periodico di politica e cultura 20 maggio 2024   |   anno XXIV
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teatro: XII edizione

Teatro alla deriva

Alle Terme - Stufe di Nerone (Bacoli-NA), il 2, 9, 16 e 23 Luglio, alle 21.15, andranno in scena gli spettacoli del cartellone della dodicesima edizione della rassegna Teatro alla deriva (il teatro sulla zattera), ideata da Ernesto Colutta e Giovanni Meola, che ne firma la direzione artistica per l’undicesimo anno. Manifestazione unica in Italia, divenuta appuntamento fisso del territorio flegreo, la particolarità della rassegna risiede nel far esibire gli artisti su una zattera galleggiante sull’acqua, costruita appositamente e posizionata all’interno del laghetto circolare delle Stufe di Nerone.

Grazie al suo scenario suggestivo e alla distanza dal caos della città, la zattera ha accolto, finora, un pubblico appassionato, assai curioso e sempre più numeroso, pronto a sorprendersi e farsi catturare dall’abbinamento degli elementi che rendono unica questa location, nonché dalle tante compagnie e dai tanti artisti che sono avvicendati finora. «Questa nuova edizione, la XII, di Teatro alla Deriva conferma una volta di più la volontà della famiglia Colutta, che gestisce questo luogo magico e un po’ fuori dal tempo che risponde al nome di Terme-Stufe di Nerone, di dare continuità a un progetto che, nato nel 2012, ha rappresentato per diversi anni l’unico appuntamento teatrale dell’intera zona flegrea nel corso dei mesi estivi. Ospitare poi gli spettacoli su una zattera galleggiante, cosa di fatto unica in Italia, rende questo appuntamento atteso da un pubblico che, via via, negli anni, si è affezionato e incuriosito sempre più. La mia responsabilità da direttore artistico è ancora una volta, quindi, quella di provare a proporre spettacoli in grado di regalare suggestioni e coinvolgimento.

Il lavoro che apre il cartellone di quest’anno è ‘Terra (cantata in dialetto pueteolano)’, di un artista flegreo, Pako Ioffredo, da anni pendolare tra Italia e Francia. La sua collaborazione strutturata con il famoso e amatissimo scrittore francese Daniel Pennac è il tratto distintivo della sua cifra glocal. Da anni avevo intenzione di invitarlo con uno dei suoi lavori ispirati allo studio sulla lingua e le storie di Pozzuoli e dintorni. In questo spettacolo mette in campo un grande affiatamento, nonché la forte presenza scenica sua e dei suoi compagni, tra cui un musicista polistrumentista.

Il secondo lavoro è ‘Amleto (o Il Gioco del Suo teatro)’’, liberamente dal capolavoro shakespeariano, con tre soli attori in scena ad interpretare tutti i personaggi. Anche qui, come nel precedente ‘Tre Sorelle’ cechoviano, io e i miei attori ci siamo tuffati in una riscrittura scenica collettiva, tratto distintivo di alcuni progetti della mia compagnia. Tra dramma e commedia, momenti molto fisici e altri carichi di tensione emotiva, con personaggi che emigrano da un attore all’altro. Amleto è qui interpretato da una magnetica Sara Missaglia, ormai avvezza a ruoli fuori dai canoni e di forte impatto. A seguire, una regia a quattro mani, di Chiara Vitiello e Franco Nappi, ancora una volta a partire da Shakespeare. Stavolta si tratta della commedia ‘La Bisbetica Domata’, riscritta e adattata agli anni del boom economico, ma rimasta intatta in quanto a ferocia nei rapporti umani da un lato e comicità dall’altro. Un mix di notevole efficacia, con una compagnia tra le più numerose mai ospitate (7 attori), ma quanto mai ben amalgamata e con i due protagonisti, Chiara Vitiello e il Mario Autore del film sui De Filippo, di gran carattere. Uno spettacolo dove si ride tanto e ci si interroga altrettanto sui rapporti di forza all’interno delle relazioni umane.

Chiude il cartellone ‘Costellazioni’, drammaturgia contemporanea dell’inglese Nick Payne diretta da Roberto Solofria. La trama non è lineare, le scene vengono spesso ripetute con piccole variazioni, con i due Attori che, attraversando diversi stati d’animo, ci raccontano di cause e conseguenze diverse a seconda anche di una piccola variazione rispetto alla scena precedente. In questa sorta di multiverso, la relazione di coppia di cui si racconta ci fa vivere momenti di gran commozione, altri di gran dispiacere, altri ancora di gran divertimento. Il tutto grazie a due interpretazioni di gran spessore e versatilità. Cartellone vario, denso, compatto, con due caratteristiche a fare da fil rouge: da un lato, in tutti e quattro gli spettacoli spicca una felice compresenza di dramma e commedia, di marcata comicità e grande commozione; dall’altro, credo di aver invitato, ancora una volta, attori di grande forza, spessore e intelligenza scenica. Chi verrà avrà di che divertirsi e goderne».
Giovanni Meola

articolo pubblicato il: 19/06/2023

La Folla del XXI Secolo - periodico di politica e cultura
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