periodico di politica e cultura 20 aprile 2021   |   anno XXI
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opinioni e commenti: allucinante vicenda dell’Ospedale DEU di Spoleto

ancora domande

di D. B. V.


nella stessa sezione:
Ripetiamolo. Quando ci sono di mezzo persone che si ammalano e perfino non poche che muoiono, quando ciascuno di noi è a rischio e non arriva ancora una parola tranquillizzante sul piano delle terapie e della tempestiva prevenzione, non c’è spazio per polemiche politiche e ne resta ben poco per documenti, delibere interlocutorie, ricorsi e pronunce più o meno decifrabili dei TAR e mozioni più o meno arzigogolate dei Consigli.

Proprio per questo, la domanda è una sola: quanto ancora deve durare questa allucinante vicenda dell’Ospedale DEU di Spoleto, incredibilmente smantellato per dar luogo ad un non ancora fisionomizzabile Centro Covid? Nella sicura e arciprevista prospettiva che il 31 gennaio venga prorogato lo stato di emergenza, veramente alla Regione pensano che il comprensorio spoletino possa (e sia disposto a) continuare a stare senza un Ospedale attivo nei suoi reparti?!

Si leggano le cronache de “Il Messaggero” 18 e 23 dicembre, de “Il Corriere dell’Umbria” 11-12-18 dicembre 2020. Due titoli per tutti: “Il Covid Hospital sfruttato più come hotel che come ospedale”, “Apre un reparto, chiusa Rianimazione”. Rimandiamo agli sconcertanti contenuti. Dell’esasperazione della gente, ridotta a non avere più un Ospedale e nell’alternativa di rinunciare alle prestazioni medico-chirurgiche-spedialistiche-diagnostiche oppure ricercarle dove sono reperibili e accessibili con ogni sorta di disagi, nessuno al competente livello regionale sembra impressionarsi. Si continua a fare conferenze-stampa, presentare più o meno avvalorabili statistiche complessive: del “caso Spoleto” meglio non parlare. Anzi, a quanto pare, non dovrebbero parlarne nemmeno medici e infermieri che vivono da protagonisti la dura prova dell’assistenza in prima linea. Leggasi “La Nazione” del 6 dicembre: può esser vero che la USL Umbria 2 abbia “vietato” ai propri dipendenti di rilasciare dichiarazioni ospitate dalla stampa senza previa autorizzazione della direzione aziendale?! Saremmo quindi addirittura, di fronte a quel che accade, al “bavaglio”?!

Ma la provocazione, peraltro, si aggrava. Si vedano ancora “Il Corriere dell’Umbria” e “Il Messaggero” del 5 gennaio. Di fronte alle dure denunce del Sindaco e, ormai, di tutto il Consiglio Comunale, incomprensibile, ingiustificabile silenzio della Presidente della Regione, degli assessori e consiglieri regionali, nonché dei parlamentari…….mentre si lascia voce libera al neo-direttore della ASL De Fino (che, in assenza di smentite, deve ritenersi autorizzato) il quale con protervia, lungi dal garantire il ripristino dell’Ospedale di Spoleto, lo minaccia di espulsione dalla rete dell’Emergenza di primo livello “per mancanza di requisiti”. Come non fossero la stessa Regione e la stessa ASL a far…….sparire i requisiti, smantellando e trasferendo Reparti, servizi e utenza!!!

A questo punto, la nostra modesta opinione è che la Regione (né ci interessano dietrologie su chi realmente vuole e decide, se Presidente, Giunta, Assessori, onnipotenti Capi di gabinetto, Consiglio, tecnici, consulenti stabili ed avventizi, direttori e commissari assortiti) ha una sola via d’uscita: ferma restando la facoltà di riservare un proporzionato reparto ai pazienti Covid, dichiarare esaurita l’efficacia del provvedimento specifico adottato nell’emergenza della ri-epidemia e disporre il ripristino in rapida progressione di tutti i reparti, servizi e organici propri di un DEU e attivi nell’Ospedale spoletino prima della disattivazione. Aprendo poi il tavolo della condivisione sui progetti di Piano Sanitario Regionale, dopo aver codificato il ruolo del DEU spoletino, ribadito infinite volte pubbliche e ufficiali.

Nessuno chiede pubblici “mea culpa” né mozioni di dichiarato pentimento. Occorrono sobri ed efficaci atti concludenti che, restaurando il diritto alla tutela ospedaliera della salute, riconcilino l’Esecutivo regionale con le popolazioni dell’Umbria centrale (coincidente, per di più, con l’area terremotata).

articolo pubblicato il: 08/01/2021 ultima modifica: 16/01/2021

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