speciale maggio 1453: Costantinopoli cade
uno scontro fatale
di Piero Pastoretto

Tra il 6 aprile e il 29 maggio 1453 si consumarono l'assedio e la caduta di Costantinopoli.

La sofferta conquista della capitale dell'Impero Romano d'Oriente segna il momento di massimo fulgore delle potenza turca: è un importante episodio del millenario contrasto tra la civiltà orientale e quella occidentale.

Quella della caduta di Costantinopoli è una data fatale per la storia dell'Europa: dà il senso di una tragedia compiuta solo in parte perché, come nei miti greci, essa avrebbe causato nuovi infiniti lutti e secolari sciagure per la Cristianità. Un Impero millenario era caduto; una città, la "Seconda Roma" voluta da Costantino, era stata conquistata dall'Infedele e le sue chiese trasformate in moschee. La "Grande paura del mondo", il Turco, si consolidava sulle regioni orientali del Continente, insidiava le rotte commerciali mediterranee, dilagava oltre l'ultimo baluardo cristiano che la Provvidenza aveva posto tra Europa ed Asia. La Roma dei basilèis ("re") aveva cessato di esistere; la Roma dei Papi, Venezia ed il Sacro Romano Impero vedevano ai loro orizzonti non più la Croce di Cristo, ma le bandiere verdi del Profeta.

Tra il 328 e il 330 l'imperatore romano Costantino, in conflitto con la popolazione di Roma, fondò una nuova capitale sul Bosforo, Costantinopoli, sul sito dell'antica Bisanzio. La città, posta su una penisola, controllava lo stretto tra il Mar di Marmara e il mar Nero, porta dell'Europa balcanica verso l'Oriente, in questo caso, l'Impero persiano.

La "Nuova Roma" era divisa in 14 regioni, come la città di Augusto, e dotata di un Foro, un Campidoglio e un Senato, ma con un carattere prevalentemente cristiano, grazie alla edificazione di chiese dedicate agli Apostoli e alla Pace (Sant' Irene). In seguito si sarebbe aggiunta la chiesa dedicata alla Sapienza (Santa Sofia), eretta probabilmente da Costanzo II e poi mirabilmente ricostruita dall'imperatore Giustiniano nel VI secolo. All'inizio del V secolo Costantinopoli contava già 11 palazzi imperiali , 14 chiese, 5 mercati, 8 bagni pubblici e 153 privati, 20 forni pubblici e 120 privati, 52 portici, 322 strade e 4388 case!

Ampliate già da Costantino, le imponenti mura cittadine furono spostate più a occidente nel 413 per fronteggiare gli Unni e poi ristrutturate da Teodosio II dopo il terremoto del 447. Esse rimasero inviolate per 1.000 anni, fino all'avvento delle artiglierie. I ruderi testimoniano un esempio di fortificazione urbana paragonabile solo alle Mura Aureliane di Roma.

Secondo il racconto di Ciriaco di Ancona, viaggiatore e antiquario della metà del XV secolo, Maometto II, in visita al sito di Troia, "ne vide la posizione vantaggiosa, vicino al mare e al continente opposto, domandò che gli fossero mostrate le tombe di Achille, Aiace ed Ettore. Poi pronunciò queste parole: " Sono io quello che Allah ha scelto per vendicare questa città e il suo popolo: io ho sopraffatto i loro nemici, ho devastato le loro città, ho depredato le loro ricchezze nella Misia. In realtà erano stati i Greci a devastare questa città e sono stati i loro discendenti che hanno pagato a me il debito da essi contratto verso di noi, popoli dell'Asia, con la loro sconfinata impudenza, allora e molte volte"".