periodico di politica e cultura 1 marzo 2021   |   anno XXI
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finanza

ce lo chiede l’Europa?

di Domenico Benedetti Valentini


Quando l’italico Governo deve introdurre qualche boiata in materia economica o giudiziaria o di “costume”, motiva col fatto che “ce lo impone” o “ce lo chiede l’Europa”. Quando non gli fa comodo, l’Europa può essere ignorata. La porcheria liberticida del “cashback” (ennesimo anglicismo, peraltro inesistente nella lingua inglese) è stata bollata da un severo documento della Banca Centrale Europea. Come sappiamo, si tratta di un marchingegno – nell’ambito della strategia di “isterismo fiscale” che è ormai il cuore della azione del presente Governo – per cui chi non fa più uso del contante, ma fa più di tot pagamenti, per un tot minimo di spesa, sempre che si sia “schedato” mediante un determinato codice, con carte elettroniche (per garantire la “tracciabilità”), può ottenere una percentuale di riaccredito, sempre a certe condizioni e purché siano sufficienti le risorse stanziate. Questo scherzetto, i cui effetti saranno tutti da verificare, per il momento è previsto che “costi” allo Stato (quindi a tutti noi) più di 4-5 miliardi di euro.

Che cosa ci ha detto e scritto la BCE? Primo, che il nostro Governo non l’ha preventivamente consultata, dal momento che essa è l’autorità sovraordinata alla politica monetaria, alla regolazione del contante, poiché gli Stati membri con l’euro europeo hanno perduto la “sovranità monetaria”. Secondo: che la misura è illegittima, perché, sotto la specie del privilegio ai pagamenti elettronici, penalizza indebitamente la moneta contante, avente corso legale. Terzo: che la misura è irragionevole, sia perché persegue il fine fiscale con uno strumento “incongruo e sproporzionato”, sia perché il recupero fiscale cui può dar luogo potrebbe essere sopravanzato dall’ulteriore spinta al “nero” che verosimilmente va ad innescare. Quarto: che è scorretta e ingiusta, perché fa pagare anche a chi fa i pagamenti in contanti (con pieno diritto e normalità) il costo erariale degli incentivi a chi paga con le carte. Quinto: che avvantaggia inutilmente e anzi ingiustamente chi ha maggiore capacità di spesa e quindi non aveva alcun bisogno di “premi”, identificabile altresì con quanti già facevano largo uso di carte, danneggiando le popolose fasce più “deboli” e generalmente più anziane dei cittadini, i quali possono avere molti e legittimi motivi per continuare ad esercitare il proprio diritto d’uso della moneta, la quale resta la base del mercato corrente dei beni e servizi a livello comunitario. In proposito, una sintesi tecnica e certo non sospettabile, viene da Carlo Garbarino de “Il Sole 24 Ore” (edizione 7-1-2020, pag. 21). L’analisi finanziaria, che fa a pezzi il cashback come una beffa ingiusta e fallimentare, coincide con quella fatta ne “Il Messaggero” da Francesco Bisozzi e Luca Cifoni il 30-12-2020 e 2-1-2021 (“La misura non ha incentivato i consumi e 5 milioni di italiani hanno maturato in media tra 18 e 40 euro di sconti”), poi ribadita il 10 gennaio da Alberto Brambilla (“Flop del provvedimento-inganno. Zero effetti sull’evasione”). Non senza dire che, finché le aliquote fiscali restano intollerabili e la crisi morde crudelmente, “ove mai dovessimo ridurre l’evasione del 50%” non esita ad affermare Carlo Cottarelli, rigoroso e pluri-accreditato economista “sarebbero migliaia le piccole imprese e attività a saltare in aria”…

Come ha reagito – o corrisposto – il Governo italiano, solitamente tanto prono all’Unione Europea e tanto ostile ai deprecati “sovranismi” euroscettici? Fregandosene altamente, affermando che i rilievi della BCE sono “essenzialmente formali” (!) e confermando le sue perverse trovate, dal cashback alla… lotteria degli scontrini fiscali! Il tutto, attizzando la gente ad una nuova forma di “ludopatia” erariale, nonché – se ci pensate – ad anomali fenomeni di assembramento in piena epidemia, nei centri commerciali; centri che, naturalmente, consente restino aperti, mentre sono severamente chiusi teatri, cinema e musei, anche se a posti distanziati!

articolo pubblicato il: 16/01/2021 ultima modifica: 27/01/2021

La Folla del XXI Secolo - periodico di politica e cultura
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