opinioni e commenti
la Catalogna specchio d'Europa
di Josep Ignasi Saranyana

La sentenza del Tribunale Supremo che ha annullato dodici articoli del regolamento della legge di "Extranjeria", richiama la nostra attenzione in un momento di numerosi flussi migratori e di quelli che verranno in conseguenza di queste ingiuste guerre. I movimenti migratori sono stati una costante della storia. Malgrado dolorosi e drammatici, hanno sempre ringiovanito il popolo accogliente e beneficato quello accolto. La penisola iberica è stata tradizionalmente una terra di passaggio e di insediamento di nuove etnie: romani, visigoti e poi germani, arabi, i tedeschi e i francesi nei primi secoli moderni... Le migrazioni interne sono state notevoli. La Catalogna ha beneficiato ampiamente dell'incorporazione di genti nuove. Se non fosse stato per esse, nemmeno da lontano avrebbe raggiunto i sei milioni di residenti. Poco tempo fa le nostre più alte autorità si sono mostrate preoccupate per gli 80.000 che giungono ogni anno in Catalogna da più di un lustro. In totale 382.000 nuovi immigrati censiti tra il 1996 e il 2001.

Nonostante ciò, il dramma non è nel fatto che arrivino genti di altre culture o di altre latitudini (Vincens Vives parlava di osmosi demografiche) ma che la crescita naturale autoctona sia di sole 23.000 persone.

Un crollo demografico di tale entità può attribuirsi solo ad una profonda crisi ideale o ad una deriva morale collettiva.

In tali circostanze, l'arrivo di altri, disposti a farsi strada, con la speranza di incontrare migliori condizioni di vita, può costituire il farmaco nevralgico necessario. Sennò, chi vivrà vedrà.

E' certo che i problemi di inserimento sono e saranno complicati (si parla di peso sulla sanità, il livello di vita e l'insegnamento). Si esigerà una notevole dose di generosità da tutte due le parti. Alla fine, nonostante tutto, tutti ne usciranno beneficati. Perché, rigirando le argomentazioni classiche, ogni domanda produce la propria offerta...

Per questo mi rallegra molto la recente sentenza del Tribunale Supremo. Ora bisogna accogliere l'emigrante, offrire lavoro (in buone condizioni) a colui che non ce l'ha, avere pazienza con altre costumanze e abitudini, cercar case ai senzatetto ed incanalare l'integrazione. Questo è costruire Paese ed anche vivere al massimo il cristianesimo.