periodico di politica e cultura 18 agosto 2022   |   anno XXII
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teatro: alla Fortezza di Castelfranco di Finale Ligure ed al Teatro romano di Carsulae di Terni

Aiace

Domenica 17 luglio 2022 FINALE LIGURE (Savona) – Fortezza di Castelfranco / Giovedì 28 luglio 2022 TERNI, Teatro romano di Carsulae

Traduzione di Maria Grazia Ciani Consulenza letteraria Giorgio Ieranò Con Corrado d’Elia, Alberto Giusta, Andrea Nicolini, Marco Rivolta Musiche originali scritte da Mario Incudine Eseguite dal vivo da Giorgio Rizzo Scene e costumi Domenico Franchi Assistente scene e costumi Laura Giannisi Sarta Umberta Burroni Assistente alla regia Marco Rivolta Direttore di produzione Lucia Lombardo Produzione Teatro Pubblico Ligure

Sergio Maifredi dirige “Aiace” di Sofocle. La scena è un cubo nel nulla come il monolite conficcato a terra di “2001 Odissea nello spazio”. L’azione è sospesa nel tempo presente. Questo è un “Aiace in scatola”. Tre attori per coprire tutti i ruoli, come era nel principio della tragedia greca, più uno per la voce del coro. Il nuovo spettacolo di Teatro Pubblico Ligure è prodotto per STAR – Sistema Teatri Antichi Romani, un progetto realizzato con la Direzione Regionale Musei Liguria. Dopo l’anteprima del 27 giugno alla settima edizione del “Portus Lunae Art Festival” nell’anfiteatro di Luni, in provincia della Spezia, la prima nazionale va in scena martedì 28 giugno al Teatro Romano di Fiesole, ospite della 75ª Estate Fiesolana. Il tour prosegue l’8 luglio nel teatro romano di Ventimiglia per la seconda edizione dell’Albintimilium Art fEst, il 17 luglio alla Fortezza di Castelfranco di Finale Ligure in provincia di Savona e il 28 luglio all’area archeologica di Carsulae a Terni. «”Aiace” – dichiara il regista Sergio Maifredi - lo lessi per la prima volta in quinta ginnasio, nella traduzione di Umberto Albini. Partii per la Grecia portandomelo nello zaino. Un eroe smisurato e inflessibile. Come lo è la giovinezza. Poi per quaranta anni è rimasto lì, come un eroe sempre più distante da me. Ora lo ritrovo, guardandolo dalla prospettiva di Odisseo: della maturità che sconfina con la vecchiaia o, se vogliamo essere ottimisti, con la saggezza. Odisseo sa curare, seppur post mortem, il gigantesco furore di Aiace, sa trovare una via di uscita al conflitto che aveva dato scacco matto all’eroe. Odisseo è l’eroe moderno. Forse anzi un anti eroe, che davvero ambisce al suo destino di essere finalmente nessuno».

“Aiace” mette in campo la fine dell’età eroica che cede il passo alla logica del compromesso, quindi della politica. Le armi di Achille, secondo le regole d’onore della guerra, dovevano andare al più valoroso tra gli Achei, Aiace. Ma a ottenerle, grazie alla sua abilità retorica, è Ulisse. Un’ingiustizia che conduce a pensieri di vendetta, trasformati presto in azione. La messa in scena si avvale e della consulenza letteraria di Giorgio Ieranò, professore ordinario di Letteratura greca all’Università di Trento, considerato da Maifredi «un vero e proprio coach» che insieme alla traduzione di Maria Grazia Ciani, già docente di Storia della tradizione classica all’Università di Padova, lo hanno fatto entrare nel mondo potente di Sofocle. Tutti i personaggi sono interpretati da Corrado d’Elia, Alberto Giusta, Andrea Nicolini e Marco Rivolta, diretti da Sergio Maifredi, attori e compagni di viaggio che hanno dato corpo e voce ai suoi pensieri. I doppi e tripli ruoli di cui si fanno carico gli interpreti, mettono in luce cortocircuiti tra i personaggi: Teucro è anche Aiace; i due eroi fratelli sono indissolubili, sovrapponibili. Come lo sono Agamennone e Menelao. Odisseo ha la stessa voce, lo stesso volto di Tecmessa, la donna di Aiace. Odia Aiace ma è capace di compassione per Aiace, come Tecmessa. Le musiche originali composte da Mario Incudine con la collaborazione di Antonio Vasta ed eseguite dal vivo da Giorgio Rizzo, sono il vero e proprio coro di questa tragedia essenziale. Domenico Franchi, scenografo e costumista, ha sospeso la tragedia in un tempo presente, in cui ognuno può cercare il senso di una storia d’armi, onore, giustizia e memoria, temi presenti in ogni battaglia.

Con “Aiace” prende avvio la trilogia odissiaca, che proseguirà con “Filottete” ed “Ecuba”, sempre dirette da Sergio Maifredi per Teatro Pubblico Ligure. Queste tragedie hanno in comune il personaggio di Odisseo e l’ambientazione: una spiaggia, quasi una terra desolata, un deserto beckettiano, dove si stagliano solo i corpi degli attori e dove rivive, in scena, il mito dell’uomo dal multiforme ingegno. Dopo aver lavorato per oltre dieci anni sull’Odissea, Sergio Maifredi porta in scena le tragedie Odissiache: Aiace (nel 2022), Filottete (nel 2023) e Ecuba (nel 2024).

Sergio Maifredi, nato a Genova nel 1966, regista, presidente e direttore artistico di Teatro Pubblico Ligure, da lui fondato nel 2007. Dirige teatri e festival. È ideatore di progetti di audience engagement e community development (Atlante del Gran Kan) per Amministrazioni Pubbliche e Comuni, Fondazioni, Istituti Italiani di Cultura e Istituzioni internazionali. Dal 2019 è direttore artistico per la Città di Barletta dell’evento storico La Disfida di Barletta. Direttore artistico di Cinque Terre Art Festival e Portus Lunae Art Festival. Ideatore del progetto di rete STAR sistema teatri antichi romani. Curatore delle mostre d’arte Yves Klein, judo e teatro, corpo e visioni (2012) con Bruno Corà e Tutto il Teatro in un manifesto, il manifesto d’arte in Polonia a vent’anni dalla caduta del Muro (2009) a Palazzo Ducale di Genova. Ha diretto oltre cinquanta spettacoli.

Giorgio Ieranò è professore ordinario di Letteratura greca all’Università di Trento. Si occupa anche di traduzioni e adattamenti teatrali di classici greci. Tra le sue pubblicazioni si ricordano: Arianna. Storia di un mito (2010), La tragedia greca. Origini, storia, rinascite (2010), Olympos (2011), Eroi (2013), Antichi silenzi (2016), Demoni, mostri e prodigi. L'irrazionale e il fantastico nel mondo antico (2017), Arcipelago. Isole e miti del Mar Egeo (2018), Olympos.Vizi, amori e avventure degli antichi dei (2019), Parole della nostra storia. Perché il greco ci riguarda (2020), Gli eroi della guerra di Troia. Elena, Ulisse, Achille e gli altri (2020), Demoni, mostri e prodigi. L’irrazionale e il fantastico nel mondo antico (2021), Elena e Penelope. Infedeltà e matrimonio (2021).

Maria Grazia Ciani ha insegnato Storia della tradizione classica all’Università di Padova. Presso la casa editrice Marsilio ha fondato e diretto la collana di classici greci e latini «Il convivio» e «Variazioni sul mito», per la quale ha curato i volumi dedicati a Medea, Antigone, Fedra, Orfeo e Ulisse. Sempre per Marsilio ha pubblicato i romanzi Storia di Argo (2006, 2021) e La morte di Penelope (2019, 2021 tascabile UE) e il saggio Le porte del mito. Il mondo greco come un romanzo (2020). Nel corso della sua carriera si è occupata soprattutto di epica e di tragedia, e ha studiato la sopravvivenza dei miti letterari e iconografici nelle letterature e nell’arte dell’Occidente.

articolo pubblicato il: 14/07/2022

La Folla del XXI Secolo - periodico di politica e cultura
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