periodico di politica e cultura 3 agosto 2021   |   anno XXI
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con la pensione del nonno

di Domenico Benedetti Valentini


nella stessa sezione:
Tempo indietro comprai alla fiera, per farne dono ai nipotini, un bavaglino con ricamata in romanesco una scritta di spiritoso, impietoso e affettuoso realismo: “Me vojo magnà tutta la penzione de nonno!”. Mentre continuiamo a non varare alcuna normativa “di sistema” per la qualità della vita degli anziani e per evitare che siano gli “espulsi” dalle famiglie e si spengano in ostelli – già fortunati quelli che hanno mezzi per non finire al “ricovero” – essi emergono sempre più come i veri “ammortizzatori sociali” del tempo moderno.

Uno studio dell’ISTAT (che ci dà solo una dimensione di quanto già sapevamo) rivela che, solo nella piccola Umbria, 150.000 famiglie si salvano dallo “stato di povertà” grazie alla pensione degli anziani, perfino quando la stessa non raggiunge i mille euro mensili……Quattro famiglie su dieci sopravvivono per il sostegno fornito da genitori anziani e nonni, il cui reddito vario costituisce il 39% dei casi di salvezza dal bisogno estremo, mentre il reddito da lavoro dipendente sovviene per il 45%, praticamente pochissimo di più!

La popolazione classificata “anziana” in Umbria è al 25% del totale e si badi che la stessa, dal 2001 ad oggi, ha visto erodere il proprio potere reale di acquisto di circa il 30 per cento! Chi va facendo demagogia a basso prezzo, facendo campagne contro il “risparmio parassitario” depositato in banca, contro l’economia “nera e sommersa”, contro la proprietà-bene familiare invocando perfino il ritorno di più pesanti tasse di successione e quant’altro, dovrebbe penetrare meglio e rispettare la struttura reale della società. I “vecchi” (quelli contro cui ne abbiamo inventate di tutti i colori, fino alla barbarie di “a posti di terapia limitati, sacrifichiamoli per dare precedenza a chi, più giovane, ha più possibilità”) sono quelli che ancora tengono in piedi chi non ha lavoro, chi vuol fare famiglia e figli e non ha i mezzi, sono quelli che si privano anche delle piccole cose perché figlioli e nipoti stiano bene o benino….

A fronte di questo formidabile fenomeno umano e sociale, dobbiamo sopportare – per non aver contrariato i Cinquestelle grillini – la dilapidazione di miliardi (cioè spremitura di tasse) nel Reddito di Cittadinanza!!! Sempre soltanto nell’Umbria da 880.000 abitanti, l’indagine condotta da INPS e Guardia di Finanza, nei giorni scorsi ha “pizzicato” altri 598 “furbetti” abusivi che lo percepivano, in aggiunta ai 415 assegni già revocati nel primo trimestre dell’anno. INPS stima di dover individuare e provare altri 4.000 RdC indebitamente percepiti! Il sostegno alla vera povertà è minimo, l’abuso enorme, in molte regioni stanno percependo RdC fior di delinquenti oppure semplicemente clandestini. E i posti di lavoro che i “navigators” (pagati) dovevano procurare ai “redditanti”? Niente, una buffonata. Su 25.626 percettori reddito in Umbria, risultano rapporti di lavoro sottoscritti (e di che qualità?) circa 300 (1,17%).

Non finisce qui. E’ del mese scorso la “denuncia” di più associazioni di categorie d’azienda: “Ci sarebbe anche bisogno di maggior forza-lavoro, a retribuzione magari non alta ma dignitosa. Ma non si trovano aspiranti. Molti preferiscono percepire il Reddito di Cittadinanza…….”. Che vogliamo fare, parlamentari e governanti? Sopportare queste assurdità? Cercare altri soldi con il cashback, lotteria degli scontrini e IVA aumentata fino al 25 per cento?!

articolo pubblicato il: 11/06/2021 ultima modifica: 19/06/2021

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