periodico di politica e cultura 14 luglio 2024   |   anno XXIV
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cronache: in televisione

"Trenta Ore per la Vita"


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Torna in TV “Trenta Ore per la Vita”, con il numero solidale 45516: così l’associazione Trenta Ore per la Vita Onlus intende sostenere le famiglie dei pazienti pediatrici con malattie complesse che devono migrare per raggiungere i centri specialistici di cura. Dopo la campagna Rai della scorsa settimana, inizia la raccolta fondi su Sky dal 5 al 18 maggio, su La7 dal 6 al 19 maggio, su TV2000 dal 6 al 12 maggio infine su Mediaset dal 12 al 18 maggio. Ogni giorno infatti, in Italia, 240 bambini* devono andare a curarsi lontano da casa per una malattia grave e, spesso, senza la presenza di entrambi i genitori, che non possono permettersi economicamente di accompagnarli. Ma tenere unita la famiglia in momenti difficili è estrema-mente importante anche per affrontare al meglio le terapie.

Per questo motivo l’associazione Trenta Ore per la Vita fin dal 1996 ha avviato il Pro-getto HOME con l’obiettivo di realizzare case accoglienza provviste di mini appartamenti per assicurare ai bambini e agli adolescenti gravemente malati e alle loro famiglie una casa lontano da casa, in un luogo protetto e completamente gratuito per tutto il tempo necessario. Sono già state inaugurate 6 case, di cui l’ultima a Bari proprio lo scorso 19 febbraio e le altre a Modena, Pescara, Pisa e Napoli. Ad oggi, le case realizzate da Trenta ore per la Vita hanno regi-strato oltre 70.000 presenze, e le famiglie ospitate sono state più di 850. Anche quest’anno il Progetto HOME di Trenta Ore per la Vita sarà realizzato in partnership con la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS.

Obiettivo del progetto è quello di creare una struttura di accoglienza, una “Casa dei Bambini” destinata alle famiglie di minori affetti da gravi patologie. Si tratta di malattie, per lo più rare caratterizzate da un impatto sociale molto rilevante a causa della cronicità, del grado di compromissione funzionale e della ripetuta necessità di contatti con l’Ospedale. Al centro della cura non c’è solo il bambino, ma l’intero nucleo familiare che deve sostenere il carico assistenziale ed emotivo per la gestione della patologia del proprio figlio percorrendo centinaia di chilometri da tutta Italia. La nuova struttura - unica presente nel campus ospedaliero, la cui gestione sarà affidata a Fon-dazione per l'Infanzia Ronald McDonald - non verrà destinata solamente all’accoglienza, ma an-che alla promozione di percorsi di inclusione, sperimentazione tecnologica nella gestione di pa-tologie così complesse in una presa in carico socio-sanitaria integrata ed efficace.

Come ogni anno, infine, Trenta Ore per la Vita destinerà parte della raccolta anche al sostegno delle iniziative che fanno parte del Progetto Home già avviate nell’ambito dell’accoglienza delle famiglie dei bambini pediatrici emato-oncologici.

articolo pubblicato il: 03/05/2024 ultima modifica: 19/05/2024

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