lo stato sociale, a cominciare dalla sanità; ne vediamo oggi i risultati. Siamo tutti vicini agli anziani medici che si sono ributtati nella mischia.

articolo pubblicato il: 24/03/2020 ultima modifica: 03/04/2020