periodico di politica e cultura 21 maggio 2024   |   anno XXIV
direttore: Gabriele Martinelli - fondato il 1/12/01 - reg. Trib. di Roma n 559/02 - tutte le collaborazioni sono a titolo gratuito
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teatro: al Teatro Spazio 18b di Roma

Diario elettorale

nella stessa sezione:
Inaugura la seconda parte della stagione del Teatro Spazio 18b, nel cuore della Garbatella, DIARIO ELETTORALE, spettacolo scritto, diretto e interpretato da Mario Migliucci, in scena dal 2 al 5 marzo. Un incontro al seggio, due giovani scrutatori al servizio della democrazia, lui e Lei, ore e ore dietro a un banco, scambiandosi giusto qualche parola. Poi tutto finisce, in attesa della prossima chiamata alle urne: un referendum, le politiche, un ballottaggio, ogni voto potrebbe essere l’occasione giusta per rivedere Lei. In mezzo scorre la vita, scritta, raccontata, immaginata. Legati da un filo invisibile, lanciato da lui senza che Lei, l’eletta, nemmeno lo sappia.

“Diario Elettorale” è un progetto di scrittura che ha visto succedersi più fasi di creazione e sedimentazione. La prima tappa risale, circa dieci anni addietro, alla stesura quotidiana di un diario sotto forma epistolare, con destinataria una ragazza conosciuta nelle vesti di scrutatore durante le operazioni di voto. Una ragazza mai più vista e sentita, a cui un ipotetico giorno fare arrivare in qualche modo i messaggi a lei destinati. “In questa prima fase che ancora non prevedeva un’evoluzione teatrale il dichiarato modello di riferimento è stato il romanzo Che tu sia per me il coltello di David Grossman, autore a me particolarmente caro in quanto legato al mio debutto teatrale professionistico, avvenuto nel 1998 con Il giardino d’infanzia di Riki, sua unica opera teatrale”_ annota Mario Migliucci. “Del romanzo di Grossman mi ha conquistato la creazione di un universo parallelo, un mondo fuori del mondo, che del mondo però inevitabilmente si nutre, che rende possibile una comunicazione autentica tra due esseri umani. Un uomo vede una donna, se innamora, o meglio, sente un legame invisibile, le scrive, e conseguentemente si scrive, con la comprensione totale di colui che ama, con la spietatezza della lama di un coltello. Le prime pagine del mio diario epistolare le ho scritte prima ancora di finire di leggere quelle del romanzo di Grossman. Quello era il modello, la materia da lavorare ovviamente era la mia, il caso singolare a cui adattarlo era il mio. E così per un po’ mi sono scritto, scrivendo alla mia musa, Donatella, la ragazza del seggio. Poi mi sono fermato, pensando di poter ricominciare da un momento all’altro, sarebbe bastato scrivere di nuovo quel nome, Donatella, in cima a una pagina del mio blocco-diario. Ma non è successo. Quindi, più recentemente, mi sono riletto e trascritto, parola per parola, da blocco a nuovo documento word. Ho sentito la brace scoppiettare ancora sotto la cenere del tempo raccontato e trascorso e ho pensato fosse arrivato il momento. Il momento di far arrivare a Donatella le parole a lei destinate. E ho capito che il mio ufficio postale di riferimento non poteva essere che il teatro. E allora sono ripartito da tre domande. Cosa mi ha spinto un giorno a cominciare a scriverle? Cosa mi ha spinto, una volta compiuti diciotto anni, a cominciare a collezionare con cura i miei certificati elettorali? Che cosa, con il passare del tempo, ha fatto perdere di senso ad entrambe le decisioni? I certificati ho smesso di conservarli, perché sostituiti dalla tessera elettorale. Ma avrei continuato a farlo, se ancora esistessero? Li rivestirei ancora di qualche particolare importanza? Oppure, uscito dal seggio (perché a votare continuo ad andarci), appallotterei quel foglio per gettarlo nel più vicino cassonetto per il riciclo della carta? Ah, benedetto senso civico.. Ah, benedette illusioni.. Ho ritenuto che i due elementi, privato e politico, andassero intrecciati. Mi è piaciuto pensare che il luogo dell’incontro con Donatella, la mia eletta immaginaria, un seggio elettorale, non fosse poi così casuale. Entra dunque in gioco il secondo modello di riferimento, La giornata di uno scrutatore di Italo Calvino, illuminante esempio di cortocircuito tra vicenda personale e contesto generale, limpido racconto di sentimenti e considerazioni di un servitore della democrazia rappresentativa. Decisivo incontro infine si è rivelato, come nelle mie intenzioni, quello con Mariaclara Verdelli, Laura Benvenga, Giulia Anita Bari e Javier Salnisky e le musiche da loro eseguite, nelle diverse versioni dello spettacolo finora presentate. Come in un seggio elettorale, ognuno al suo posto, ci si divide compiti e strumenti, al servizio di questa nostra storia.”

Mario Migliucci
Attore e autore. Debutta come attore in teatro nel 1998 in Il Giardino d’Infanzia di Riki di David Grossman, con la regia di Stefano Viali. Dal 2004 lavora con la Compagnia Locomoctavia in Giorno d’Estate di Slawomir Mrožek e Hamlet. di W. Shakespeare, con la regia di Daniele Fior. Nel 2007 debutta al Teatro dell’Orologio di Roma Doktoro Esperanto, monologo da lui scritto e interpretato, da allora in scena anche nella versione in esperanto. Nel 2011 porta in scena per la prima volta Primo Sguardo, di cui è autore e interprete. Nel 2012 lavora all’adattamento teatrale del romanzo La ragazza e il professore di Jean-Claude Carrière, realizzando lo spettacolo Bussando alla porta di Einstein, regia di Giles Smith. Dal 2015 è in scena con il suo testo Diario Elettorale. Nel 2018 è attore per la compagnia Afrodita in Il bambino sogna di Hanoch Levin, regia di Cludia della Seta e Stefano Viali. Nel 2019 è in scena con I miei soldi, regia di Adriano Saleri, di cui realizza l’adattamento teatrale dal romanzo Mon chèque di Jean Claude Carrière. Partecipa come attore e autore alle produzioni di Teatro Forum Amore ti odio, L’interferenza, Lupi nella Rete (finalista RomaFringeFestival 2021 – sezione TUBE) per Il Teatro Invisibile. Ha recentemente lavorato nel documentario cinematografico per Rai3 D'Annunzio, l'uomo che inventò sé stesso, regia di Stefano Viali e Francesca Pirani (2021) e La stranezza di Roberto Andò (2022)

Giulia Anita Bari
Violinista e operatrice umanitaria. Studia violino presso il Conservatorio di Musica di Venezia e Relazioni Internazionali all’Università di Padova e Firenze. Suona in diverse formazioni, spaziando dal mondo classico al folk. Attualmente è parte del progetto Canti Antichi della cantante albanese Elsa Lila e coordinatrice dei progetti sul campo di Terra!Onlus, tra cui l’Orchestra dei Braccianti.

Javier Salnisky
Nasce a Buenos Aires e comincia i suoi studi musicali presso il Conservatorio Nazionale di Musica “Julian Aguirre”. Suona regolarmente in diverse formazioni a Buenos Aires tra le quali il Sexteto Arrabal e il Cuarteto “El Viaje” partecipando a programmi radiofonici e televisivi. Nel 2001 viaggia in Italia dove suona in duo con il chitarrista Juan Ruggeri e come bandoneonista invitato dal Trio Corrientes de Tango. Suona in diverse milonghe, teatri, locali in Italia, Francia e Germania. Ha al suo attivo importanti collaborazioni con il chitarristi Federico Ferrandina e Roberto Pugliese, il pianista Fabrizio Pieroni, la cantante Ana Karina Rossi. Nel 2011 inizia la collaborazione con la pianista Gabriella Artale creando un Quartetto di Tango di musica tradizionale.

Diario elettorale

di e con Mario Migliucci musica Giulia Anita Bari Javier Salnisky disegno luci Dario Aggioli contributo realizzazione video Gianluca D’Apuzzo – Karma Gava

Dal 2 al 5 marzo Teatro Spazio 18b-Roma

Orario spettacoli dal giovedì al sabato ore 20.30, domenica ore 18.00 biglietto intero EURO 18,00, biglietto ridotto EURO 13,00 tessera associativa euro 2,00

TEATRO SPAZIO 18B via Rosa Raimondi Garibaldi 18B, 00145 ROMA (zona Garbatella) PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA TEL 06.92594210 WAPP 333.3305794

articolo pubblicato il: 26/02/2023

La Folla del XXI Secolo - periodico di politica e cultura
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