periodico di politica e cultura 4 agosto 2020   |   anno XX
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arte e mostre: alla Casa Museo Sartori di Castel d’Ario

l'arte tra alberi, fiori e frutti

di Michele De Luca

La Casa Museo Sartori di Castel d’Ario, dopo la forzata chiusura imposta dalle misure di sicurezza per fronteggiare il Coromnavirus, finalmente annuncia l’apertura (dal 6 al 27 settembre) della rassegna “Vegetalia tra alberi, fiori e frutti” curata da Arianna Sartori, cui si deve anche la cura del catalogo. Intorno a questo suggestivo tema sono stati invitati ottantacinque artisti per una “collettiva” – ideata da Adakberto Sartori - ricca di svariate suggestioni e diversi approcci creativi. Si tratta di un vero inno alla bellezza e al tripudio cromatico della natura, in cui gli artisti riflettono i propri sentimenti e le proprie fantasie.

I lavori raccolti in questa edizione sono stati realizzati a partire dagli anni ’60 del secolo scorso fino ai nostri giorni, da Acerbo Domenico, Achilli Ernesto, Alatan Anna Rita, Baglieri Gino, Baldassin Cesare, Bedeschi Nevio, Bellomi Federico, Bianco Lino, Bolis Maria Teresa, Bongini Alberto, Brambilla Maurizio, Businelli Giancarlo, Capraro Sabina, Carradore Vittorio, Castagna Angelo, Castaldi Domenico, Cattaneo Claudio, Chieppa Manlio, Cibi, Ciotti Valeria, Coccia Renato, Colombo Maria Anastasia, Costanzo Nicola, Cropelli Fausta, Dall’Acqua Mario, D’Amico Antonio, Della Valle Marcello, De Luigi Giuseppe, Denti Giuseppe, Desiderati Luigi, Fabri Otello, Faccioli Giovanni, Ferri Massimo, Garuti Giordano, Gentile Domenico, Ghidini Pier Luigi, Ghisleni Anna, Gnocchi Alberico, Guala Imer, Gualtieri Ulisse, Keith Rosalind, Lo Presti Giovanni, Luchini Riccardo, Mafino Beniamino, Mantovani Gianni, Merik Milanese Eugenio Enrico, Moccia Palvarini Anna, Molinari Mauro, Montini Danilo, Morelli Guido, Mori Giorgio, Morselli Luciano, Nastasio Alessandro, Negri Sandro, Nigiani Impero, Paggiaro Vilfrido, Paolini Parlagreco Graziella, Parmiggiani Alessandra, Pastorello Gianguido, Pauletto Mario, Pauletto Tiziana, Peretto Enrico Dennj, Piaser Egle, Pirondini Antea, Prinetti Silvana, Rampinelli Roberto, Restelli Lucilla, Rezzaghi Teresa, Romani Maurizio, Romilio Nicola, Rossato Kiara, Rossi Giorgio, Rostom Camelia, Rovati Rolando, Sebaste Salvatore, Settembrini Marisa, Somensari Anna, Somensari Giorgio, Spazzini Severino, Tambara Germana, Venditti Alberto, Viviani Vanni, Zanetti Enzo, Zangrandi Domenico, Zitelli Fabrizio.

Le opere raffigurano paesaggi incontaminati reali o fantastici e paesaggi inquinati; le colline toscane, la Lessinia, i colli euganei, le rive dei fiumi Po, Mincio e Adige, ed il Lago Maggiore e di Ledro; boschi, grandi alberi e alberi spogli, i platani, i salici, la betulla, i glicini, gli ulivi di Puglia, pini marittimi, i fichi d’India, le 4 stagioni, sezioni di tronchi, i frutteti e i vigneti, pianure, campi fioriti, giardini e giardini all’italiana; omaggi a Castel d’Ario e a Monzambano, la denuncia degli incendi in Australia, alberi morti, Amazzonia Zero, Berkshire’s foliage; vasi e composizioni con fiori, rose, camelie, stelle di Betlemme, passiflora, bardana maggiore, garofani, iris, gerani, germogli, nature morte, composizioni di frutta, mele, pere, ciliege, limone, uva, banane, melograni, noci, peperone, cavolo, bietola, zucca, aglio e peperoncini … L’offerta per il visitatore è ricca di proposte, sia per le varie interpretazioni dei soggetti presentati con stili molto diversi gli uni dagli altri che per le varie tecniche utilizzate per la loro realizzazione: dipinti ad olio, acrilico, tecnica mista, smalto, tempera, acquerello, chine, gessi a olio, acquaforte, acquatinta, monotipo, collage, foglia oro, stampa digitale, pannelli e sculture in acrilico termoformato, legno, nastri, carta, terracotta, ceramica.

Gli artisti (22 donne e 63 uomini), nati tra il 1908 e il 1981, provengono per nascita o residenza, dall’intero territorio nazionale e anche dall’Inghilterra, Svizzera e Libano, e presentano ciascuno un’opera significativa che rispecchia le peculiarità della propria espressione artistica e spesso anche del territorio in cui vivono.

Nel linguaggio comune, si dice pianta un organismo vegetale costituito da radici, fusto e foglie, eventualmente anche da fiori e frutti; questa definizione è spesso usata come sinonimo di albero, rispetto a cui ha tuttavia significato più ampio comprendendo anche gli arbusti e le erbe. In botanica sono considerati piante i vegetali con pareti cellulari tipicamente costituite di cellulosa.

Nel poetico saggio che introduce al catalogo, Maria Gabriella Savoia scrive tra l’altro, sottolineando quanto la vita vegetale sia essenziale per la vita degli uomini e degli animali: “È vero che quando mangiamo la frutta la cogliamo senza danneggiare la pianta, ma quando mangiamo verdura la tagliamo o la estirpiamo da terra. Usiamo verdure ed erbe come medicinali e per abbellirci; respiriamo grazie all’ossigeno prodotto dalle piante; quando vogliamo rendere omaggio a una persona regaliamo fiori; mentre se vogliamo rilassarci cerchiamo paesaggi completamente verdi o facciamo veri e propri bagni di verde… tagliando senza alcun problema i tronchi che ci serviranno per fare case con travi, travetti, o strumenti musicali, pianoforti viole e violini; e riempiamo le nostre case con piante e fiori per arredare salotti, balconi e giardini”.

La mostra, inoltre, attraverso le interpretazioni date dagli artisti, ovviamente diverse sia per approccio al tema che per soluzioni stilistiche e formali, vuole sottolineare anche come, oltre al suo valore “materiale”, abbia avuto ed avrà sempre per l’uomo come valore culturale, legato ai significati e agli emblemi che assume proprio riguardo alla creazione artistica, che da esse trae ispirazione (in generale; dalla pittura (dai paesaggi di Cima da Conegliano e di Giorgione e fino ai “Girasoli di Can Gogh) , alla musica – basterebbe pensare alla sinfonia “Pastorale” di Beethoven o oppure a … “Grazie dei fiori” di Nilla Pizzi, o, ancora a “Fiori rosa, fiori di pesco” di Battisti; alla letteratura: da “l’albero a cui tendevi / la pargoletta mano” di Carducci o ai “fiori del male” di Baudelaire …). Non solo, ma come scrive ancora la Savoia, “che le religioni, le tradizioni e la letteratura e il business hanno portato qualche frutto all’attenzione generale: l’albero con la mela di Adamo ed Eva, le mele delle Esperidi, il monte degli ulivi, la mela di Newton, i dipinti dell’Arcimboldo, la mela di Biancaneve e i sette nani, gli spinaci di Bracciodiferro, le pozioni magiche di Asterix”.

articolo pubblicato il: 10/07/2020

La Folla del XXI Secolo - periodico di politica e cultura
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