periodico di politica e cultura 29 maggio 2022   |   anno XXII
direttore: Gabriele Martinelli - fondato il 1/12/01 - reg. Trib. di Roma n 559/02 - tutte le collaborazioni sono a titolo gratuito
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musica: al Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino

Ensemble Il tempo ritrovato

Il tempo ritrovato è un ensemble a formazione variabile nato in occasione dell’omonimo progetto online realizzato la scorsa stagione in pieno periodo di lockdown e tuttora disponibile sul canale You Tube dell’Unione Musicale. Fortemente voluto dal direttore artistico Antonio Valentino, il progetto è nato come riflessione sul tempo e sul senso del fare musica insieme e ha coinvolto alcuni dei più brillanti musicisti formati nel nostro Conservatorio che, partiti da Torino, hanno poi sviluppato le loro carriere come solisti, come prime parti di alcune delle più prestigiose orchestre o come membri di ensemble cameristici di primo piano. Il concerto di mercoledì 25 maggio 2022 è la prima occasione per ascoltare l’Ensemble IL TEMPO RITROVATO sul palco del Conservatorio (ore 20.30), finalmente dal vivo. «Questo progetto cameristico – ha affermato Antonio Valentino – rappresenta, per alcuni eccezionali artisti torinesi che hanno condiviso un lungo percorso di studi e di crescita professionale, l’opportunità di tornare a lavorare insieme, anche a distanza di molti anni. Lo scambio di idee e di energie che si è generato ha dato vita a un laboratorio ideale di musica da camera, dove tutti sono stati disponibili a dare e ricevere nuovi spunti, mettendosi in gioco anche in repertori inediti e al di fuori delle formazioni stabili». Per la sua prima esibizione dal vivo, l’Ensemble si presenta al pubblico torinese in formazione di sestetto per archi: protagonisti i violinisti Hans Liviabella, prima parte dell’Orchestra della Svizzera Italiana e Piergiorgio Rosso violinista del Trio Debussy; i violisti Andrea Alpestre e Simone Briatore dell’Orchestra di Santa Cecilia a Roma; i violoncellisti Francesca Gosio del Trio Debussy e Massimo Polidori, prima parte dell’Orchestra del Teatro alla Scala. Il programma prevede due capolavori del periodo romantico: il Quintetto in do maggiore op. 163 di Schubert e il Sestetto in si bemolle maggiore op. 18 di Brahms. «Queste composizioni – prosegue Antonio Valentino – sono state scelte con l’intento di richiamare il pubblico alla piacevolezza dell’ascolto: un omaggio alla bellezza della musica da camera e al piacere di ritrovarsi per suonarla insieme». Con il concerto dell’Ensemble L TEMPO RITROVATO si conclude la Stagione 2021-2022 dell’Unione Musicale che ha visto da ottobre a maggio la ripresa di tutte le attività dal vivo con la realizzazione di 84 eventi tra concerti, spettacoli per le famiglie e per le scuole e laboratori per la prima infanzia.

mercoledì 25 maggio 2022 - ore 20.30 Torino, Conservatorio Giuseppe Verdi, piazza Bodoni SERIE PARI

Ensemble Il tempo ritrovato Hans Liviabella violino Piergiorgio Rosso violino Simone Briatore viola Andrea Alpestre viola Massimo Polidori violoncello Francesca Gosio violoncello

Franz Schubert (1797-1828) Quintetto in do maggiore op. 163 D. 956

Johannes Brahms (1833-1897) Sestetto in si bemolle maggiore op. 18

Il Quintetto in do maggiore D. 956 fa parte dell’ultima, straordinaria costellazione di composizioni schubertiane: ultimato a poche settimane dalla morte, si colloca nella stagione creativa del ciclo liederistico Schwanengesang, dell’ultimo trittico di Sonate per pianoforte e della Decima sinfonia. Ed è anche il suggello della sua produzione da camera. «Ho messo in musica alcune poesie di Heine e ho finalmente terminato un quintetto per due violini, viola e due violoncelli»: così scriveva a Probst il 2 ottobre 1828, per una pagina che vedrà la luce, editorialmente parlando, solo molti anni più tardi. La formazione scelta è particolarissima: non più un quartetto tradizionale con l’aggiunta di una viola come accade in Mozart e pure in Beethoven, ma una scelta timbrica più scura, nella direzione di un tono caldo, più lirico, con il raddoppio al basso del violoncello. La presenza di un quinto strumento arricchisce la tessitura e permette una serie di soluzioni coloristiche complesse, oltre ad aprire la possibilità a una vera miniera di risorse strumentali.

Il Sestetto in si bemolle maggiore op. 18 è la prima grande partitura di musica da camera in cui Brahms si dimostrò pienamente padrone dei suoi mezzi. Con grande abilità riuscì a evitare il rischio di monocromia insito in questa formazione, aggregando i sei strumenti in tutte le combinazioni possibili: gruppi di due o tre strumenti che si oppongono o si uniscono, quartetto dei violoncelli e delle viole che si alterna al trio dei due violini con una viola, passaggi contrappuntistici a sei parti reali, raddoppi del violino col violoncello con effetti di spessore e pastosità quasi orchestrali. Nonostante questo respiro sinfonico, Brahms non forza in alcun modo l’organico cameristico prescelto e tutto resta nelle normali possibilità sonore e tecniche dei sei strumenti ad arco impiegati, con quel senso della misura che presiede anche all’equilibrata costruzione formale. Lo spirito è sorridente, disteso, fresco e amabile: è per questo che fu subito coniata la definizione di “Sestetto della primavera”, poi giustamente accantonata, non perché fosse inadatta al tono di questa musica, ma perché Brahms fu sempre fieramente contrario ai programmi e ai riferimenti extramusicali. La stesura, avvenuta tra il 1859 e il 1860 ad Amburgo, si svolse di fatto come una prova di scrittura per soli archi, ma nonostante la relativa intenzione sperimentale, confessata dallo stesso autore, il brano ottenne uno spontaneo successo presso il pubblico di Hannover e di Amburgo.

BIGLIETTERIA biglietti numerati: intero, euro 25 - ridotto under 21, euro 10 in vendita online su www.unionemusicale.it, presso la biglietteria di Unione Musicale e, il giorno del concerto, presso il Conservatorio dalle ore 19.45

INFORMAZIONI Unione Musicale, piazza Castello 29 – 101023 Torino tel. 011 566 98 11 - info@unionemusicale.it - www.unionemusicale.it orario: martedì e venerdì 10.30-14.30 - mercoledì 13-17

articolo pubblicato il: 10/05/2022

La Folla del XXI Secolo - periodico di politica e cultura
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