periodico di politica e cultura 28 novembre 2022   |   anno XXII
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cronache: con Antonio Pace, Pasquale Parziale e Giuseppe De Girolamo

l’AVPN in Brasile


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Un articolato tour organizzato dall’Associazione Verace Pizza Napoletana ha portato in Brasile, a San Paolo e Rio de Janeiro, gli esperti della Vera pizza napoletana riscuotendo successi. Il primo appuntamento di un viaggio durato 15 giorni è stato a San Paolo, dove il presidente dell’AVPN Antonio Pace, accompagnato dal marketing manager Gianluca Liccardo, dal famoso Maestro pizzaiolo Pasquale Parziale e dal giornalista Giuseppe De Girolamo Ambasciatore per la Campania dell’Associazione DOC Italy, ha incontrato Andrè Guidon referente dell’AVPN per il Brasile. La delegazione AVPN del continente brasileiro, nata nel 2018 con 10 pizzerie, si è sviluppata da nord a sud raggiungendo l’affiliazione di 25 locali dove è ben visibile il logo che permette all’avventore di essere certo di poter gustare un’autentica Vera Pizza Napoletana a cominciare dall’impasto elaborato con le tecniche e l’Arte del pizzaiolo napoletano divenuto patrimonio immateriale dell’umanità, riconosciuto dall’Unesco. Quell’Arte che il maestro Pasquale Parziale conserva da generazioni ed intende trasmettere ai giovani e meno giovani. Nel corso di una piacevole serata conviviale trascorsa al Churrascaria Barbacoa, dove sono giunti da tutto il continente sudamericano i pizzaioli e titolari delle pizzerie AVPN, il presidente Pace ha consegnato diplomi e targhe alle nuove pizzerie iscritte all’albo dei soci ed in primis ha gratificato ed elogiato Guidon per il lavoro sin qui svolto consegnandogli la targa per la nuova pizzeria da lui realizzata “Leggera Pizza Napoletana Jardins” che va ad aggiungersi alla già presente “Leggera Pizza Napoletana”. Diplomi e targhe sono stati poi consegnati, fra gli applausi dei presenti, alle pizzerie di nuova iscrizione di San Paolo “Andolini” con il pizzaiolo Guilherme Finamore e “Casa Baco – Mané” e “Casa Baco – Casa Park” di Brasilia. Nel suo intervento Pace ha affermato che: “occorre far divenire l’AVPN un marchio identitario, nel mondo, teso a garantire al cliente che entra nelle nostre pizzerie la certezza di poter gustare un’Autentica Vera Pizza napoletana. La storia, cultura e tradizione della pizza napoletana ormai è nota, tanto da far rendere bene immateriale dell’umanità dichiarato dall’Unesco, l’Arte del pizzaiuolo napoletano che viene tramandata da generazioni, quindi ora occorre presentare al cliente la pizza come marchio di qualità perché quel modo e sistema di fare la pizza va a tutela dei consumatori, anche perché con incontri scientifici abbiamo dimostrato che la pizza è l’alimento ideale e l’AVPN unitamente a cattedratici, professori universitari e grandi esperti professionisti ha certificato, un metodo di produzione della pizza che è perfetta per una sana dieta e tutti sanno che la cottura a forno, dal punto di vista alimentare, è la più sana e salva le qualità degli ingredienti, ecco perché dovete tutti reclamizzare il marchio che è tutela della qualità . Nella pizza Margherita ci sono tutti gli elementi nutritivi che ne fanno un piatto unico, fra l’arto risponde a ben due riconoscimenti Unesco, quello dell’Arte del pizzaiolo che la realizza ed i prodotti che la farciscono che, scoperti da Ancel Keys nelle sue permanenze a Pioppi e portati poi come insegnamento all’Università de Minnesota, garantiscono i benefici dell’alimentazione e dello stile di vita cilentano sulla salute (stile da egli stesso ribattezzato Dieta Mediterranea) e successivamente riconosciuti nella Dieta Mediterranea come altro patrimonio Unesco”. Andrè Guidon, seguendo il discorso di Pace ha affermato: “La delegazione non è una medaglia, una bandiera o un semplice riconoscimento, ma un gruppo di persone che vedono la pizza napoletana nello stesso modo e decidono di lavorare insieme per portare avanti la vera pizza napoletana e le proprie pizzerie al tempo stesso. La delegazione, ha così iniziato ad avere un programma di attività per realizzare iniziative nei vari territori dove sono presenti le pizzerie affiliate all’AVPN, in conformità all’obiettivo che l’AVPN persegue dal 1984 quando l’associazione è stata costituita, per realizzare una unione tra le pizzerie che ne condividono il suo statuto.

La cosa più semplice che possa avvenire è che due pizzerie vicine o lontane possano attuare uno scambio di pizzaioli, all’interno dei propri locali, realizzando delle serate di degustazione. L’idea di coinvolgere in tutto il Brasile pizzerie nel partecipare alle eliminatorie per accedere poi alla finale di San Paolo che ha decretato i tre vincitori che parteciperanno alla finalissima delle Olimpiadi della Vera Pizza Napoletana, è stata qualcosa di geniale non essendoci ufficiali campionati del genere nel paese sudamericano”. Le giornate di Pace e della delegazione italiana in Brasile, hanno poi registrato la presenza e partecipazione alle gare per la conquista dei primi tre posti, di pizzaioli che preventivamente da tutto il Brasile hanno partecipato a selezioni, per avere la possibilità di gareggiare a San Paolo ed ottenere l’accesso alla finalissima delle “Olimpiadi della Vera Pizza napoletana” che avranno luogo nella sede dell’AVPN a Capodimonte Napoli dal 3 al 6 luglio, con la partecipazione di circa 30 nazioni. Le gare brasiliane per questa Olimpiade, si sono svolte nella scuola dell’AVPN di San Paolo retta da Guidon, sotto il vigile sguardo di Pace e Liccardo con la presenza in giuria, fra altri, del Maestro pizzaiolo Pasquale Parziale ed il giornalista enogastronomo Giuseppe De Girolamo Ambasciatore Doc Italy per la Campania. Oltre alla consegna di targa al già approvato “Forno Santo” certificato per la produzione di Vera Pizza napoletana, il presidente Pace e Liccardo, hanno dedicato un’intera giornata a testare la perfetta rispondenza alla produzione sempre di Vera Pizza napoletana come vuole il disciplinare AVPN, del forno prodotto da “Minas Forno” di Francisco Rodrigues con Luciano Antonio Silva, che dopo alcuni accorgimenti suggeriti da Pace e con gli esperimenti fatti dal maestro pizzaiolo mondiale Pasquale Parziale, con la collaborazione dell’altro maestro pizzaiolo Massimiliano Laganà, che da ragazzo è stato allievo di Parziale, ha superato gli standard necessari a produrre una Vera pizza napoletana ed ottenuto l’approvazione dal presidente dell’AVPN. La serata che ha preceduto la partenza da San Paolo di Pace e Liccardo è stata trascorsa al ristorante “Pecorino” dove è intervenuta la delegazione brasiliana della Federazione Italiana Cuochi che, con il suo presidente Bruno Stippe, il segretario generale Lino Iuliani ed il direttivo, ha voluto incontrare il maestro pizzaiolo Pasquale Parziale e consegnargli il titolo di Membro Onorario FIC. Parziale, emozionato, oltre ad elaborare alcune pizze, ha voluto dimostrare la sua bravura improvvisando l’elaborazione di un eccellente spaghetto al pomodoro apprezzato e gustato da tutti gli amici dell’AVPN e della FIC. La prima parte del viaggio in Brasile del gruppo napoletano è terminata con la partenza di Pace e Liccardo per Rio de Janeiro dove è avvenuta la consegna di targa e diploma alla Pizzeria “Artesanos Bakery” di Ricardo da Rocca Oliveira che ha dimostrato di essere veramente affezionato alla pizza napoletana ed ha fatto di tutto per ottenere un prodotto valido e certificabile. Una serata speciale, che ha visto partecipe e collaboratrice nel tradurre dal portoghese in italiano e viceversa l’affascinante carioca Fernanda Bordone, nella prima pizzeria di Rio che vanta la Vera pizza napoletana in menù. Per Parziale e De Girolamo, la presenza in Brasile è continuata invece fino a fine mese con la partecipazione ad altre iniziative organizzate in virtù della loro presenza nella nazione sudamericana, attraverso un programma ricco di impegni. Dapprima la grande ed encomiabile serata organizzata dal maestro pizzaiolo Massimiliano Laganà che di concerto con il ristorante TrasTevere del “Clube Paineiras Do Morumby” ha messo in atto la presentazione della grande Arte, professionalità e maestria di Pasquale Parziale nel produrre e far gustare 5 tipicità di “Vera pizza napoletana”, alle quali il gran maestro ha voluto aggiungere un suo omaggio di “Montanare” altra tipicità partenopea di pizzetta fritta con su pomodoro, parmigiano e basilico. E’ stato così che in tanti hanno potuto conoscere da vicino il gran campione mondiale di pizza STG, Maestro pizzaiolo insignito dalle istituzioni del titolo di Ambasciatore dell’Arte del pizzaiolo napoletano riconosciuta come Patrimonio Immateriale dell’Umanità dall’Unesco. Il Pasquale Parziale, Senatore della Verace Pizza Napoletana, Ambasciatore di Amicizia, Istruttore di pizza napoletana in Giappone, Palestina e Brasile e con numerosi premi alla carriera.

I ben circa 250 posti disponibili per l’evento dedicato alla pizza napoletana, elaborata direttamente da Pasquale Parziale con la collaborazione di Massimiliano Laganà, sono andati a ruba e da parte di tutti gli intervenuti alla serata non sono mancati scroscianti applausi, in particolare anche da parte del presidente del circolo Alessandro Pagano ed altri soci facenti parte del direttivo. Pagano, complimentandosi con De Girolamo Ambasciatore del Doc Italy, visibilissimo ed acclamatissimo da tanti presenti in sala per la fascia tricolore che ha indossato all’evento anche per presentare il maestro Parziale, richiesto per una foto ricordo da tanti, ha voluto donare ai due personaggi il giornalista Doc Italy e l’artista della pizza, distintivi realizzati in occasione dei festeggiamenti per i 60 anni di vita del circolo e li ha poi invitati a passare un pomeriggio con lui per presentare l’immensa struttura in tutti i suoi aspetti e potenzialità dell’offrire tutto quanto la cultura, l’arte, lo sport ed il tempo libero possano permettere di godere. Sono poi seguite nella sede di Minas Forno, giornate di insegnamento ai pizzaioli brasiliani con la conoscenza e realizzazione di impasti per vera pizza napoletana, ma anche differenziazioni che sia Parziale che Laganà hanno dimostrato di poter ottenere in una qualità apprezzabile per poter offrire, anche con varie farine, una pizza di buon gusto, facendo però notare la bontà dei prodotti italiani utilizzati per la farcitura come, la farina del Molino Grassi ed i pomodori dell’agro nocerino sarnese confezionati a Pagani - Salerno per la ditta Rodolfi di Parma. Le ultime due giornate, Parziale e Laganà hanno volute riservarle agli insegnamenti del fare una vera pizza napoletana ai cuochi della delegazione brasiliana della FIC. Oltre la sentita e impegnativa partecipazione con grande interesse dimostrato da chef uomini e donne alle lezioni impartite in primis da Parziale e poi da Laganà, con un mani in pasta che hanno reso tutti protagonisti delle giornate, alle lezioni, sono seguite le prove pratiche che tutti gli allievi hanno voluto esercitare. Non è mancata neppure la pizza gourmet ed in particolare con la presenza Eneli Ana Regina, rappresentante commerciale della ditta Difiori produttrice di eccellente cioccolato che, oltre a fornire ai pizzaioli il cioccolato per la realizzazione di pizze dolci, ha omaggiato tutti i presenti di degustazioni dei vari tipi del prelibato prodotto. Tutti chef di una cordialità unica, come Kico Silva che felice di avere incontrato l’Ambasciatore di Doc Italy, ha voluto donargli una pregevole bottiglia di Cachaça “Engenho São Luiz”, fra le migliori in commercio per, simbolicamente, creare uno scambio di eccellenze tra Italia e Brasile.

Un’esperienza indimenticabile, quella vissuta nella città di San Paolo, per le potenzialità di sviluppo, chiaramente visibili, per la divulgazione ed apprezzamento per la Vera pizza di Napoli che può essere esercitata. Una pizza, che trova risposta non solo nella super metropoli da 13milioni e mezzo di abitanti, ma in tutta la Repubblica Federale del Brasile che conta circa 216 milioni di abitanti con una densità di 25 ab./km². Una città, quella di São Paulo, che ai suoi immensi grattacieli si alterna con i suoi grandi polmoni di verde e laghi artificiali, con il suo emblematico centro e l’Avenida R. Pamplona 2,8 Km. nella quale troviamo, il consolato generale d’Italia, il Museo d’Arte di San Paolo, con le R. Pe. João Manuel e AI. Min. Rocha Azevedo. La San Paolo con il Mercato Municipale ricchissimo d’ogni prodotto e tipo di cucina e ristorazione, con il Liberdade, quartiere Chinatown abitato da immigrati giapponesi. Una grandissima metropoli, la più popolosa dell’emisfero australe, costituita da 39 comuni, dove vivono 27 milioni di persone (circa il 70% della popolazione dell'intero Stato di San Paolo che ne conta più di 40 milioni) e che ne fanno la quinta area metropolitana più popolosa del mondo dopo Chongqing, Tokyo, Shanghai e Pechino. Una città che si differenzia nei vari quartieri e tantissimo nel centro antico, dove alla bellezza della quinta chiesa gotica al mondo per dimensioni, sede della parrocchia di Nostra Signora Assunta e San Paolo, eretta il 10 agosto 1591, si alterna una realtà di povertà veramente impressionante. Con le comodità di mezzi pubblici offerti dalla metropolitana, con i tanti palazzi storici che si affiancano ai super alti moderni grattacieli, ma con l’attenzione che occorre tenere per la propria sicurezza. All’uopo occorre precisare che proprio in queste zone, la polizia ed in particolare quella locale “Guardia Civile Metropolitana” presta un ottimo servizio di vigilanza e di accoglienza turistica. Se un turista è in difficoltà, non deve far altro che rivolgersi a questi agenti che, con la loro disponibilità, sono pronti a tradurre con il cellulare da portoghese in altra lingua ciò che vogliono segnalare e ricevere altre traduzioni dall’interlocutore, fino a rendersi disponibili all’accompagnamento nel posto dove il turista si sente più sicuro, come ultimamente capitato a chi era in difficoltà ed ha ricevuto gran sostegno dai signori poliziotti Polizia 2a Cl. Aurelio O+, Subinsp Arnaldo O+, 2° Cl. Samuel A+ ai quali va grande elogio e merito per l’assolvere in pieno e con grande impegno ed onore il proprio compito di lavoro.

articolo pubblicato il: 04/06/2022

La Folla del XXI Secolo - periodico di politica e cultura
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