periodico di politica e cultura 26 settembre 2020   |   anno XX
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elzevirino

tana, liberi tutti!

di Teddy Martinazzi


nella stessa sezione:
Anni fa scrissi un elzevirino avanzando l’ipotesi che un noto opinionista di estrema sinistra fosse segretamente al soldo di Berlusconi, perché, più esternava le proprie idee, più aumentavano i consensi al centrodestra.

A leggere notizie di certe sentenze sembrerebbe quasi, dico sembrerebbe, al condizionale, che alcuni giudici le emettano per fare incazzare la gente e spingerla nelle braccia di Salvini.

L’ultimo fatto è accaduto al tribunale di Milano, dove si giudicava un clandestino che, non essendo riuscito nel suo intento di rapinare una sessantaquattrenne, l’ha fatta cadere in terra e, dopo aver rotto una bottiglia, forse uscita da una delle borse della spesa della donna, ha ripetutamente ferito la malcapitata in varie parti del corpo. Solo il deciso intervento di un quarantacinquenne romano di passaggio, prontamente aiutato da altri passanti, ha impedito il peggio.

La giudice ha assolto il clandestino per incapacità di intendere e di volere, ma non ha voluto accogliere l’istanza dell’accusa di affidarlo per due anni ad una Rems, una struttura sanitaria assistita per delinquenti incapaci di intendere e di volere. Il bengalese irregolare trentaduenne Chandra Rinku Deb è tornato così in libertà; la giudice ha reputato, in base ad uno studio scientifico, che il disturbo del clandestino sarebbe stato breve e quindi non più rilevabile. La speranza, per gli abitanti di largo La Foppa e dintorni, è che Chandra Rinku Deb non debba essere quanto prima preda di un nuovo attacco inconsulto di follia che lo porti a scippare e ferire qualche altra signora, naturalmente rientrando in sé subito dopo il misfatto.

Non si tratta di un caso isolato; basta scorrere le notizie di cronaca per imbattersi in storie di clandestini che delinquono e che vengono messi in libertà subito dopo l’arresto, mentre sembrerebbe che gli italiani siano tutti pericolosissimi delinquenti, anche se hanno commesso reati che non comportano profondi tagli con un coccio di vetro. Chi delinque, certamente, deve essere punito, indipendentemente dal suo stato civile, come ci hanno ricordato Mattarella e Conte a proposito del brutale assassinio di Willy Monteiro Duarte.

La stessa cosa sembra stia avvenendo con la Lega, oggetto di lunghissime indagini che hanno prodotto una montagna di carte, tra verbali di interrogatori e trascrizione di registrazioni. Prima o poi troveranno errori e imperfezioni tali da rinviare a processo commercialisti definiti “vicini” a Salvini, come se la conoscenza o l’amicizia fosse correità. Più l’inchiesta va avanti e più aumentano i consensi verso i partiti di opposizione. I magistrati di Catania hanno rinviato a giudizio Salvini perché responsabile di un atto fatto nell’esercizio delle sue funzioni di ministro, molto meno eclatante di quanto ha fatto l’attuale ministro, impedendo uno sbarco a ridosso delle elezioni in Umbria e creando lazzaretti naviganti per la quarantena dei migranti. Con i soldi del contribuente, naturalmente.

Dopo anni di oblio, è tornato in video il giornalista che accusavo, bonariamente s’intende, di essere al soldo di Berlusconi. Per adesso non ha detto grandi cose; in compenso il collega di un grande giornale ha ripetuto più volte, in un collegamento televisivo, che Auriane Fatuma Bindela, la trentenne congolese che ha aggredito Salvini a Pontassieve, lo ha fatto “verbalmente”. Se una camicia strappata e un rosario tirato via dal collo sono un’aggressione verbale… a meno che per il commentatore sia stata più grave la frase “Io ti maledico” che ha accompagnato l’aggressione fisica.

articolo pubblicato il: 15/09/2020 ultima modifica: 25/09/2020

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