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intervista al Ministro della difesa albanese
di Alberto Rosselli

Ormai e' ufficiale. Il governo albanese invierà in Mesopotamia un corpo speciale del proprio esercito a sostegno delle operazioni di peace keeping che vedranno impegnate buona parte delle forze dei paesi che hanno aderito all'iniziativa militare anglo-americana in corso. A dare la conferma e' stato ieri il ministro della Difesa albanese Pandeli Maiko. Dichiarazione importante ed impegnativa fatta proprio all'indomani della celebrazione, avvenuta a Tirana, del cinquantaquattresimo anniversario della NATO, una grande manifestazione alla quale hanno partecipato le piu' alte cariche politiche e militari, tra cui il presidente della Repubblica Alfred Moisiu e i rappresentanti di tutte le delegazioni diplomatiche presenti nella capitale.

Alla cerimonia hanno partecipato anche il vice ambasciatore italiano Ettore Sequi e il generale Claudio Angelelli, capo della DIE (Delegazione Italiana Esperti), attiva nel paese delle Aquile dal 1997 con funzioni di appoggio alle forze armate albanesi. Come ha spiegato in esclusiva al Giornale il ministro Maiko "il governo di Tirana, già impegnato con le sue unita' scelte dei 'Berretti Rossi' in Afghanistan, Bosnia e Georgia, ha voluto dare prova della sua completa disponibilità ad operare fattivamente per il processo di pacificazione che seguirà la fine, speriamo prossima, del conflitto in Irak.

L`Albania e' un paese che aspira di diritto ad entrare della NATO e nella UE e in questa prospettiva non poteva certo mancare nel dare un apporto concreto e qualificato nell'ambito del processo di pacificazione mediorientale, oltre che balcanico. Anche se sappiamo - ha proseguito Maiko - che si tratta di due traguardi distinti, per il conseguimento dei quali occorreranno tempi differiti".

E` da notare che il contingente albanese pronto per partire alla volta dell'Irak "non sarà composto da militari addetti a semplici mansioni di sussistenza o logistica, ma da un nucleo di circa 75 soldati appartenenti all'unita' di élite dei 'Berretti Verdi', cioè` una forza da combattimento a tutti gli effetti e addestrata in modo particolare nelle operazioni anti-guerriglia". Ed in considerazione delle oggettive difficoltà che il Comando di Stato maggiore dell'Esercito, presieduto dal generale Pellumb Qazimi, si trova ancora a dovere affrontare nell'ambito dell'attuale ristrutturazione dei suoi organici, lo sforzo militare che il governo di Tirana si appresta a compiere assume una notevole rilevanza, soprattutto politico-diplomatica. Impegno che non e' sfuggito agli Stati Uniti che hanno confermato - attraverso il proprio ambasciatore a Tirana James Jeffrey- "un ulteriore consolidamento dei rapporti bilaterali e un maggiore impegno nella cooperazione economica e militare tra i due Paesi".

Il ministro Maiko ha tenuto a precisare che il nuovo corso della politica internazionale albanese, e "il dichiarato e convinto appoggio di Tirana a tutte le iniziative internazionali, anche militari, volte al ristabilimento della pace e alla lotta contro il terrorismo di matrice fondamentalista e no, e` condiviso dalla stragrande maggioranza della nostra popolazione".

Circa una possibile recrudescenza del terrorismo e dell'eventuale coinvolgimento dell`Albania in questa spirale, il ministro della Difesa ha dichiarato "che non sussistono i presupposti per allarmismi di nessun genere. Il nostro Paese sta vivendo un processo di rapida, anche se difficile, ripresa economico-sociale ed e' interesse di tutti i partiti politici e della società civile continuare a lavorare in questa direzione, serenamente e in armonia. In Albania non esiste proprio un problema di questo tipo. Anche grazie al contestuale sviluppo dei rapporti con i paesi occidentali più vicini e progrediti sotto il profilo economico e civile, tra cui gli Stati Uniti e, naturalmente, l'Italia".

Proprio sui risultati conseguiti nel quadro della cooperazione militare italo-albanese (come e` noto dal 1997 a Tirana, Durazzo, Valona e altri centri operano diversi contingenti dell'Esercito, della Marina e dell'Aviazione italiani in appoggio alle forze albanesi), il ministro Maiko si e` dichiarato "estremamente soddisfatto dagli obiettivi raggiunti nel processo di modernizzazione e adeguamento agli standard NATO dei nostri reparti", auspicando "la prosecuzione di tale intesa che si e` anche tradotta in un importante apporto alla risoluzione dei problemi infrastrutturali che affliggono il nostro Paese, primo fra tutti la carenza di strade, linee ferrate ed impianti a supporto dell'industria, del terziario e dell'agricoltura". "Anche in quest'ottica del tutto nuova - ha concluso Maiko - procede infatti il riordino funzionale e operativo delle nostre Forze Armate, pronte ad affrontare impegni bellici ma anche di supporto alla comunità civile".