periodico di politica e cultura 21 giugno 2021   |   anno XXI
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editoriale

anticlericali 4.0

di Gabriele V. R. Martinelli

Il III Municipio “Montesacro” di Roma ha la sede del Consiglio e gli uffici di rappresentanza a piazza Sempione, a fianco della chiesa dei Santi Angeli Custodi. La chiesa, costruita nel 1924-25, è coeva al quartiere un tempo denominato Città Giardino, case popolari così ben fatte che oggi valgono una fortuna. L’edificio sacro prese il nome da un’omonima chiesa di via del Tritone, demolita in quell’epoca, e fu affidata ai Padri Caracciolini, che ancora oggi vi hanno la loro Casa generalizia.

La statua della Madonna che sta al centro di piazza Sempione rappresenta il cuore del quartiere, dai tempi in cui gli abitanti dicevano di andare a Roma se passavano il vecchio o il nuovo ponte Nomentano, ad oggi che la zona è divenuta semicentrale. Gli autentici abitanti di Montesacro quando si danno un appuntamento non dicono dove, perché lo intendono ai piedi della “Madonnina”, un po’ come i perugini si danno tacitamente appuntamento sotto l’orologio del Comune ed in altre città similari luoghi simbolo.

Adesso l’amministrazione di centrosinistra del III Municipio vorrebbe spostare la “Madonnina” in un angolo decentrato per poter pedonalizzare l’intera piazza. Ora, al modesto cittadino resta incomprensibile la decisione di pedonalizzare una piazza in cui passano decine di migliaia di veicoli, soprattutto in certe ore dei giorni feriali. Si può dire che gli amministratori degli anni Venti del secolo scorso non furono lungimiranti quando fecero terminare il tracciato ottocentesco della Nomentana con la facciata di una chiesa, invece di lasciare la strada libera di proseguire verso Mentana. Non lo sono stati nemmeno quelli degli anni Settanta e Ottanta, quando hanno costruito alle spalle della chiesa il quartiere Talenti, impedendo di fatto di costruire una Nomentana larga come il primo tratto, da Porta Pia al nuovo ponte Nomentano.

Il modesto cittadino si chiede dove siano le migliaia di chilometri di metropolitana di altre Capitali europee e comunque, dato che sotto la Nomentana metropolitana non c’è, quali mezzi pubblici siano a disposizione di quegli abitanti di Fonte Nuova, di Mentana e buona parte di quelli di Monterotondo e di Guidonia, senza contare quelli dei quartieri Talenti, Casal de’ Pazzi e Podere Rosa, che sono costretti a stare ore incolonnati per raggiungere i propri posti di lavoro a Roma, anche adesso che possono passare, solo in entrata, per piazza Sempione.

Non sta al modesto cittadino comprendere le strategie dei politici circoscrizionali, né di conoscere quali grandi titoli possano vantare i loro consulenti urbanistici. Si tratta comunque di una decisione assurda, perché non si capisce come una statua che non dà fastidio con il traffico congestionato di oggi non possa restare al proprio posto in una piazza pedonalizzata.

Non lo hanno capito i Padri Caracciolini, che si sono opposti alla decisione. Non l’avessero mai fatto! Le femministe del quartiere si sono mobilitate contro i sacerdoti, arrivando ad organizzare una blasfema processione a piazza Sempione. Apriva la sfilata un baldacchino con sopra una statua della Madonna rappresentata come una gigantesca vulva.

Le considerazioni da fare sarebbero diverse; la prima è come mai donne che si dichiarano laiche, democratiche e di sinistra identifichino il proprio femminismo con una enorme vulva di color paonazzo. La seconda è come mai le femministe del III Municipio abbiano potuto sfilare in oscena processione, proprio come alle “sardine” è stato permesso di giungere da Bologna a Roma e di assembrarsi nell’angusta piazza del Nazareno, in un Paese in cui la gente sta impazzendo, chiusa suo malgrado in casa e multata senza pietà, se per errore sgarra di cinque minuti il coprifuoco, da solerti pubblici ufficiali che potrebbero essere impiegati in ben altre incombenze.

L’ultima considerazione, e non certo ultima per importanza, è che certa gente a parole ammira Papa Francesco, parla di comprensione e rispetto e poi non perde occasione di irridere alla religione cattolica con manifestazioni disgustose anche per chi non ha una visione escatologica dell’esistenza. Buon per le femministe che hanno irriso alla Madonna, perché se lo avessero fatto con Fatma, la figlia del Profeta, avrebbero rischiato di incorrere nelle ire tutt’altro che pacifiche di qualche fedele islamico.

articolo pubblicato il: 10/03/2021 ultima modifica: 22/03/2021

La Folla del XXI Secolo - periodico di politica e cultura
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