periodico di politica e cultura 11 settembre 2026   |   anno XXVI
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copertina: LXXX stagione del Teatro Lirico Sperimentale "A. Belli" di Spoleto

"La cantatrice calva"

di Gabriele V. R. Martinelli


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Nemmeno tantissimi anni fa, mai si sarebbe potuto ipotizzare che il palcoscenico del Caio Melisso avesse potuto ospitare un’opera come “La cantatrice calva”. L’innovazione, a Spoleto, era prevista solo per il Festival, ma in altri campi, come le arti figurative. Nell’opera, la grande intuizione fu quella, probabilmente per la prima volta al mondo, di far truccare e mettere in costume i coristi e tirarli fuori da quel dietro alle quinte in cui di norma erano relegati. Allo sperimentale, invece, era destinato il pubblico dei melomani duri e puri, coloro che storcono il naso quando trovano, nel cartellone del loro teatro di riferimento, un’opera che non fa parte del grande repertorio.

Da qualche anno a questa parte, invece, allo Sperimentale si assiste da un deciso cambio di prospettiva, iniziato con la riproposizione di dimenticati intermezzi settecenteschi, con la loro musica frizzante ed allegra, fino al programma di questa ottantesima stagione, che vede tre opere su quattro proposte uscire decisamente da certi schemi.

Regia, scene, costumi e luci de “La cantatrice calva” sono stati affidati a Pier Luigi Pizzi, di ritorno a Spoleto dopo aver vinto lo scorso anno, insieme al Maestro Direttore Marco Angius, il premio Abbiati con il Trittico Negri. Pier Luigi Pizzi, classe 1930, è riuscito ad entrare alla grande nel ruolo di regista di un testo che, nell’originale versione teatrale di Ionesco, il regista ha visto e rivisto nel piccolo teatro Hachette di Parigi, in cui viene riproposto ogni sera dal 1950, contendendo a “Trappola per topi” di Agatha Christie il primato di spettacolo più rappresentato nello stesso teatro. L’omonima opera lirica di Luciano Chailly arricchisce il testo di Ionesco come le migliori trasposizioni operistiche riescono a fare quando tratte da testi teatrali già di per sé notevoli, come facevano i grandi compositori ottocenteschi. Ne “La cantatrice calva”, i cantanti sono chiamati ad alternare, amalgamandoli, momenti cantati con momenti recitati, insieme a movimenti sulla scena che non lasciano spazio ad azioni che non siano sincronizzate come un orologio, con un risultato perfetto sul piano teatrale.

Come ha spiegato il Direttore Artistico del teatro Lirico Sperimentale Enrico Girardi “è un’opera che mette il testo al centro; la musica sottolinea il testo, ma non ne segue pedissequamente la struttura drammatica. Ogni coppia dei personaggi è abbinata a un quintetto strumentale, archi per i Martin, fiati per Mary e il Capitano dei Pompieri, strumenti a pizzico per gli Smith, arpa, chitarra, clavicembalo, mandolino e mandola, strumento più grande del mandolino, che suona un’ottava sotto, a mio ricordo forse stato mai usato in un’opera”.

Il cast, come da diversi anni a questa parte è previsto, vede l’alternanza nei vari ruoli di più cantanti vincitori di concorso e formati a Spoleto: Nicola Di Filippo / Oronzo D’Urso come Signor Smith, Valentina Coletti / Simone van Seumeren Signora Smith, Davide Peroni / Stepan Polishchuk Signor Martin, Rosa D’Alise / Anna Pieri Signora Martin, Giorgia Cavaliere / Sara Di Santo Mary, Mattia Ribba / Davide Romeo Il capitano dei pompieri, Beatrice Caterino La cantatrice calva (voce interna).

articolo pubblicato il: 06/09/2026

La Folla del XXI Secolo - periodico di politica e cultura
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