periodico di politica e cultura 16 giugno 2024   |   anno XXIV
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i fantasmi del passato

di Carla Santini


nella stessa sezione:
“Finché il mondo retto sia, vivrà l’Austria-Ungheria”, recitava un vecchio proverbio austriaco. Nel 1918 l’impero austro-ungarico è finito e crollato. Per cui a distanza di 105 anni, è inutile scagliarsi contro l’Austria. In Italia, nel 1945, quindi 79 anni fa, il fascismo è uscito di scena, né, ragionevolmente, potrà mai tornare, come non torneranno gli Stati preunitari.

Parlare di antifascismo come valore da tenere presente in ogni occasione e momento della giornata, è del tutto anacronistico.

A livello di intellettuali, di liberi pensatori, di politici, di ideologi non è mai stata fatta una rilettura critica del fascismo e dell’antifascismo, tant’è che risulta sempre difficile districarsi nelle controversie.

In Germania il nazismo è stato riletto e metabolizzato, tanto da consentire la crescita di uno stato forte ed unitario. Ci sono frange di nostalgici hitleriani, come in Italia frange di orfani di Mussolini. E pensare che entrambi nascono dalla stessa matrice hegeliana che ha partorito anche il comunismo.

E forse a quel parto gemellare, si devono l’odio di chi non la pensa esattamente secondo i propri schemi e l’intolleranza verso il nemico e non, come sarebbe auspicabile, l’avversario politico. E gli strumenti a disposizione non mancano, ad esempio le elezioni liberamente indette ed espletate.

La nostra scadente attuale classe dirigente preferisce la strada dell’insulto, del dileggio, armata dei vecchi arnesi elettoralistici.

La gente, forse, meno sprovveduta di un tempo, non crede più alla Madonna pellegrina, di democristiana memoria, o allo slogan “ha da veni Baffone” caro ai vecchi comunisti; è più attenta al presente, al quotidiano.

Le battaglie ideologiche, che la sinistra ha sfoderato negli anni, non fanno più presa se non in quei quattro nostalgici settantenni, residuale sindacale sempre più avulso dalla realtà.

La difficilissima situazione internazionale dovrebbe spingere tutti a riflettere sulla opportunità di ridare smalto, lustro e, soprattutto dignità all’azione politica. Si vince e si perde sul campo, ovvero nelle cabine elettorali.

articolo pubblicato il: 23/04/2024 ultima modifica: 04/05/2024

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