periodico di politica e cultura 6 ottobre 2022   |   anno XXII
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arte e mostre: ritratto di Francesco Guadagnuolo

dedicato ad Elisabetta II

È scomparsa a 96 anni la Regina Elisabetta II, dopo oltre 70 anni di Regno. Ha navigato le trasformazioni di mezzo secolo e ventidue anni del terzo millennio diventando icona universale. Durante la Guerra fredda, ha assunto un ruolo importante per i rapporti geopolitici. Ha visto il cambiamento della Gran Bretagna – e di un mondo – superando le difficoltà del secondo dopoguerra fino al disagio della Brexit, della pandemia da Covid e le difficoltà politiche ed economiche correnti. É stato l’incarico di Regnante più longevo della storia. Il 6 febbraio 2022 Elisabetta II ha conseguito 70 anni di Regno Unito, divenendo la prima Regina inglese a giungere al Giubileo di Platino, celebrato con quattro giorni di festeggiamenti. La regina è deceduta, nella residenza estiva, di Balmoral.

Francesco Guadagnuolo gli dedica un ritratto ad olio su tela alla grande Sovrana, a miticizzare la Sua vita e morte nella stessa opera artistica. Nel ritratto rivela la Regina segnata, sì dal tempo ma nobile nella sua solennità. Nell’opera Guadagnuolo ha inserito un francobollo che la raffigura quando 26enne, il 6 febbraio 1952, saliva al Regno. Così Guadagnuolo vuole fare osservare passato e presente che s’incontrano e segnano i 70 anni di Regno Unito come se tutto questo custodisse il vero stato d’animo della Sovrana. Nell’opera tempo e spazio non sono dimensioni disgiunte, ma fluenti uno nell’altro, interpretano artisticamente e catturano i caratteri somatici della Regina nell’avanzare del tempo. Un tempo, che sia umano, ma anche a volte soprannaturale e consequenziale, con l’intensità con cui lo spazio visivo è rivissuto e condiviso. Il ritratto di Guadagnuolo esprime anche preoccupazione e fermezza, nonché emozionalità. Rivela nel ritratto alla Regina, un contegno superiore tale per reagire allo sconvolgimento di una guerra assurda nata il 24 febbraio 2022 nel cuore dell’Europa, di cui non sappiamo come va a finire. Insomma un ritratto che fa pensare la situazione drammatica che il mondo sta passando.

Per questo modo di lavorare di Guadagnuolo gli arriva il riconoscimento critico, nel 1995 dallo storico dell’arte Antonio Gasbarrini per il suo nuovo modo di affrontare la realtà denominando “transreali” le sue opere. Facendo vedere ciò che non è visibile dall’esterno secondo il principio “Arte oltre la Realtà, Vita oltre la Realtà”. L’artista analizza la realtà andando in profondità come ha fatto con questo ritratto moderno, riuscendo a cogliere l’anima della Sovrana che è l’aspetto meno visibile e più riservato, coniugando all’immagine i principi artistici di armonia e verità. In quest’arte difficile egli sa utilizzare il materiale pittorico con rapidi e densi tratti, riuscendo ad evidenziare, al di là della somiglianza fisica, le peculiarità più profonde dell’animo e del carattere del personaggio rappresentato.

Nel ’900 la ritrattistica era influenzata dall’arte astratta che dava ad un’opera d’arte poco significato alla fisionomia. Mentre Guadagnuolo riesce a mettere insieme rappresentazione oggettiva, fisionomia ed elementi di astrazioni di una realtà trasfigurata, dando idea per questo ritratto sia della Monarchia e sia della vitalità della Regina riuscendo nei riguardi del ritratto a catturare la psicologia all’interno del suo “Transrealismo”.

Guadagnuolo ne fa un ritratto, quello dedicato ad Elisabetta II, ancora con cuore palpitante, pieno di tenerezza, atto ancora a vivere, parlare e a consigliare al Suo pur sempre fedele popolo, per essere ancora un orientamento per il futuro del mondo, un’altra volta da salvare, in un momento di crisi politica, ideologica e culturale.

articolo pubblicato il: 09/09/2022 ultima modifica: 15/09/2022

La Folla del XXI Secolo - periodico di politica e cultura
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