periodico di politica e cultura 29 gennaio 2023   |   anno XXIII
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teatro: al Teatro Menotti di Milano

Uno, nessuno e centomila

Pubblicato nel ’25 a puntate, in versione definitiva l’anno dopo, ma iniziato nel decennio precedente, Uno, nessuno e centomila, l’ultimo romanzo di Luigi Pirandello, è la summa del suo pensiero, della sua sterminata riflessione sull’Essere e sull’Apparire, sulla Società e l’Individuo, sulla Natura e la Forma, che approda sul palcoscenico del Teatro Menotti, dal 24 al 29 gennaio, con la regia di Antonello Capodici e l’interpretazione di Pippo Pattavina e Marianella Bargilli. L’Autore stesso, in una lettera autobiografica, lo definisce come il romanzo più amaro di tutti, profondamente umoristico, di scomposizione della vita. Attualissimo, nella descrizione della perdita di senso che l’Uomo contemporaneo subisce a fronte del sovrabbondare dei macrosistemi sociali, che finiscono con l’annullarlo, inglobandolo: dallo Stato alla Famiglia, dall’istituto del Matrimonio al Capitalismo, dalla Ragione alla Follia.

La scena è abbacinante. Di un bianco perfetto, luminoso, totale. Una scatola bianca, ma ad una visione più attenta capiremo che le pareti non sono così “innocenti” come sembrano. Un’overture dalla quale si dipanano sia la vicenda che il suo commento. Siamo in molti luoghi, cioè in nessuno. La mente del Protagonista, certo. Ma anche una cella, una stanza d’ospedale o di manicomio. È un luogo “non-luogo”, che però si riempie subito di visioni. L’eleganza formale di un Maestro come Pattavina: spensierato narratore in flash-back. Furente doppio di sé stesso nelle vicende più dolorose. In questo auto-sostituirsi, c’è persino il possibile riscatto all’impotenza originaria, all’inanità di una esistenza precedente, inconsapevolmente sprecata. Una sola attrice – il ‘femminile’, mutevole, soggiogante, oscuro ed ambiguo, di Marianella Bargilli, inquieta ed inquietante – interpreta sia la moglie Dida che la ‘quasi amante’ Maria Rosa, provocantemente ingenua, in maniera speculare, costretta com’è nel suo disturbo ‘evitante’. E non tragga in inganno la struttura tradizionale del romanzo d’origine: sì che ribolle delle stesse ferocie familiari che hanno reso l’autore, l’intelligenza più acuta, crudele, definitiva di tutto il Novecento. Pirandello, infatti, anticipando di decenni le conclusioni della ‘Gestalt’, descrive, in realtà, dei sintomi. Scopre – fra le pieghe di un apparente ‘feuilleton’ – una vasta rete di disturbi e nevrosi, epitome di un più ampio malessere, che contagia le società moderne come, tutt’oggi, le intendiamo. Sono tratti di personalità istrioniche; disturbi ‘borderline’; disturbi ego-sintonici, che i personaggi del dramma hanno tramutato in manie compulsive, in ansie da controllo. Rimane, infine, la libertà del racconto. La forza redentrice del relativismo, il sollievo del ridicolo. Narrazione /interpretazione/ esposizione: le atmosfere oniriche, le evocazioni. (Antonello Capodici)

Uno, nessuno e centomila

Produzione ABC Produzioni e ATA Carlentini

Di Luigi Pirandello Regia Antonello Capodici Con Pippo Pattavina, Marianella Bargilli, Rosario Minardi, Giampaolo Romania, Mario Opinato Costumi Sartoria Pipi Palermo Assistente alla regia Alessia Zarcone Musiche originali Mario Incudine Scene Salvo Manciagli durata: 120 minuti in due atti

TEATRO MENOTTI Via Ciro Menotti 11, Milano - tel. 0282873611 - biglietteria@teatromenotti.org ORARI BIGLIETTERIA Dal lunedì al sabato dalle ore 11.30 alle ore 19.00, dalle 19.00 alle 20.00 solo nei giorni di spettacolo Domenica ore 14.30 | 16.00 solo nei giorni di spettacolo Acquisti online Con carta di credito su www.teatromenotti.org ORARI SPETTACOLI Dal martedì al sabato ore 20 Domenica ore 16.30 Lunedì riposo

articolo pubblicato il: 22/01/2023

La Folla del XXI Secolo - periodico di politica e cultura
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