periodico di politica e cultura 16 agosto 2022   |   anno XXII
direttore: Gabriele Martinelli - fondato il 1/12/01 - reg. Trib. di Roma n 559/02 - tutte le collaborazioni sono a titolo gratuito
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arte e mostre: Palazzo Ducale, Palazzo dei Consoli, Museo Diocesano di Gubbio

Federico da Montefeltro e Gubbio

Federico da Montefeltro è il protagonista dell’estate a Gubbio, che celebra i 600 anni dalla nascita del duca, avvenuta in questa città nel 1422, con la grande mostra evento “Federico da Montefeltro e Gubbio. Lì è tucto el core nostro et tucta l’anima nostra”, dal 20 giugno al 2 ottobre 2022. Ad ospitarla sono i tre luoghi espositivi più emblematici della città, il Palazzo Ducale, il Palazzo dei Consoli e il Museo Diocesano. L’esposizione accende i riflettori su questo illustre personaggio della storia italiana che tanto lustro diede alla città di Gubbio, dove edificò il suo secondo Palazzo Ducale. Grande condottiero e uno dei principali mecenati del Rinascimento, amava le arti, la musica, la letteratura, le scienze matematiche e astronomiche. «Lì è tucto el core nostro et tucta l’anima nostra», così scriveva il duca in una lettera inviata nel 1446 a Gubbio per esternare il suo chiaro affetto alla città, parole prese in prestito per il titolo della mostra.

La mostra ripercorre i momenti gloriosi vissuti da Gubbio dalla nascita di Federico da Montefeltro nel 1422, avvenuta proprio nella città umbra, alla morte del figlio Guidubaldo, l’ultimo dei Montefeltro, nel 1508. Diventa l’occasione per rileggere la storia di Gubbio tra la fine del Trecento e gli inizi del Cinquecento, ancora percepibile in ogni angolo del suo centro storico, con un unico percorso di visita che entra nei palazzi e ne mostra le stanze e le collezioni permanenti, connettendosi al contesto urbano. Ogni sede della mostra ospita un ambito peculiare con più sezioni che abbracciano nella totalità la figura di Federico da Montefeltro e permettono di scoprire il suo rapporto con Gubbio. A Palazzo Ducale è raccontata la vita di corte, le vicende costruttive del palazzo, le conoscenze e frequentazioni del duca, le arti a Gubbio nel periodo feltresco. Interessante la sezione dedicata alla musica, con gli strumenti rappresentati nelle tarsie dello Studiolo. Palazzo dei Consoli intreccia il tema delle “armi” e delle “lettere”: una prima sezione è dedicata al fare, guardare e pensare la guerra all’epoca di Federico da Montefeltro e un’altra alla cultura umanistica del duca. Pregevole la Battaglia di Pidna attribuita al Verrocchio o il grandioso Martirio di San Sebastiano del Signorelli. Al Museo Diocesano, infine, l’esposizione è dedicata alle scienze matematiche, astronomiche e astrologiche, particolarmente care al duca e fonti della sua formazione culturale e spirituale. Il percorso espositivo presenta opere concesse in prestito da prestigiose istituzioni italiane e straniere nonché da collezionisti privati: manoscritti, dipinti, documenti, medaglie, monete, armi, armature, sculture, arredi. In particolare dalla Biblioteca Apostolica Vaticana, che conserva l’intera biblioteca di Federico e dei suoi successori, giungono eccezionalmente quindici splendidi manoscritti (tra essi solo due facsimili), distribuiti fra le tre sedi.

La mostra, a cura di Francesco Paolo Di Teodoro con Lucia Bertolini, Patrizia Castelli, Fulvio Cervini, è promossa dal Comitato nazionale per la celebrazione del sesto centenario della nascita di Federico da Montefeltro, Direzione Regionale Musei Umbria, Comune di Gubbio, Diocesi di Gubbio, Palazzo Ducale di Gubbio, Palazzo dei Consoli e Museo Diocesano con il contributo della Regione Umbria, il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, in collaborazione con Gubbio Cultura e Multiservizi e Festival del Medioevo. Il catalogo è di Silvana editoriale. L’organizzazione è affidata a Maggioli Cultura.

Cuore della mostra è il Palazzo Ducale di Gubbio, allo stesso tempo contenitore ed esso stesso oggetto d’esposizione. Federico lo fece edificare integrandovi quelle che erano le sedi delle antiche magistrature della città umbra, abbandonate già nel 1321. Con una residenza in posizione urbica elevata e fronteggiante la cattedrale, ripropone la condizione del suo palazzo ad Urbino: poteri politico e religioso affiancati e l’uno in prosecuzione dell’altro. Sottolinea così, anche idealmente e in continuità con la memoria dei luoghi del potere, il suo dominio. Anche qui realizza il suo Studiolo con tarsie in legno che descrivono i suoi interessi e le virtù umanistiche.

Il curatore Francesco Paolo Di Teodoro con Lucia Bertolini, Patrizia Castelli, Fulvio Cervini: «È con Federico da Montefeltro e con la costruzione del palazzo in “corte vecchia” che Gubbio diviene la seconda sede del ducato, una seconda capitale ricca di vestigia preromane e classiche. Un luogo dove Federico fa replicare lo studiolo – legando indissolubilmente il palazzo marchigiano e quello umbro – e dove la corte può trasferirsi e alloggiare godendo degli stessi privilegi e “comodità” di Urbino, ma lontano dalle ambasce politiche e militari. D’altro canto la città è un avamposto strategico, lungo la strada che unisce l’Adriatico al Tirreno, il baluardo occidentale del ducato e insieme luogo di diffusione della cultura “urbinate” in un entroterra crocevia di linguaggi artistici e letterari di differente ispirazione. Sono queste le ragioni forti e le motivazioni alla base della mostra di Gubbio in occasione del sesto centenario della nascita di Federico (1422-2022)».

“Federico da Montefeltro e Gubbio” è una mostra preziosa che trasmette al visitatore il fascino della scoperta di un personaggio dalla forte personalità, dal punto di vista storico e culturale, e della sua città natale. Un omaggio unico di Gubbio al grande duca Federico da Montefeltro.

Itinerario e opere in mostra

Palazzo Ducale

Unico esempio di architettura rinascimentale in una città prettamente medievale, sorge di fronte al Duomo ed è frutto dell’ampliamento e della trasformazione di un nucleo di edifici medievali. Venne costruito a partire dal 1476 per volere di Federico di Montefeltro, su disegno di Francesco di Giorgio Martini da Siena. L'opera fu compiuta sotto il figlio Guidubaldo. Il palazzo si distingue per la finezza architettonica e la ricercatezza delle decorazioni. Nelle sale interne, corredate ancora di alcuni originari arredi, è esposta un’interessante raccolta di opere d’arte che illustrano le principali fasi evolutive della pittura eugubina tra XIII e XVIII secolo. La visita al Palazzo prosegue con la pregevole copia dello "studiolo" di Federico da Montefeltro, rivestito di pannelli intarsiati (l'originale dell'opera si trova al Metropolitan Museum di New York). A piano terreno è possibile accedere all’area scavata al di sotto del cortile, dove vi sono vestigia delle preesistenti strutture medievali.

Le opere in mostra a Palazzo Ducale

Il Palazzo Ducale di Gubbio ospita il cuore della mostra, curata da Francesco Paolo Di Teodoro. In una prima sezione ritratti, medaglie e monete ricostruiscono visivamente la trama della rete di conoscenze e frequentazioni del conte, poi duca, dando conto della produzione dei maggiori medaglisti del XV secolo. Alle vicende costruttive del Palazzo sono dedicate due sezioni incentrate sulla figura dell’architetto senese Francesco di Giorgio Martini e sul suo ruolo al servizio del duca. Gran parte del suo lascito manoscritto, per la prima volta riunito, è presente in mostra, assieme ai testi che ricostruiscono il clima scientifico e culturale di riferimento, dal De architectura di Vitruvio all’Abaco di Piero della Francesca. Agli elementi architettonici del Palazzo e agli arredi originali tuttora presenti sono affiancati importanti prestiti, procedendo a una ricomposizione con apparati tecnologici e virtuali. Un’ampia sezione riguarda le arti a Gubbio da Guidantonio a Guidubaldo da Montefeltro, con preziosi fronti di cassoni nuziali, porte e manufatti intarsiati, dipinti preziosi di Francesco di Giorgio e collaboratore, di Ottaviano Nelli, di Jacopo Bedi, del Maestro della Charitas bentivogliesca, di Sinibaldo Ibi. Un’ultima sezione ruota attorno alla musica e agli strumenti musicali rappresentati nelle tarsie dello Studiolo, accompagnati da alcune ricostruzioni e dalle Muse musiciste di Giovanni Santi.

Palazzo dei Consoli

Costituisce con il complesso di piazza Grande e Palazzo del Podestà, una tra le più maestose e ardite realizzazioni urbanistiche medievali. Testimonia la grandiosità del progetto politico e istituzionale del Libero Comune di Gubbio. La costruzione del complesso monumentale, nato come nuovo centro politico e simbolo della città e del territorio, viene decretata tra il 1321 e il 1322. Dal 1909 le sale di Palazzo dei Consoli ospitano le collezioni del Museo Civico. La raccolta museale, allestita su diversi piani, illustra la storia e la cultura locale dalla preistoria al XX secolo. Tra le opere più importanti, le Tavole Iguvine, il più lungo e importante testo rituale dell’Italia antica: sette lastre di bronzo redatte in lingua umbra utilizzando due alfabeti ‘internazionali’ dell’epoca, il primo etrusco, il secondo latino.

Le opere in mostra a Palazzo dei Consoli

Il Palazzo dei Consoli è sede di due sezioni della mostra che intrecciano le “lettere” e le “armi”, nella convinzione che questi due fondamentali campi dell’attività di Federico, e del suo essere uomo di governo, siano di fatto inseparabili. Sono curate da Fulvio Cervini e Lucia Bertolini. La prima sezione riguarda Federico uomo d’arme, con un focus sul ruolo di condottiero delineato attraverso una selezione di armi da offesa e difesa, comprese quelle artiglierie di cui il duca fu grande coltivatore; ma anche trattati d’arte militare, sculture e dipinti, come la splendida Battaglia di Pidna prestata dal Musée Jacquemart-André di Parigi, attribuita al Verrocchio, o il grandioso Martirio di San Sebastiano di Luca Signorelli. L’esposizione vuole restituire complessità e contraddizioni di una civiltà in cui fare la guerra è importante quasi quanto raccontarla e rappresentarla. La seconda sezione inerisce alla cultura umanistica del duca vista però prescindendo dal mito successivo del principe umanista (o meglio ricostruendone la formazione). Assume come punto di vista la città umbra e il suo clima culturale intorno al quale matura l’acquisizione delle celeberrime Tavole Eugubine da parte del Comune di Gubbio nel 1456 forse proprio su sollecitazione di Federico quali testimonianza dell’“antichità” del territorio sottoposto alla sua giurisdizione. È così che la sezione è introdotta dalla cultura a Gubbio nel Trecento e il culto di Dante. Seguono poi le opere dei maestri Vittorino da Feltre e Guarino Veronese, quindi la poesia amorosa – classica e volgare – frequentata anch'essa da Federico sia in qualità di lettore sia di committente.

Museo diocesano

Il percorso museale si articola all’interno del palazzo del Capitolo dei Canonici. All’interno di un complesso architettonico unico ed affascinante il visitatore può ripercorrere l’origine e la storia dell’antica diocesi eugubina. Materiali lapidei di epoca romana, bizantina ed altomedievale si alternano ad interessanti dipinti dei secoli XIV e XV e a preziose suppellettili ecclesiastiche e paramenti liturgici. Tra i dipinti si distinguono le tavole dell’eugubino Mello, di pittori della cerchia di Ottaviano Nelli e un ciclo di affreschi con scene della Passione di Cristo provenienti dalla cripta della chiesa di Santa Maria dei Laici. I secoli successivi sono rappresentati da opere di Benedetto Nucci, Ignazio Danti, il Pomarancio, Francesco Allegroni e il Sassoferrato.

Le opere in mostra al Museo Diocesano

Il Museo Diocesano ospita la sezione, curata da Patrizia Castelli, dedicata alla spiritualità di Federico in rapporto con i suoi interessi astrologici. La formazione culturale di Federico si basa anche sulla conoscenza delle opere di matematici, astronomi e astrologi della tradizione greca ed araba e contemporanea. La presenza nella biblioteca ducale di numerose opere su queste materie e di due astrologi stipendiati, Jacopo da Spira e Paolo di Middelburg, «principe degli astrologi» e riformatore del calendario, testimoniano la febbrile stagione di interrogazioni e pronostici (presenti in mostra) dove viene dato conto degli eventi dell’anno in corso e della vita degli uomini illustri. Significativa è la presenza di strumenti scientifici e matematici negli Studioli di Urbino e Gubbio, dove acquistano un particolare valore l’astrolabio e la sfera armillare (esemplari in esposizione) che dimostrano l’attenzione rivolta verso l’osservazione dei moti celesti. Nella sezione sono raccolti una scelta di manoscritti, incunaboli, strumenti astrologico-astronomici e persino amuleti, la cui presenza nella corte urbinate è attestata attraverso la Pala di Brera e la Madonna di Senigaglia di Piero della Francesca.

Coordinate mostra

Titolo: “Federico da Montefeltro e Gubbio. Lì è tucto el core nostro et tucta l’anima nostra”
Sedi: Palazzo Ducale, Palazzo dei Consoli, Museo Diocesano – Gubbio (Pg)
Data: 20 giugno – 2 ottobre 2022
Orari di apertura: tutti i giorni dalle 10 alle 19. Ultimo ingresso mezz’ora prima della chiusura (ore 18.30). Saranno previste aperture straordinarie in occasione di eventi e festività.
Biglietto unico Mostra + Musei: Intero € 12; ridotto A € 8 (cittadini dell’Unione Europea di età compresa tra i 18 ed i 25 anni; cittadini non comunitari di età compresa tra i 18 ed i 25 anni, a condizione di reciprocità nella riduzione; gruppi di almeno 15 unità; convenzionati); ridotto B € 3 (ragazzi tra 6 e 18 anni). In occasione della prima domenica del mese, secondo l’iniziativa e il calendario promosso dal MiC, sarà consentito l’ingresso nelle tre sedi museali con il biglietto ridotto A per tutti, tranne per le categorie a cui spetta il ridotto B e il gratuito. È possibile acquistare il biglietto online sul sito di mostra > www.mostrafedericogubbio.it. Per informazioni: Ufficio IAT Gubbio tel. 075 9220693 - info@iat.gubbio.pg.it
www.mostrafedericogubbio.it

articolo pubblicato il: 28/06/2022

La Folla del XXI Secolo - periodico di politica e cultura
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