periodico di politica e cultura 29 gennaio 2023   |   anno XXIII
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copertina: il ricordo dell'ANEI di Perugia

seicentomila militari nei lager


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La legge 296/2006 che ha istituito il Giorno della Memoria il 27 gennaio, data della liberazione di Auschwitz, ha ricompreso nella celebrazione anche i cittadini italiani deportati e internati nei lager nazisti. Tali sono stati gli Internati Militari Italiani (I.M.I.): circa 630.000 militari che, dopo l’otto settembre 1943, rifiutarono la collaborazione con il nazifascismo e, per questo rifiuto, furono costretti a subire gli stenti, le privazioni e il lavoro coatti nei lager tedeschi per 20 lunghi mesi, fino alla fine della guerra. Privi dello status di “prigioniero di guerra” e quindi senza alcuna tutela internazionale garantita dalla Convenzione di Ginevra del 1929, vissero la prigionia in uno stato di completa soggezione.

Gli I.M.I. furono sottoposti dai loro carcerieri a misure vessatorie e intimidatorie, costretti a vivere in ambienti malsani, con pochissimo cibo e, nella stragrande maggioranza, obbligati al lavoro forzato svolgendo anche attività pericolose come, ad esempio, quelle nelle miniere.

Gli I.M.I., fiaccati nel fisico, avrebbero potuto affrancarsi dalla loro drammatica condizione e rientrare in Italia se avessero risposto positivamente ai pressanti “inviti” a collaborare rivolti sia dai tedeschi, sia dai Gerarchi inviati dal Regime fascista per reclutare soldati per il neocostituito Esercito Repubblicano.

Circa 50.000 non tornarono. A questi Caduti si devono aggiungere il numero altissimo di decessi, che non è possibile precisare, di malati che dopo il rientro in Italia morirono in conseguenza e per effetto della loro permanenza nei lager.

I Reduci dei Campi di concentramento al termine del Conflitto, al loro rientro in Patria, furono accolti in un’atmosfera di generalizzato disinteresse, in un Paese impoverito e distrutto che voleva dimenticare la guerra e con una situazione politica e sociale carica di tensioni. Tutte le parti politiche li trascurarono e spesso furono trattati con malcelata indifferenza, talvolta con sospetto e, di fatto, furono defraudati del ruolo avuto nella Resistenza al nazifascismo. Fu anche per questo che gran parte degli ex Internati preferì non parlare della propria esperienza, forse non sarebbero stati creduti, forse non sarebbero stati compresi.

La vicenda fu anche taciuta per motivi di opportunità politica fino agli anni 90 quando il gesto eroico del rifiuto, finalmente, assunse il carattere di embrione della Resistenza. La vicenda, peraltro neppure trattata nei testi scolastici, è tuttora nota solo a pochi. Da pochi anni, finalmente, gli I.M.I. sono considerati a tutti gli effetti protagonisti della Resistenza i cui principi sono a fondamento della nostra Carta Costituzionale.

Ora che i protagonisti sono tutti o quasi “andati avanti” per ragioni naturali, siamo noi figli che curiamo la tutela della memoria di fatti che riguardarono la maggior parte delle famiglie italiane dell’epoca.

La campagna di informazione/formazione 2022-2023 ci ha consentito di intrattenere sull’argomento gli allievi di svariate scuole nella provincia di Perugia con filmati e testimonianze, di allestire una mostra documentaria a Spoleto (a cura della Delegazione locale) inaugurata il 21 gennaio.

Per la mattinata del 26 gennaio è previsto un evento dedicato agli allievi del del Liceo Galilei (Prof. Enrico Mercati) e alla presentazione di “Un mare di ricordi” di Paolo Vandone presso la sede istituzionale della Sala dei Notari, seguito, nel pomeriggio alle ore 17:30, dal concerto Per non dimenticare… offerto alla cittadinanza in collaborazione con AGIMUS (Maestro Salvatore Silivestro)

La mattina del 27, infine, si svolgerà nel parco Decathlon la gara di corsa campestre “Sport Storia Memoria” (Prof. Luigi Esposito e altri), proprio nei pressi del monumento agli I.M.I., alla quale prederanno parte gli allievi di alcune scuole coinvolte nel progetto di formazione. Contiamo, con questi eventi, di destare curiosità, attenzione e rispetto per il tema proposto.
Marco Terzetti - Presidente

articolo pubblicato il: 21/01/2023

La Folla del XXI Secolo - periodico di politica e cultura
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