opinioni e commenti
meglio se la politica fosse andata in ferie
di D. B. V.

Rientro dalle ferie, per chi ha avuto modo e voglia di farle. Del cambio di governo avremo molte occasioni di parlare. Per adesso ci limitiamo a fornire telegrafiche risposte ai molti (legittimi) quesiti che Claudio da Gubbio ci pone mediante mail.

1. I giovani leaders dei “non partiti” e delle correnti-cordate, protagonisti del deprimente spettacolo italiano, sono figli della generazione figlia della ipercomunicazione di massa e dei suoi strumenti. Non sono inaffidabili nel lungo periodo (talvolta neanche nel breve) perché sono più stupidi dei politici del passato, è un’opinione sbrigativa e fallace. E’ che non sono cresciuti nei “fondamentali” e, nutriti all’ossessione del “correre” e monitorare la capacità d’incasso con la rilevazione settimanale, sono ingabbiati dal contingente, scambiano le rivoluzioni per la sorpresività delle forme e, pur avendone le capacità potenziali, si precludono l’arte affascinante e complessa della Politica e del Governo.

2. La congiura a sostegno del Conte-bis rossogiallo è amplissima. Il sollievo degli speculatori finanziari, degli oligarchi europei e transatlantici, dei preti di sinistra, dei comunisti politici e sindacali, dei mestieranti post-comunisti, degli attori, giornalisti e cantanti iperpagati, per la caduta del governo precedente e per l’avvento del subentrante, partorito nelle stanze del Quirinale in aperto contrasto con il Popolo, spiega tutto. Indubbiamente le levatrici di questo parto e i padrini del conseguente battesimo sono spudorati. Hanno esibito con compiacimento perfino il plauso a Conte di Donald Trump, quello che tenevano per Satanasso all’origine di tutte le perversioni sessuali-ideologiche-razzistiche-economiche-linguistiche… Se ne è accorto financo “L’Espresso”, voce del sinistrismo intellettual-radicaloide (copertina del I° settembre): “Il Vaticano e Washington. Renzi e Grillo. Merkel e Landini. Nasce il governo del Conte bis. Che piace a tutti, forse a troppi. Ma non risolve la crisi della politica”. C’è Conte col naso pinocchiesco e la chioma alla Trump, veste una maglietta rossa hippy del Che con scritto “Make Guevara Great Again!”. Non ho ancora letto gli articoli, ma la sintesi è geniale…

articolo pubblicato il: 07/09/2019 ultima modifica: 15/09/2019