elzevirino
Internet Osteria
di Teddy Martinazzi

In questa strana estate, in cui la politica non vuole andare in vacanza, molte cose sembrano ricalcare copioni già scritti e recitati.

Fin da anni ormai lontanissimi, la parte cosiddetta illuminata dell’opinione pubblica non riesce a rendersi conto di come il popolo bue nel segreto dell’urna spesso e volentieri non segua le indicazioni di chi ha ben compreso da che parte debba andare il mondo. Sono arrabbiature continue, fin dai tempi in cui gli incolti snobbavano i comizi in piazza per parlare tra di loro all’osteria.

L’osteria oggi è stata sostituita da Internet, in cui si trovano talvolta le bufale più assurde, senza dubbio, ma che comunque rappresenta il modo più diretto di conoscenza e informazione delle classi popolari. I grandi giornali di opinione registrano una continua emorragia di lettori e lo si nota anche guardando quante edicole sono chiuse, con il cartello “vendesi”.

Anni fa il vostro Teddy si trovava in cima a Monte Mario, a Roma, dove c’era, e sicuramente c’è tuttora, il bar Lo Zodiaco. Probabilmente ancora oggi Lo Zodiaco è strutturato su due costruzioni; una ospita un grande bar di lusso, l’altra è una specie di chiosco in cui si può sorbire in piedi un buon caffè. Inutile dire che nel chiosco bisognava, e probabilmente bisogna ancora, prendersi a gomitate per raggiungere il bancone.

Teddy vide una scena che lo colpì. Nel bar di lusso, fino ad allora deserto, entrarono due uomini ed una ragazza per sedersi ad un tavolino, tre bei tipi molto fini ed eleganti. Uno di loro aveva sotto il braccio una copia de Il Manifesto, che, prima della nascita de Il fatto Quotidiano, era il giornale di riferimento della sinistra radical chic.

A distanza di tanti anni, sicuramente, nelle loro discussioni in qualche terrazza con vista mare, lontano dal caldo di Roma, i tre si staranno chiedendo perché il popolo segua Salvini e non Fratoianni.

articolo pubblicato il: 12/08/2019 ultima modifica: 12/08/2019