Spiega Alessio Lega: «Francesco Guccini ha avuto una vita lunga e feconda ed è stato un autore coltissimo, intimista e leopardiano. Era ossessionato dal tempo che passa, ma era anche una persona vitale, burlona, giocosa. Chi ha assistito a un suo concerto sa che era un formidabile intrattenitore, serio e faceto al tempo stesso, capace di parlare al pubblico di un palazzetto dello sport come agli avventori di un’osteria. In “Dio è morto”, “Auschwitz” e nei suoi primi brani rivive il mito della controcultura americana, mescolato con la tradizione poetica della canzone francese. In lui convivono Bob Dylan e Jacques Brel. Poi la sua visione si allarga e nascono decine di capolavori come “L’incontro”, “Il vecchio e il bambino”, “Il pensionato”, “L’avvelenata”, forse la più nota invettiva della poesia cantata del Dopoguerra, ed ovviamente “La locomotiva”, inno anarchico post-moderno che tiene insieme distanza e partecipazione e che è stato l’educazione politico-sentimentale di tre generazioni». Intimista, “romanticamente anarchico” ma anche esplicitamente di sinistra e dalle forti convinzioni antifasciste, spirito inquieto e critico (“Primavera di Praga”), Guccini era attento anche al presente (“Canzone per Silvia”, “Piazza Alimonda”). Per nessuno come per lui era vero lo slogan «Il personale è politico», senza però dimenticare i riferimenti familiari, le origini contadine, il paese di Pavana, nel cuore dell’Appennino tosco-emiliano, il mulino di famiglia e il nonno emigrante in America (“Amerigo”).
Sabato 19 settembre 2026, ore 17.30
Omaggio a Francesco Guccini
Concerto-racconto con Alessio Lega (voce, chitarra), Guido Baldoni (voce, fisarmonica, pianoforte) e Massimo Germini (voce, chitarra classica, bouzouki).
Dove: auditorium G. Di Vittorio, Camera del Lavoro, corso di Porta Vittoria 43, Milano.
Ingresso libero fino a esaurimento posti.
Informazioni: www.cgil.milano.it; email: eury@iol.it e secondomaggio@alice.it;
cell: 3356616363.
articolo pubblicato il: 13/09/2026