periodico di politica e cultura 22 ottobre 2020   |   anno XX
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due pesi e due misure

di Luigi Delli Stanghi

nella stessa sezione:
Vladimir Putin ha annunciato al mondo che l’Istituto Gamaleya di Mosca ha trovato un vaccino contro il coronavirus. Secondo Putin, “il vaccino funziona bene, crea un’immunità stabile ed ha superato tutti i test necessari”.

Dopo tre giorni, anche i cinesi hanno annunziato al mondo di aver trovato un loro vaccino, ma gli attacchi di certi osservatori occidentali si sono rivolti particolarmente contro lo Sputnik, il vaccino che riprende il nome del primo satellite artificiale della storia. Secondo alcuni, il vaccino, testato anche su una figlia di Putin, sarebbe poco sperimentato ed addirittura controproducente, secondo altri non esisterebbe nemmeno, si tratterebbe solo di pura propaganda moscovita.

Anche gli amici di Bill Gates hanno in realtà chiesto di bypassare alcune sperimentazioni e nessuno nell’OMS o su certi media si è indignato. Ma la Russia rappresenta in Europa l’unico contraltare a certe politiche e perciò non è guardata di buon occhio. Putin, inoltre, è stato a suo tempo ospite di Villa Certosa e non ha mai fatto mistero della sua stima ed amicizia per Berlusconi. Tutto ciò fa di lui un “autocrate”, come è sprezzantemente definito in certi ambienti, quando non è chiamato lo Zar. Evidentemente in certi ambienti volutamente viene dimenticato che nel suo curriculum figura anche la ferrea scuola del KGB, in cui ha raggiunto il grado di tenente colonnello, per poi diventare direttore dell’FSB, l’agenzia di spionaggio della nuova Russia.

In certi ambienti si tende a dimenticare che Putin non è venuto dal nulla, ma è un ex comunista esattamente come certi politici nostrani che, dopo aver fatto carriera con il PCI, hanno avuto la sfacciataggine di affermare di non essere mai stati comunisti, trovando ampia eco su certe testate giornalistiche. Sono gli stessi media che anni fa ebbero la faccia di dichiarare fascisti i militari al potere in Myanmar fin dal 1962, quando si chiamava Birmania, nonostante che per decenni gli stessi militari birmani avessero definito il loro stato “comunista”.

articolo pubblicato il: 18/08/2020 ultima modifica: 27/08/2020

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