periodico di politica e cultura 21 maggio 2024   |   anno XXIV
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teatro: al Teatro Gerolamo di Milano

Qui città di M

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Quando dal teatro Gerolamo è stato chiesto ad Arianna Scommegna di proporre un suo spettacolo, lei ha scelto “Qui città di M,” testo scritto vent’anni fa e andato in scena per la prima volta nel 2006. Non sono molti gli spettacoli teatrali longevi, e questo lo è grazie ad una alchimia speciale che si è creata “dietro le quinte” tra l’autore, Piero Colaprico, la regista, Serena Senigaglia, e, appunto Arianna. E grazie a Milano, intesa come metropoli esemplare, nel bene e nel male. Lo spettacolo Atir – un cult – va in scena al teatro Gerolamo venerdì 3 e sabato 4 marzo, alle ore 20.

“Sai cosa è davvero la città di M.? È una mamma... sì, una mamma dura, amara, che solo qualche volta ti sorride e quando lo fa, tu dici: però, mia mamma, quant’è bella. Ma poi si gira, ha come un oscuro pensiero e torna cupa e fredda e fai fatica a pensare che mai un solo giorno ti ha voluto bene, è tutta presa dalle sue cose, dal suo lavoro, non ha tempo da sprecare nemmeno per i figli… che cos’è un sorriso, mamma? Una mamma che non sorride ai figli è una bastarda! Una pacca sulle spalle come un’elemosina. Mai un abbraccio, mai una coccola, come possiamo crescere così, come abbandonati, come orfani, come persone che stanno sotto un cielo di coltelli...”

Così le parole di Colaprico, che del Gerolamo è da un anno il direttore artistico e che ha voluto valorizzare, da dicembre ad oggi, testi e autori che hanno fatto riferimento da Milano, da Nanni Svampa a Elio Pagliarani. “Durante le prove – racconta – Serena mi diceva: qui serve una battuta, qui invece serve tagliare. Nel frattempo, Arianna provava tutti i meccanismi. E’ stata per me un’esperienza memorabile, nata per caso, grazie a un mio giallo, ma cresciuta grazie al gruppo di Atir, un gruppo speciale per capacità, fantasia e volontà”.

Per la regista Sinigaglia è stata una sfida: «Qui città di M. è innanzitutto un giallo, genere peraltro assai poco praticato in teatro ma da me già precedentemente affrontato con grande soddisfazione”. Quando vivi in una città dove: 1) non si respira 2) non si vede 3) non si ascolta Arrivi a chiederti… perché ci resto ancora? Cosa ci faccio qui? E perché ci sono affezionata? Cosa mi porta ad amare qualcosa che mi respinge? Solo perché ci sono nata? Non amo fare i monologhi. Volete sapere la verità? I monologhi mi annoiano. Li faccio solo se ho una storia importante con l’attore o l’attrice e solo se mi è permesso fare tutto quello che voglio… come chiamare Piero Colaprico (che all’epoca non conoscevo di persona) e chiedergli: “Ma tu che scrivi gialli ambientati nella città di M., tu che hai scritto libri con Valpreda, tu che hai seguito Tangentopoli, vuoi provare a lavorare con un’attrice? Aspetta: un’attrice è una parola inesatta, o meglio un numero inesatto. No, perché vedi, come posso spiegarti, Arianna – da sempre mia compagna di avventure teatrali – è… uno, nessuno, centomila. Freud probabilmente avrebbe trovato una definizione più pertinente, di fatto è una specialista nella caratterizzazione e più in generale nella costruzione del personaggio. È un’attrice d’intensità che può sostenere un viaggio faticoso, una regia faticosa… Insomma scrivi in libertà: avere un solo attore non vuol dire avere un solo personaggio narrante. E, ti prego, un’ultima cosa: niente narrazione pura, io voglio azione pura, suspance, colpi di scena, movimento, come nei film… teatro di azione… lo so che è fuori moda, lo so, ma che ci posso fare se a me piace così?” Qui città di M. è un monologo per sette personaggi scritto ad hoc su Arianna Scommegna da Piero Colaprico. In conclusione Qui città di M. è Milano, è Piero (e dunque un bell’incontro), è Arianna (ovvero un’attrice straordinaria), è un rebus da risolvere…Qui città di M. siamo noi, le nostre paure, il grigio dell’asfalto, i fantasmi di chi non c’è più, la paura del diverso, del traffico, della bomba… Un giallo che si svolge davanti agli spettatori, un’inchiesta condotta da un ispettore di polizia, che va sulla scena del crimine, la mostra, la spiega, ognuno potrebbe essere in grado di svelare il mistero. Potrebbe… (Serena Sinigaglia)

al Teatro Gerolamo venerdì 3 e sabato 4 marzo – ore 20 – Il presente continuo

Qui città di M

di Piero Colaprico con Arianna Scommegna regia Serena Sinigaglia scene Maria Spazzi costumi Federica Ponissi luci Alessandro Verazzi produzione ATIR

durata spettacolo: 90 minuti

ORARI: venerdì e sabato ore 20 PREZZI: da 10 a 23 € INFORMAZIONI e PRENOTAZIONI uffici: 02.36590120 / 122 | biglietteria 02 45388221 biglietteria@teatrogerolamo.it - info@teatrogerolamo.it - www.teatrogerolamo.it

TEATRO GEROLAMO Piazza Cesare Beccaria 8 – 20122 Milano

articolo pubblicato il: 26/02/2023

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