periodico di politica e cultura 16 agosto 2022   |   anno XXII
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arte e mostre: al Sacro Bosco di Bomarzo (VT)

Cascella e Scarmiglia

Per la prima volta, l’arte contemporanea incontra l'arte in ogni sua forma nella dimensione mistica e onirica del Sacro Bosco di Bomarzo (VT), grazie alla mostra Capsula del Tempo con le sculture di Tommaso Cascella e Sandro Scarmiglia. Dal 16 luglio al 23 ottobre - nella cornice di uno dei luo-ghi più suggestivi d'Italia, al fianco di case storte e bocche fuori misura, metamorfosi di corpi e ani-mali - sarà possibile ammirare le creazioni contemporanee di due scultori di chiara fama che, sin da-gli anni ’90, hanno fatto della scultura e dell’arte la propria ragione di vita, tra ricerca e contaminazio-ne. Entrambi romani, Tommaso Cascella e Sandro Scarmiglia, con le loro sculture, ripropongono lo spaesamento che ogni avventore può avvertire e subire nel Sacro Bosco di Bomarzo, attraver-sando così un ponte temporale che si riconnette direttamente a questo luogo.

Capsula del Tempo finisce dunque per creare un nuovo mistero in un confronto e dialogo e, con un cortocircuito temporale, fa proprio il messaggio cifrato lasciato dall’Orsini. È il 1552 – di fatto - quando Vicino Orsini inventa il suo Sacro Bosco ‘Sol per sfogare il core’ dando inizio alla costruzione di uno dei luoghi più enigmatici del Rinascimento. Nel piccolo feudo di Bomar-zo, Orsini crea un giardino surreale, straordinario e disorientante, un labirinto ermeneutico. In epo-ca contemporanea Salvador Dalì per primo, poi Marcel Duchamp, André Breton, Willem de Koo-ning, Niki de Saint Phalle e molti altri personaggi dell’arte e della cultura visitano e rimangono affa-scinati dal mondo di Vicino, che dagli anni ’50 del secolo scorso è divenuto di proprietà e poi recupe-rato dalla famiglia Bettini. Un luogo che fa dell’arte il proprio strumento ma anche l’unico fine.

Cascella e Scarmiglia, per le loro forme arcaiche, usano il ferro e il cemento per datare il nostro tempo tecnologico e precario. In una conversazione a due - anzi a tre considerando Vicino - riprendono il fantastico e l’alchemico del Parco, inglobando tutto in un gioco di forma e luce intenso e fluido, in assoluta relazione e armonia con lo spazio. È in questa dimensione che entrerà il visitatore di Capsula del Tempo. E qui ci si auspica che pos-sa ritrovarsi immerso, camminando attraverso quest'arte misterica e senza tempo, e in contatto con altre dimensioni. Un dialogo fra misteri, fra arti plastiche, in comunicazione tra loro lungo la linea del tempo e - al tempo stesso - con la stessa dimensione creativa a cui l'arte attinge da sempre, traen-done fonte e ispirazione. È proprio in questa sfera di creazione e mistero che si incontrano, un uni-verso parallelo e fantastico sospeso nello spazio e nel tempo al quale attinge l'arte e il nostro incon-scio.

La mostra nasce dall’iniziativa congiunta tra il Sacro Bosco e l’Associazione Cultura-le ‘Arte e Benessere’ di Bomarzo, ed anticipa un denso programma di eventi per il cinquecen-tenario della nascita di Vicino Orsini che ricorrerà nel 2023.

Sandro Scarmiglia nasce a Roma il 3 dicembre 1964. Si diploma in pittura all'Academia di Belle Arti di Brera nel 1990. Nello stesso anno ha inizio la sua collaborazione in qualità di ass. co-stumista e scenografo per programmi televisivi in Rai e in Fininvest. Nel 1996 approda al cinema come assistente con il film Luna e l'altra di M.Nichetti, collabora alla realizzazioni di grandi eventi e convention, in seguito firma scene e costumi per spettacoli teatrali. Con A.m.r.e.f. e Dulcimer parte-cipa al progetto di recupero dei ragazzi di strada a Nairobi, realizza scene e costumi per il musical Mgona mtaani di Giovanni Lo Cascio che debutta in Italia a Umbria jazz nel 2009. Per SKY firma le scenografie per i docufilm Caravaggio l'anima e il sangue, regia Jesus Garces Lambert, e Raffaello amori e passioni, regia di Massimo Ferrari. Parallelamente al suo percorso professionale di sceno-grafo ha sempre mantenuto vivo il suo interesse profondo per una propria e intima ricerca plastica, approdando in fine alla scultura.

Tommaso Cascella nasce a Roma nel 1951 dalla pittrice Annamaria Cesarini Sforza e dal-lo scultore Pietro, ha dipinto sin da bambino negli studi di suo padre e di suo zio Andrea. Dopo gli studi alla Facoltà di Architettura che ha frequentato per alcuni anni, nel 1973 apre la stamperia d’arte e casa editrice Etrusculudens insieme alla sua prima moglie Emma Politi. La passione per la stampa lo trova anche oggi con le nuove pubblicazioni del “Cervo Volante collaborando con artisti e poeti. La sua prima mostra personale di pittura è del 1985 ed esordisce con la scultura nel 1991 nella Galleria Mara Coccia di Roma. Ad oggi ha realizzato circa 150 mostre personali e innumerevoli collettive ed è presente in numerosi musei e collezioni private.

articolo pubblicato il: 01/07/2022

La Folla del XXI Secolo - periodico di politica e cultura
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