periodico di politica e cultura 24 settembre 2021   |   anno XXI
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copertina: LXXV Stagione del Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto

“L’ammalato immaginario”

di Carla Santini


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Ai primi del Novecento, nel teatro di rivista era presente la figura della sorbetta, una cantante attrice meno importante della soubrette, che recitava e cantava durante gli intervalli e che era così chiamata tra gli addetti ai lavori perché, durante il suo numero, in sala si vendevano gelati.

Circa centocinquanta anni prima, in pieno Settecento, la cantante protagonista dell’intermezzo aveva più o meno la stessa funzione della sorbetta del teatro di varietà: riempire uno spazio temporale all’interno di uno spettacolo più importante. La sorbetta non doveva mettersi troppo in mostra, per non suscitare la gelosia della soubrette, così come la cantante dell’intermezzo doveva, se possibile, evitare quei trilli e svolazzi tipici di un certo belcanto che a quell’epoca suscitavano gli entusiasmi degli spettatori.

Accade così che gli intermezzi settecenteschi, non destinati ai virtuosismi delle primedonne, siano facilmente fruibili anche senza seguire il libretto, perché, di norma, ad ogni sillaba corrisponde una nota, senza infiorettature.

Così è accaduto per “L’ammalato immaginario” di Leonardo Vinci, musicista italiano del Settecento oggi quasi del tutto dimenticato, come d’altronde è accaduto ad una folta schiera di suoi conterranei che, se fossero nati in altre latitudini, sarebbero osannati ad ogni piè sospinto.

L’intermezzo è stato presentato al teatro Caio Melisso nel corso della settantacinquesima edizione del Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto, un appuntamento che, da diversi anni a questa parte, vede la riproposizione di intermezzi napoletani dimenticati da tempi lontani e riscoperti grazie all’opera del Centro Studi Pergolesi dell’Università di Milano. Gaetano Pitarresi ne ha curato l’edizione critica.

Claudio Toscani, Presidente del Centro Studi Pergolesi e Professore associato di Storia del Melodramma e Filologia musicale presso l’Università degli Studi di Milano, ha ricordato che l’intermezzo è costituito dalla successione di tre scene comiche, inserite a suo tempo tra un atto e l’altro di un’opera drammatica.

La direzione dei bravi professori d’orchestra del PLS è stata, come da sempre, in occasione della rappresentazione degli intermezzi, del maestro Pierfrancesco Borrelli, mentre la regia e l’allestimento scenico erano di Andrea Stanisci. Le luci erano a cura di Eva Bruno ed i costumi soso stati ideati dalla spoletina Clelia De Angelis.

Maestro al cembalo era Davor Krkljus, mentre sul palcoscenico si sono alternati i cantanti Chiara Boccabella e Giorgia Teodoro nella parte di Erighetta e Alberto Petricca e Matteo Lorenzo Pietrapiana in quella di Don Chilone. Brava la mima Diletta Masetti che interpretava la cameriera. L’intermezzo sarà replicato al Teatro Morlacchi di Perugia, all’Auditorium San Domenico di Foligno, al Teatro degli Illuminati di Città di Castello, al Teatro Comunale di Todi ed al Teatro Sergio Secci di Terni.

articolo pubblicato il: 12/09/2021 ultima modifica: 19/09/2021

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