cronache
le malattie viaggiano in aereo

Nel 1347 furono navi genovesi ad importare l'epidemia di peste nera che ridusse di un quarto la popolazione dell'Europa. Oggi le malattie si sono "modernizzate" e viaggiano in jet.

Il continuo aumento della velocità di crociera degli aerei rende possibile spostarsi su lunghissime distanze in tempi inferiori al periodo di incubazione della maggioranza delle malattie infettive.

Questo significa che può giungere in un qualsiasi aeroporto una persona malata, anche da un paese lontanissimo, senza che abbia mostrato sintomi della sua malattia alla partenza.

Un'epidemia in un paese lontano, in epoca di grandi movimenti, diviene così un fatto che interessa tutti i Paesi e l'impegno di decine di laboratori in tutto il mondo per studiare un antidoto alla polmonite acuta dimostra come al giorno d'oggi non si possa più parlare di epidemie, bensì di pandemie.

Nell'isola di Guam esistevano nel 1935 solo cinque specie di zanzare; dopo l'apertura di una linea aerea della Pan American il numero aumentò a dismisura e una dozzina di anni dopo apparvero nell'isola i primi casi di encefalite e di febbre influenzale.

Nel 1951 un bambino proveniente in aereo dalla Danimarca provocò un'epidemia nelle isole Faer Oer.

Nel 1967 alcune scimmie furono importate in Germania dall'Uganda, provocando una virosi sconosciuta.

Un importante focolaio africano di colera in Africa fu provocato nel 1971 da un gruppo di studenti della città allora sovietica di Odessa in visita nella Guinea.

L'anno dopo in Australia si verificarono quaranta casi di colera proveniente dal Medio oriente.

Ventimila persone si ammalarono in Egitto nel 1977 di febbre della Valle del Rift (arborovirosi), per colpa di un gregge di agnelli trasportato in aereo dal Sudan.

Considerando il modo di trasmissione della Sars, a cominciare dalla nonnina di Toronto in visita ai parenti a Hong Kong, si capisce che la diffusione delle malattie viaggia sempre più in aereo (per l'Aids si parlò, peraltro senza prove, di un assistente di volo dalla vita sessuale piuttosto libera).