cronache
il fratello del Nilo

In molti Paesi nordafricani e mediorentali la mancanza di acqua sta diventando un problema sempre più serio, con il rischio che possano esplodere anche vere e proprie guerre per i diritti di sfruttamento delle falde acquifere.

Nel settembre scorso un duro contenzioso si è aperto tra Libano e Israele per l'utilizzo dell'acqua del Giordano, mentre Egitto, Sudan, Libia e Ciad estraggono acqua non rinnovabile (data la scarsezza di piogge nella zona) dal cosiddetto bacino nubiano.

L'Egitto sta correndo ai ripari con l'escavazione di un canale che prenderà l'acqua dal lago Nasser, un bacino artificiale ottenuto negli anni sessanta per usi agricoli ed idroelettrici, ma si tratta di un lavoro non solo costoso nella fase di realizzazione, ma anche in seguito, in quella di gestione, perché sarà necessaria molta energia per pompare verso l'alto l'acqua del lago.

Secondo Mohamed Sultan, geologo dell'università di Buffalo, negli USA, ci sarebbe un'alternativa molto più economica, scegliendo zone differenti da destinare all'irrigazione.

Con il passare degli anni, il lago Nasser si sta trasformando naturalmente e l'acqua, non riuscendo a scorrere dove dovrebbe, se ne va in direzione Est, dove ha creato altri cinque laghi in altrettante depressioni del terreno.

Con un piccolo aiuto iniziale da parte dell'uomo si potrebbe anticipare a breve quello che la natura dovrebbe realizzare in un lungo arco di anni, ovvero la nascita di un secondo fiume ad Ovest del Nilo che, senza alcun problema, sfocerebbe nel Mediterraneo, rendendo fertili le terre attraversate.

I costi sarebbero irrisori in fase iniziale e non ci sarebbe in seguito bisogno di prelevare artificialmente l'acqua dal lago Nasser.