periodico di politica e cultura 21 giugno 2021   |   anno XXI
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politica estera

Joe non le manda a dire

di Lf


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Joe Biden è il primo Presidente USA a chiamare “genocidio” lo sterminio di un milione e mezzo di armeni da parte dei turchi a partire dal 1915.

La presa di posizione di Biden ha indispettito enormemente il Presidente turco Erdogan, che non si aspettava parole così decise nei riguardi di uno degli alleati più fedeli, da sempre avamposto dell’Alleanza atlantica nei riguardi della Russia e del Medio Oriente.

Almeno ventinove Paesi hanno riconosciuto negli anni scorsi il massacro degli armeni come il primo dei genocidi che hanno macchiato il XX secolo e molte sono state le prese di posizione di politici, intellettuali e giornalisti americani, nel corso degli anni, affinché gli Stati Uniti facessero altrettanto.

Biden ha fatto ciò che il Premio Nobel per la Pace Barack Obama si è guardato bene dal fare nel corso dei suoi due mandati presidenziali, per il timore di deteriorare le relazioni con la Turchia, nonostante si fossero levate molte voci, soprattutto da parte della diaspora armena, per chiedere che Obama facesse sentire la sua voce.

Con la sua decisione, Biden vuole dimostrare che i diritti umani saranno un pilastro della sua politica estera; nella sua dichiarazione ha messo in evidenza il suo desiderio di evitare che in futuro accadano simili atrocità, in qualsiasi parte del mondo.

Il riconoscimento del genocidio armeno è stata una promessa elettorale di Joe Biden e, giusto un anno fa, l’allora aspirante alla Casa Bianca sottolineò l’importanza di chiamare le cose con il loro nome. Lo scorso anno aveva dichiarato che se non si riconosce completamente, non si commemora e non si insegna ai propri figli cosa rappresenti il genocidio, l’affermazione “mai più” perde ogni significato.

articolo pubblicato il: 26/04/2021 ultima modifica: 05/05/2021

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