speciale maggio 1453: Costantinopoli cade
i protagonisti
di Piero Pastoretto

Maometto II il Conquistatore (1430 - 1481)

Maometto II El Fatih il Conquistatore, detto anche Humkar "Assetato di sangue", parlava correntemente cinque lingue e s'interessava di poesia e filosofia. Volle visitare Troia e amava farsi leggere le gesta di Alessandro Magno: fu così, forse, che maturò quello spirito di vendetta che lo spinse a concentrare la sua azione contro l'Occidente.

Nel 1451, ventunenne, Maometto II era salito al trono succedendo al padre Murad II, il quale, nonostante i lunghi periodi trascorsi in guerra, aveva avuto modo di riorganizzare l'amministrazione e di promuovere lo sviluppo delle scienze e delle arti, spingendo inoltre la sua influenza fino ad intervenire sulla succesione al trono dell'Impero Romano d'Oriente, quando "sponsorizzò" la candidatura di Costantino XI Paleologo.

Dopo essersi sbarazzato del suo unico fratello, il neonato Ahmed, edificò la fortezza di Rumeli Hisar sulla sponda europea del Bosforo per bloccare i rifornimenti dal Mar Nero a Costantinopoli. Caduta infine la città, vi spostò la capitale del suo impero, ribattezzandola Instanbul, deformazione turca del greco stin bolin, cioè "in città", e riconsacrò come moschea la cattedrale di Santa Sofia.

La scena immediatamente successiva vide i Turchi occupare la Bosnia, la Croazia e tutto il Peloponneso tranne Rodi.

Consapevole dell'impportunità di volgere a suo favore le divisioni interne dell'Occidente, Maometto adottò un'abile politica diplomatica nei Balcani, riconfermò i privilegi dei commercianti genovesi e ne accordò di nuovi a Veneziani e Greci, riuscendo a incassare tanto denaro con dazi e tributi da potersi costruire una potente flotta.

Con Maometto II i confini dell'Impero Turco avrebbero raggiunto quelli di Bisanzio al tempo del suo massimo splendore. Morì improvvisamente nel 1481, mentre già preparava l'invasione dell' Italia.

Costantino XI (1403 - 1453)

Nato nel 1403 da Emanuele II Paleologo, appena ventiseienne sconfisse i Franchi della Morea e riuscì a tenere costantemente a bada il Turco in Beozia e in Tessaglia. Dopo la contesa con il fratello Demetrio per il trono, nel 1499 divenne Costantino XI, l'ultimo Imperatore Romano d'Oriente. Bemchè l'Occidente si disinteressasse ormai della sorte di Costantinopoli, Costantino tentò di riunire le due Chiese, la cristiano-ortodossa d'Oriente e la cattolica-romana d'Occidente, per creare un fronte di solildarietà e salvare almeno Costantinopoli: quanto restava, ormai, dell'Impero. Il suo popolo e il clero ortodosso, però, forse ancora memori dello strazio subito dalla città da parte dei Crociati nel 1204, non lo appoggiarono. Venezia gl'inviò qualche aiuto solo perché gelosa di privilegi commerciali concessi dal Turco ai Genovesi, e la Chiesa di Roma gli offrì poco più che un "aiuto morale". La resistenza di Costantino sulle mura della sua città si dimostrò tutttavia così tenace che gli Ottomani si trovarono sul punto ri rinunciare all'assedio.

L'ultimo basilèus morì alla testa di un manipolo di nobili, su una breccia dalla quale già irrompevano i giannizzeri.